Catena di San Libero n.98
29 ottobre 2001

di Riccardo Orioles

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Zagabria. Inventato un modello di jeans antistupro, con apertura a
password di sicurezza. Credo che i progettisi siano ispirati a una
sentenza della Cassazione italiana (quella che ultimamente ha assolto
Pantani dal doping, Pavarotti dall'evasione fiscale e Berlusconi
dall'accusa di essere il padrone di Fininvest). La sentenza sosteneva
che in caso di stupro la colpevole e' la donna stuprata, se porta i
jeans: nessuno stupratore, stabilirono gli astuti magistrati, potrebbe
toglierglieli se lei non volesse. Adesso, una fatwa del cardinal Ruini
decretera' che chi non porta i jeans croati e' bottana, e se la
violentano se l'e' cercata lei.
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Sicilia. Il presidente della regione qui abita un antico palazzo reale
(la Sicilia ha avuto moltissimi re, nessuno siciliano) che, come tutte
le regge che si rispettino, e' dotato fra l'altro di cupi sotterranei
come da copione. Alcuni di essi, nel medioevo, servivano alla fuga di
re e vicere' in caso di sommossa popolare, e almeno uno e' tuttora in
funzione. Negli ultimi quattro mesi, il presidente Cuffaro ("Toto'"
Cuffaro, per gli amici) se n'e' servito, dicono, una dozzina di volte:
per sfuggire alla folla dei postulanti - il record, di fine luglio, e'
di circa quattrocento in una volta - che si affollano ai cancelli della
reggia implorando "Toto' dacci questo, Toto' dacci quello".
Ora, la Sicilia e' una regione del quinto o sesto paese piu' ricco del
mondo. Non manca ne' di risorse ne' di capitali e non e' nemmeno
soggetta a qualche feroce tirannia che costringa il popolo alla
poverta' e alla fame. In Sicilia, come nel resto d'Europa, c'e' la
democrazia. Il popolo puo' liberamente decidere se creare un'industria
turistica sui templi di Agrigento oppure farli fuori a poco a poco a
colpi di ville abusive. Puo' scegliere se votare per gli amici di
Falcone o per quelli di Toto' Riina. Puo' decidere se l'assessorato
all'agricoltura deve servire a esportare arance in tutto il mondo
oppure a dare i contributi agricoli ai mafiosi. Puo' scegliere se avere
l'acqua due ore al giorno perche' i mafiosi non lasciano fare le dighe,
o averla liberamente come in ogni altro paese d'Europa. I mafiosi
minacciano, d'accordo. Ma il voto e' segreto. Nessuno, in fin dei
conti, ti obbliga a votare per i mafiosi. Se lo fai, e dopo ti accorgi
che i mafiosi te la mettono in quel posto la', non venire a
piagnucolarmi davanti, perche' te lo sei meritato.
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Nessun popolo d'Europa ha avuto magistrati devoti quanto il popolo
siciliano. Quando i siciliani - una parte dei siciliani - hanno deciso
che era il momento di farla finita con la mafia, i magistrati siciliani
non si sono tirati indietro. Hanno fatto quel che dovevano fare, magari
con la strizza dentro per la paura, ma l'hanno fatto. Io non so se sono
stato il primo a intervistare Falcone, vent'anni fa, ma so che quando
sono andato a intervistarlo ho suonato alla porta e ha aperto un
magistrato. C'erano due carabinieri, se ricordo bene, di guardia fuori,
per tutto il palazzo di Giustizia. Lo stesso a Trento, con Carlo
Palermo, nel'84: un vecchio finanziere, seduto fuori, era tutta la
scorta. Il giudice Costa - il primo che ammazzarono, nell'estate
dell'80, per la strada - non aveva neanche quella.
Bene, i giudici siciliani (ci metto anche Carlo Palermo, perche' quando
uno lascia il sangue in Sicilia e' siciliano) hanno servito fedelmente,
come meglio non si poteva. Ne ammazzavano uno, e subito l'altro veniva
avanti a prendere il posto del primo. (Ci fanno vedere i rambi e i
folgorini, alla televisione, i top-gun che non rischiano un cazzo e poi
vogliono essere chiamati eroi. Ma io ho conosciuto gli uomini della
scorta di Falcone).
Basta, tutto questo per dire che mi vergogno profondamente del fatto
che in Sicilia non ci sia stato uno sciopero, una manifestazione, una
sommossa per difendere i magistrati che ora vengono - non c'e' altra
parola - perseguitati. Quando noi abbiamo avuto bisogno di loro, loro
c'erano. Adesso, sono loro ad aver bisogno di noi. Nessuno, ne' il
mondo dei politici ne' Ciampi, li difende piu'. E noi siciliani che
facciamo? Facciamo finta di niente pure noi?
