di Vittorio Curtoni
"Basta!" urlò zio Harry, brandendo un coltellaccio da cucina.
"Non ti sopporto più! Tutto questo marciume deve finire!"
E si lanciò su zia Emma, sua sorella, sorella di mia madre. Tra loro
due, da molto tempo, esisteva un rapporto incestuoso.
Zia Emma riuscì a schivarlo con una certa abilità, ma la punta
affilata del coltellaccio le squarciò il dorso della mano. Quindi,
fu con un orribile sogghigno di piacere dipinto in volto che lei premette
il grilletto della calibro 22.
Non disse una parola; ma zio Harry, centrato al polpaccio, crollò sul
pavimento come un pupazzo di stracci.
"Cos'è tutto questo casino?" strillò papà,
entrando di soppiatto dalla porta della cucina. Aveva in mano la scure per
tagliare la legna. "Non sopporto la confusione in casa mia!"
Con un colpo secco, recise il braccio sinistro di mia cugina Martha. La quale,
avendo per le mani un tridente, pensò bene di aprirgli qualche foro
in petto.
"Oh no, mio Dio, no!" gemette la mamma, arrivando trafelata. "Avete
sporcato tutto! Tutto! Siete lerci!"
Mentre lei correva fuori, zio Tony, suo fratello, si lanciò alla gola
del pronipote Don. Gli piantò le forbici nel collo e gli strappò
via un brandello di carne. Don reagì maciullandogli la faccia col tirapugni,
ma zio Tony era un osso duro.
"Aaarg!" urlò nonno Judas, sbattendo giù dalle scale
nonna Emily. La povera nonna rotolò fino in fondo; a giudicare dal
rumore, doveva essersi rotta l'osso del collo, o qualcosa del genere.
E fu in quel momento, mentre nonna Emily strisciava sul pavimento del soggiorno
perdendo sangue dalla bocca e dal naso, che ebbi la grande ispirazione.
Sì, mamma doveva essere andata a fare una doccia. Per ripulirsi dalle
brutture morali che si era trovata attorno.
Ho sempre avuto un debole per gli omicidî sotto la doccia, io.
Col falcetto ben stretto nella destra, strisciai verso il bagno. Fu una scena
degna di un grande regista.
"E si sarebbe ridotto in queste condizioni da solo?" chiese il vicesceriffo,
che era molto giovane. A certi spettacoli non era abituato; aveva già
vomitato un paio di volte nella hall del motel.
"Ma chi diavolo era?" chiese, con un filo di voce.
Lo sceriffo, che aveva vent'anni più di lui e conosceva molte storie
del posto, si chinò a raccogliere il braccio sinistro dell' uomo, trinciato
da una scure.
"Mai sentito parlare di Norman Bates?" rispose.



