FREQUENTLY ASKED QUESTIONS su "Mater Terribilis" Alcune risposte di Valerio Evangelisti ai lettori iscritti alla Eymerich Mailing List AVVERTENZA: E' sconsigliabile leggere le risposte qui riportate prima di avere letto "Mater Terribilis". Esse infatti fanno riferimento ad alcuni passaggi del romanzo. Conoscerli in anticipo potrebbe rovinare la lettura. > Secondo me MT è l'anello di congiunzione mancante fra "Cherudek" > e "Il Castello", visto che pone quest'ultimo in una luce > del tutto nuova Nelle mie intenzioni era proprio così. In MT Eymerich non è l'uomo d'acciaio dei primi romanzi, però non ha perso nessuna delle sue caratteristiche: lucidità, crudeltà, determinazione. Sta di fatto che la crepa che si era aperta nelle ultime pagine di "Picatrix" si sta allargando, e prelude al parziale cedimento de "Il castello". Io ero di fronte all'alternativa tra il fare evolvere il mio personaggio o renderlo una macchietta dai comportamenti fissi, adatta per lettori di bocca buona e abituati alla stessa minestra ripetuta all'infinito. Ho scelto la prima strada, anche per non dovere scrivere con noia crescente. Si impone un'avvertenza. "Mater Terribilis" non si presta molto a spiegazioni logiche. E' infatti scritto in armonia con la concezione sincronica del tempo proposta da Jung e da alcuni suoi seguaci (cfr. M.L. Von Franz, "L'esperienza del tempo", "Psiche e materia"). Certi eventi analoghi si producono simultaneamente, senza un vero rapporto di causa ed effetto. Il nesso che li unisce non è affidato interamente alla logica, ma piuttosto all'intuizione, come avveniva in molti trattati di alchimia. Era in parte così anche in "Cherudek", anch'esso ispirato a Jung. Sia "Cherudek" che "Mater Terribilis" sono libri difficili, al di là delle apparenze, perché modellati su una nozione del tempo diversa da quella a cui siamo abituati. E quando cambia la nozione del tempo, la pura analisi logica risulta poco utile (come la geometria piana per misurare figure multidimensionali). > Ci sarà un seguito ideale alla vicenda dei Luciferiani, > ovvero rivedremo Gilles de Rais? Lo chiedo perché la > conclusione della vicenda ad esso legata è aperta, vista > la fiducia di Jolanda nel poterne fare la nuova Mater > Magna. No, non ci sarà un seguito. Mi sono arrestato alla soglia della vicenda di Gilles de Rais universalmente nota: uccisione di bambini (diverse centinaia), rituali satanici. Mi interessava definire le premesse, senza spingermi oltre. > Padre Corona è il drago che feconda Eliane, in quanto in > collegamento con de Rais, ma come può quest'ultimo esse- > re allora anche la Mater Magna, che per definizione rap- > presenta l'aspetto distruttivo della femminilità? Se è > distruttiva infatti, così ragiono io, come può fecondare > cioé dare la vita, visto che per sua natura la toglie? > Insomma il discorso delle due Mater, che come un serpen- > te che si mangia la coda, si fedondano a vicenda non mi > è chiara. Il drago (padre Corona, posseduto da Gilles) non feconda davvero Eliane. Padre Corona si limita a spargere il proprio sperma sul ventre della ragazza. Così faceva Gilles con i bambini che torturava e uccideva: sfregava il pene sul loro ventre, fino all'eiaculazione. Nel processo di Gilles de Rais tutte le testimonianze concordano: mai il barone penetrò le sue vittime. Lo riteneva peccato, e l'idea stessa gli faceva orrore!!! Il drago non è simbolo maschile, ma maschile e femminile assieme (secondo Jung in "Psychologie de l'alchimie"; non so il titolo di questo libro in italiano; e secondo M. L. Von Franz in "Passio Perpetuae", ed. Tea). Il drago non feconda la donna quando si accoppia con lei, ma cerca di ucciderla e di rapirle la sua creatura, come nell'Apocalisse. L'accoppiamento è dunque una lotta tra due aspetti del Femminile, e non ha per fine la fecondazione. Nel caso di Gilles, poi, lui è sì il drago, la Mater Terribilis, un aspetto della femminilità sotto sembianze maschili; ma è anche la sessualità confusa e indifferenziata della prima infanzia, come sempre capita quando il femminile e il maschile non si evolvono lungo linee separate (per questo Gilles ha così paura del suo destino: è come un bambino piccolo costretto un giorno a incarnare la Mater Terribilis). Il suo accoppiamento (tramite Corona) con una donna ha quindi le forme ulteriori di un tentativo di tornare nel ventre materno. Nella parte successiva della vita di Gilles, non compresa nel romanzo, lui squarcerà il ventre dei bambini alla ricerca dello stato pre-sessuato che gli è precluso. Sarà Mater Terribilis e neonato al tempo stesso, in perenne ricerca di calore (beveva quasi esclusivamente vino rosso caldo) proprio come i rettili. > Un'ultima considerazione riguardante il barone "Barron": > la sua figura è stata delineata con un'accuratezza esem- > plare (la sua reazione quando si accorge che Jeanne ha > le mestruazioni è vividissima e mi ha colpito), ma non > l'ho affatto trovato affascinante, piuttosto ripugnante > anche se non ho potuto (soprattutto nell'ultimo capito- > lo che lo riguarda) provare una certa compassione per > lui. E' difficile che Gilles, come l'ho