Non c'entra la politica, in tutto questo. E' solo una faccenda di
dignita'.
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Privatizzazioni. Dopo quella dell'universita' (Cepu ecc.) e dei
relativi esami, arriva la privatizzazione della giustizia: sara' una
ditta privata, a quanto annuncia il ministro, a valutare il "rendimento
aziendale" dei magistrati. Alla fine di tutto questo, le Procure e le
Facolta' piu' redditizie verranno quotate in Borsa.
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Bari. Al processo contro il boss Francesco Prudentino (contrabbando
Albania-Puglia e omicidio), la difesa invoca la nuova legge sulle
rogatorie: su alcuni documenti pervenuti dall'Albania manca un timbro,
e quindi il boss dev'essere subito scarcerato.
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Linate, Gottardo. Bin Laden protesta: concorrenza sleale.
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Casa Cupiello. Da un'inchiesta condotta per conto di Marketingtv su un
campione su 2500 anziani ultrasessantenni risulterebbe che un terzo di
loro vive la tv - secondo gli psicologi che hanno coordinato
l'inchiesta - come "sostituto affettivo dei figli".
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Ss. Condannati per diffamazione, gli eredi dello scrittore Cesare De
Simone hanno dovuto versare venti milioni al povero vecchio Ss Priebke,
quello delle Fosse Ardeatine. La sentenza e' stata pronunciata in
Italia.
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Disparita'. Roma. In via Po un tizio viene sorpreso mentre armeggia su
un motorino davanti a un palazzo del governo: "Sono un giornalista". Lo
prendono e se lo portano via. Al Tritone una signora, distratta dal
cellulare, va a sbattere su un bus. "Sono un'onorevole". E se ne va
tranquillamente per i fatti suoi.
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Erika e Omar. Di loro sappiamo ormai tutto: periodicamente i giornali
ci spiegano quante coltellate hanno dato, quante ore al giorno facevano
l'amore, cosa si dicevano mentre lo facevano e mentre davano le
coltellate - tutto. Una volta si sarebbe parlato di interesse morboso.
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Anteguerra. La lettrice di un quotidiano, parlando di "prima":
<Vorrei vivere ancora in un'epoca cosi' felice e cosi' dimentica della
storia...>
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Cronaca. Roma. Un poliziotto finisce in un pantano nel tentativo di
salvare una capretta che c'era caduta dentro, in un cantiere di via
Ventimiglia. Arrivano i pompieri e con difficolta' tirano fuori
poliziotto e capra.
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Cronaca. Bergamo. Quattordicenne marocchino picchiato dai compagni di
liceo: "Amico di Bin Laden", "talebano". Il preside: "Roba da ragazzi.
E comunque e' successo fuori scuola".
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Cronaca. Roma. Approfittando dell'euro, la regione portera' il metro'
da 1500 a 1936 lire a biglietto.
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Tre o quattro anni fa tutti i nuovi sistemi operativi dovevano
contenere la parola "internet" o "web", assomigliare a Netscape e via
dicendo. Adesso, la paroletta magica e' una "x": la "x" di Windows Xp,
la "x" del System X di Apple. Stanno tutt'e due, subliminalmente, per
Linux, che e' il nuovo concorrente, sfuggito al controllo delle majors,
che bisogna imitare.
Cosi' i sistemi Macintosh adesso sono densi di shell e di users formato
Unix, mentre il Windows Xp gli corre dietro cercando di imitarne
l'interfaccia new age.
A differenza di Xp e di MacOsX, pero', Linux e' gratis. Non solo - e
non tanto - nel senso che costa poco o nulla all'utente, ma soprattutto
nel senso che sono gratuiti i suoi codici sorgenti, e che la
programmazione avanzata viene dunque diluita in una comunita'
vastissima di programmatori indipendenti, ai quali e' fisiologicamente
impossibile imporre direttive di sviluppo che non sian quelle
("democraticamente") indicate dal mercato; il mercato vero, quello
banalmente costituito dai milioni di utenti che alla fine utilizzeranno
il prodotto.
Nel caso di Apple, e piu' ancora di Windows, alcune scelte di
programmazione - alla faccia del linux-style - sono imposte non dal
mercato, ma dalla necessita' di sostenere determinate strategie
aziendali, delle quali al singolo utente potrebbe anche non importare
niente.
Cosi' nel caso di MacOsX alcune strettoie sono state imposte dalla
necessita' di sfruttare il qualche modo tutta la precedente esperienza
di NeXt, il computer di Jobs di qualche anno fa, che in alcuni settori
(grafica multimediale: di cui Jobs si occupava quasi esclusivamente in
quegli anni) era all'avanguardia ma in altri no; col risultato che alla
fine, X o non X, il sistema risulta ancora una volta di nicchia e non
di massa.
Nel caso di Xp, a parte l'ennesimo tentativo di monitorare (con la
scusa dei "pirati") l'hard-disk dell'utente, la scelta non-di-mercato
piu' clamorosa e' quella di non supportare in prima istanza il formato
Mp3. Mp3 e' uno standard universale piu' di ogni altro, ma e' uno
standard scomodo, da Napster in poi, per le majors dell'enterteinment
di cui Microsoft fa ormai parte: e dunque va sabotato in ogni modo
possibile, alla faccia dell'utenza-mercato.
Carineria: in occasione della presentazione di Windows Xp, Microsoft ha
annunciato la definitiva scomparsa del Dos, della compatibilita' Dos e
della presenza di elementi riconducibili a Dos nel motore. Ma io questo
annuncio credo di averlo gia' sentito almeno un paio di altre volte, in
occasione di Windows 2000 e di Windows NT. Del tutto irrazionalmente mi
chiedo - del resto nel sorgente Windows non puo' mettere il naso
nessuno - se cercando bene qualche rimasuglio di Dos non si possa
trovare, magari sotto il tappeto.
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Radici. Alcuni film in programmazione l'anno scorso, non vietati ai
minori:
- Colpevole di innocenza (bagno di sangue per Ashley Judd)
- Cose Molto Cattive (Orgia con massacro finale di prostituta)
- Face Off (cervello di bambino massacrato da N.Cage);
- Il Collezionista di Ossa (capolavori di un serial killer, fra cui un
uomo mangiato vivo dai topi);
- Inserzione Pericolosa (J.Leigh uccisa a colpi d'accetta da Bridget
Fonda);
- La Mano sulla Culla (Rebecca De Mornay seziona in una decina
di pezzi la rivale Julianne Moore);
- L'Uomo Senza Ombra (dodici morti ammazzati, piu' uno stupro in
diretta);
- Obsession (Gwyneth Paltrow, incinta, squartata da Jessica Lange).
Fuori concorso: Hannibal (cannibalismo, con preferenza per cervelli
umani. Un successo tale da suggerirne la traduzione in serial
televisivo a puntate, orario famiglia).
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Bambini 1. Sono circa duecentocinquanta milioni i bambini-lavoratori
fra i cinque e i quattordici anni. Circa un quarto di loro lo fa in
condizioni insalubri o pericolose che mettono significativamente a
rischio le loro vite.
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Bambini 2. Secondo i rapporti di Telefono Azzurro, Cgil ed Eurispes,
l'Italia e' il paese industrializzato con la piu' alta percentuale di
lavoro minorile. Il fenomeno e' particolarmente notevole nel Nord-est e
al Sud, dove quasi un terzo dei bambini fra i dieci e i quattordici
anni svolge atttivita' lavorative rimunerate.
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Bambini 3. La somma dei patrimoni delle duecento persone piu' ricche
del mondo ammontava alla fine del 1999 a mille miliardi di dollari.
Alla stessa data, il reddito complessivo della popolazione dei
quarantatre' paesi meno sviluppati era di centoquarantasei miliardi di
dollari. Due miliardi di persone non hanno accesso a cure sanitarie di
alcun genere. Nel 2010 la mortalita' infantile sotto i cinque anni
aumentera' dunque, secondo il trend attuale, del settantacinque per
cento in quasi tutti i paesi del Terzo mondo.
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Dune. Circa un miliardo di persone nel mondo, secondo il rapporto
dell'Organizzazione mondiale della Sanita', non dispone di adeguate
scorte d'acqua potabile. La situazione si sta aggravando in seguito al
riscaldamento del pianeta e alla conseguente desertificazione di
numerose aree nel sud del mondo. Dell'Amazzonia, ad esempio, secondo il
rapporto Lawrence nel 2020 sopravvivera' una porzione variabile fra il
cinque e il ventotto per cento dell'estensione attuale.
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Guerra. In tutt'Europa, ancor prima dell'undici settembre, crollo
verticale degli arruolamenti di donne nelle varie forze armate.
Rispetto a tre anni fa si calcola mediamente un ottanta per cento di
soldatesse in meno.