descritto io, possa riuscire ad affascinare un uomo. L'ho in pratica modellato sulla sessualità femminile (quella più occulta, spesso ignota alle donne stesse). Feci lo stesso con il rapporto Eymerich/Myriam in "Picatrix": gli uomini non lo trovano erotico, moltissime donne sì (non dico tutte, ovviamente). I romanzi di Eymerich sembrano semplici; in realtà credo che siano tra i più complessi reperibili sul mercato. Poi si tratta di vedere se io sia riuscito a dare corpo ai miei intenti oppure no. Una cosa è certa, almeno per me: hanno poco a che vedere con la fantascienza, almeno nell'accezione corrente di quest'ultima. > L'idea di anagrammare il nome del supremo magister in ICH EYM ER è nata al > momento in cui avevi scelto Eymerich come nome per il terribile inquisitore, > oppure è stata una scoperta avvenuta appena prima di scriver M.T.? La scoperta è avvenuta mentre scrivevo MT. Ho cominciato a ragionare sul fatto che Ich, in tedesco, significa Io. Poi sono andato alla ricerca di un dizionario di anglosassone antico. Inizialmente pensavo a una frase del tipo "Io sono lei" (er=her), però mi sono accorto che in anglosassone arcaico ER non voleva dire "lei", bensì "etere, aria" ecc. Allora ho dato alla frase i significati che ci sono nel libro. > I Luciferiani sono realmente esistiti? Sì. Tutto quello che ho scritto di loro è autentico. La fonte che ho trovato è però una soltanto: il vol. II della "Storia dell'inquisizione nel Medio Evo" di Henry Ch. Lea. Di quest'opera gigantesca e fondamentale è però stato tradotto in italiano solo il primo volume (Feltrinelli, 1976); l'edizione completa è invece facilmente reperibile in francese e in inglese. > Ok, > alla fine si capisce che l'arcangelo che vedeva la pulzella, in realta' era > Eymerich... ma quando ha fatto tutto cio? > Visto che si spiega che il piano temporale e' tutto incasinato... potrebbe > benissimo essere successo prima di questo libro... dopo questo libro... > (temporalmente parlando...) magari nel Cherudek... Lo scambio avviene nel Mundus Archetypus, cioè in una dimensione fuori del tempo. Si tratta della stessa Quintessenza di cui parlavo in Cherudek, in cui lo spazio si comporta come il tempo e il tempo come lo spazio (cioè lo spazio scorre, mentre il tempo è percorribile in ogni direzione). So che sono concetti molto difficili da afferrare (si oppongono a ogni nostra esperienza), per cui, più che altro, vanno intuiti. Tu lo fai, mi pare. In effetti lo scambio di cui parli può essere avvenuto in ogni momento, visto che, in realtà, non è avvenuto... in nessun momento! > Perchè in Mater Terribilis hai messo i cervi volanti? Voglio dire, proprio > quegli animali lì e non degli altri? Non è una curiosità solo tua. La questione è stata sollevata anche da qualcun altro e io non ho risposto. Volevo che certe parti di "Mater Terribilis" rimanessero un po' oscure. Ora che il libro è stato letto da molti getto un po' di luce. "Cerf volant", in francese, indica sia il coleottero a noi noto che l'aquilone. Quest'ultimo è simbolo, in alchimia, di sublimazione, cioè di passaggio a uno stato etereo, gassoso, immateriale. Tale è il Mundus Archetypus che consente ai personaggi del romanzo di spostarsi nel tempo. Il Mundus Archetypus fa irruzione nell'universo di Eymerich con due segnali: la nebbia (l'inconscio) e il "cerf volant", cioè l'aquilone, che nel suo tempo acquista la forma di coleottero (i passaggi da una dimensione all'altra sono imperfetti). L'aquilone fu uno degli emblemi prediletti dal re di Francia Carlo VI, dal suo ministro delle finanze e fu adottato anche da Carlo VII, sia nella forma di aliante di carta che in quella di coleottero. D'altro canto, uno dei miracoli attribuiti a Giovanna d'Arco è legato a un "cerf", un cervo, tanto rapido che sembra volare. Il cervo è uno dei simboli di San Michele arcangelo. Eymerich si trova dunque alle prese con i cervi volanti quale indizio del fatto che due epoche sono in comunicazione, e interagiscono attraverso il linguaggio simbolico. Che una porta sia aperta, e che i coleotteri non siano in realtà tali, è indicato anche dalla circostanza che si spostano a sciami, comportamento che i normali cervi volanti non hanno. Lo hanno invece gli aquiloni, trascinati a sciami da bambini in corsa durante feste di purificazione / sublimazione (che in occidente non esistono più, mentre sopravvivono in oriente). Ma c'è di più: le due sezioni di un aquilone (parte superiore e parte inferiore) rappresentano il fuoco e l'acqua, la luna e il sole, il femminile e il maschile. Eymerich si trova dunque perseguitato e inseguito, lungo tutto il suo viaggio, da simbologie riferite alla confusione sessuale che costituisce il tema del romanzo. Tutto ciò sfugge ovviamente al normale lettore, chiamato a comprenderlo per intuizione. Ha le sue basi in due testi alchemici piuttosto rari: "L'oeuvre royale de Charles VI" e "Deux logis alchimiques" (di Eugène Canselet, allievo di Fulcanelli). Io li ho reperiti, a carissimo prezzo, attraverso il servizio antiquariato del sito www.chapitre.com . Ho detto fin dall'inizio che Mater Terribilis non è un romanzo facile... :-)