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Los Angeles. Si e' dichiarato colpevole Florio Fiorini, braccio destro
del faccendiere siciliano Giancarlo Parretti, da molti considerato
colui che cerco' di prendere il posto di Sindona. Dopo una brillante
carriera di editore in Italia e in Spagna, comicio' a perdere colpi
quando le autorita' francesi s'insospettirono - a differenza delle
italiane - dei suoi ingenti mezzi finanziari e delle sue
frequentazioni. A fine anni Novanta si trasferi' in America e la', a
colpi di milioni di dollari di cui nessuno riusci' mai a spiegare la
provenienza, s'impossesso' della Metro Goldwin Mayer, dopo una
furibonda scalata che mise in allarme il mondo della finanza americana.
Alla fine fu incriminato per un buco di molti milioni di dollari nelle
casse della Mgm; ma per diverso tempo i film della major furono
prodotti da lui. Don Corleone, alla fine del "Padrino", da' un saggio
consiglio agli eredi: riciclate tutto e investitelo nell'industria del
cinema e delle comunicazioni. La' i soldi girano, e i controlli sono
pochi.
Nel caso di Parretti, gli fu fatale la gelosia dei grossi finanzieri
"wasp": non gli passarono liscia l'intrusione nel loro salotto buono
(in America ai salotti buoni ci tengono). E fine della storia. A
tutt'oggi pero' nessuno sa esattamente che fine abbiano fatto i soldi
gestiti dal banchiere della mafia, Sindona. Era arrivato a controllare
una delle piu' importanti banche d'Italia, l'Ambrosiano di Calvi, a
fare affari con la Ior del Vaticano e, nel momento del bisogno, a farsi
firmare garanzie scritte da Giulio Andreotti in persona. I suoi
segreti, che peraltro sono pubblici, sono - come si dice in questi casi
- morti con lui.
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Enza Panebianco, a Palermo, e' una militante del vecchio movimento
antimafia (chi l'ha seguito negli anni 80-90 se la ricorda bene) che
alla fine, non volendo fare la fine di altri compagni che da
antimafiosi son diventati animali di palazzo, per sopravvivere ha
aperto una piccola libreria, i Fiori Blu, nel cuore della vecchia
Palermo. (Il nome, a quelli che hanno la disgrazia di avere la mia eta'
e la fortuna di aver vissuto a Palermo, ricordera' un'altra libreria
mitica del movimento palermitano, la "Centofiori" di Umberto Santino e
Peppino di Lello).
Spazio di dialogo, casa per giovani artisti e scrittori, cuore di tutta
una serie di iniziative civili indipedenti - questa era stata, ai suoi
tempi, la "Centofiori" e questo e' stata adesso la "Fiori Blu" di Enza
Panebianco. Fra l'altro, ha messo su il premio "Vucciria 2000" (giovani
scrittori della citta'), ha fatto battaglie per il centro storico
contro la speculazione edilizia, ha organizzato un camper di
controinformazione per Genova assieme a Indymedia.
Adesso, naturalmente, "Fiori Blu" rischia la chiusura. Il comune, che
aveva patrocinato il Premio Vucciria, adesso ha un commissario
berlusconiano che si rifiuta di restituire i venticinque milioni
anticipati. La Mondadori, che fa la distribuzione di "Fiori Blu", fa
giri strani coi libri in deposito e non scuce una lira. La "Sda
Courier", a cui erano stati affidati venti milioni di libri, non li ha
mai consegnati. Insomma, inutile aggiungere particolari: e' una piccola
libreria, fa politica, e quindi e' condannata a morire strangolata.
"Siamo stanchi - dice ora Enza - di lottare contro il muro delle
ossequiose clientele che ci vorrebbe vedere strisciare per essere
assimilati alla corte borghese dei ricchi re palermitani. Siamo stanchi
di vedere che qui l'unica ipotesi di cultura realizzabile sia quella
racchiusa entro il concetto di associazione culturale appiattita sui
vari amministratori di turno per ottenere finanziamenti. Siamo stanchi
di vedere costantemente offeso lo sforzo intellettuale di chi urla
fuori dal coro. Siamo stanchi di assistere all'omicidio costante delle
menti di intere generazioni: un omicidio realizzato da mafie e
massonerie e poteri forti con la complicita' di alto-borghesi o
intellettuali aristocratici che possiedono il monopolio di palazzi,
quartieri, distribuzioni librarie o librerie.
Abbiamo bisogno di sapere chi lotta e contro chi... Abbiamo bisogno di
non sentirci soli. abbiamo bisogno anche solo di mille lire a testa
perche' le guerre, anche quelle pacifiche, hanno bisogno di armi e
quelle non ce le danno gratis.
Abbiamo bisogno di sapere se la citta' o quanti lottano in ogni altro
luogo della terra ci vuole e ci vuole qui... Altrimenti emigriamo...
anche se non vorremmo farlo perche' troppo forte e' la voglia di non
fuggire, di lasciare incompiuta questa battaglia e mille altre qui
intraprese. Dateci una mano o diteci francamente di andare via".
Libreria Fiori Blu, corso Vittorio Emanuele 147, 90133 Palermo.
Per mail, comunicazioni o inviti a lasciare la citta':
enzapanebianco@hotmail.com
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Francesco C. wrote:
<Debbo farvi un'obiezione sull'uso del termine "americano". A mio
parere, chiamare americani gli abitanti degli Stati Uniti, significa
appiattire tutto il continente americano attorno a quel paese. In
America infatti esistono culture diverse, che parlano lingue diverse e
hanno storie diverse: i salvadoregni, i nicaraguegni, i brasiliani,
ecc. Sarebbe piu' corretto chiamare gli abitanti di ogni stato con il
proprio nome. Non e' un problema di puntiglio, ma una questione che
riguarda il livello di percezione che gli occidentali hanno del
continente americano.>
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Un appello e un comunicato.
<Appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Noi
cittadini italiani chiediamo che i ministri dell'Interno e della
Giustizia ripensino le scelte annunciate nelle scorse settimane e
mantengano la tutela ai magistrati. Sono rimasti senza una adeguata
protezione molti magistrati palermitani impegnati nel contrasto a Cosa
Nostra e, a Milano, Ilda Boccassini, che ha indagato sull'assassinio di
Giovanni Falcone e che rappresenta l'accusa in processi con imputati
Silvio Berlusconi e Cesare Previti.
In questo momento, segnato da nuove leggi che indeboliscono i controlli
di legalita' (come quelle sulle rogatorie internazionali, sul falso in
bilancio, sul rientro dei capitali dall'estero), togliere le scorte a
questi magistrati non solo li lascia privi di difesa, ma rischia di
sembrare un segnale ostile e punitivo nei loro confronti.
Antimafia Duemila, SocietaCivile.it, Osservatorio milanese sulla
criminalita' organizzata al Nord, Coordinamento milanese Presidi e
Insegnanti contro la mafia, Sciarpe Gialle>
Per aderire: redazione@omicronweb.it,
antimafiaduemila@antimafiaduemila.com
* * *
<Comunicato Stampa delle Associazioni dei familiari delle vittime delle
stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus,
Stazione di Bologna del 2 Agosto '80, Rapido 904, Via dei Georgofili
Firenze.
Presa conoscenza dell'O.d.G. votato dalla maggioranza del Consiglio
Comunale di Bologna nel quale si auspica che "in un clima di ritrovata
pacificazione nazionale, l'Associazione familiari delle vittime del 2
agosto voglia prendere in considerazione l'eventualita' di abolire la
parola "fascista" sia dalla lapide in stazione che ricorda le vittime,
sia dai manifesti stampati per ricordare l'anniversario", respinge con
indignazione tale auspicio e ricorda che la storia e la Magistratura
hanno chiaramente scolpito sulla lapide con il termine fascista la
responsabilita' politica della strage.
Il presidente, Paolo Bolognesi>
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Ignotus (sui muri di Pompei, prima dell'undici settembre) wrote:

<Se l'onesta' in questa vita conta qualcosa,
dai, vota Frontone: merita l'elezione>
* * *
<Vota e fai votare
per Caio Polibio candidato edile
Distribuisce pane buono>
* * *
<Tu, imbrattamuri, va' a imbrattare piu' in la'.
Su questo muro c'e' un sortilegio, lo sai?
Chi in propaganda l'imbratta, viene trombato.
Col cazzo che viene eletto a qualcosa>
* * *
<Al popolo dei pub: vota Marco Cerrinio!
'Mbriaconi notturni: tutti in massa per lui!
Floro e Frutto garanti: vota Cerrinio!>
* * *
<Dovrei - per la biondina - ora odiare le brune.
Le amero' controvoglia, mal che vada>
* * *
<Qui ne ho scopate molte, di ragazze>
* * *
<Frontonio, della Settima Legione,
e' stato qui: l'hanno saputo in poche,
ma quelle poche, eh, gliel'hanno data>
* * *
<Ehi, hai mai visto Venere? La pupa mia: precisa!>



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"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles

ricc@libero.it

E' stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La catena
di San Libero".