Catena di San Libero n.85
30 luglio 2001

di Riccardo Orioles


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La nave dei folli. Partita dal porto ligure fra spari e i botti, ha
ripreso a incrociare per i mari. Chissa' quale sara' il suo prossimo
porto, chissa' a chi tocchera' stavolta. A bordo, bevono e ruttano;
qualcuno stara' pure al timone, pensano i piu' ottimisti. Da poppa, chi
vomita sulla scia quando rialza il capo vede in basso, a disputarsi
anche questi avanzi, i pescicani.
Ogni tanto, su in coffa, dalla vedetta (ubbriaca come tutta la ciurma)
arriva una vociata: "Ehi, ce n'e' un'altra!", e allora tutti levano le
coppe e sghignazzano, e la festa riprende piu' animata; mentre l'altra
nave - vascello curdo, cargo di disperati - incrocia per un attimo la
rotta della European Vision.
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Genova. Ci sono dei giudici in Italia. Falcone dara' giustizia ai
massacrati - Falcone dentro l'anima dei giudici che non hanno paura.
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Legittima difesa. Il presidente Berlusconi e il generale Finochet.
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Nania. Il presidente dei senatori di An, personaggio meditabondo e
severo - massime coi sovversivi di piazza - trent'anni fa, in un paese
vicino al mio, era un picchiatore violento e capeggiava un reparto di
Ordine Nuovo, un gruppo neonazista responsabile di violenze attentati,
poi disciolto per i reati commessi.
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Affari. Quelli esteri si avvarranno, a quanto pare, della consulenza di
De Michelis, gia' ministro di Craxi e ora consigliere del governo per
le politiche internazionali.
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Moda 1. Due sfilate a Roma. In una, la svastica usata come decoro su un
abito da sera lungo. In un'altra, una indossatrice russa di dodici
anni.
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Moda 2. Le tavolate culturali del neo-sottosegretario Sgarbi alla
Galleria Corsini. C'erano Paolo Guzzanti, Mogol, Alain Elkann, Mirella
Serri, Giorgio Montefoschi, Luciana Castellina... Scusa Luciana, ma che
ci facevi da Sgarbi? Fammi contento, scrivimi che e' un caso di
omonomia.
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Autostrada. Record degli incidenti, quest'estate. Per ovviare, il
governo propone di abolire il limite di velocita' a centotrenta, e di
portarlo invece a centosessanta chilometri all'ora. Sempre mezze
misure! A questo punto, facciamola completa e aboliamo quell'obsoleta e
ideologica distinzione fra destra e sinistra anche in autostrada:
ognuno prenda la destra o la sinistra quando gli pare, senza vincoli
statalisti.
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Tragedie. Allarme dei gestori del Bingo: "Forse non saremo ancora
pronti per Natale".
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Cina 1. Saranno piu' brevi delle altre, le olimpiadi cinesi: i
quattrocento metri piani saranno ridotti a trecento e la maratona sara'
risolta in una ventina di chilometri. Il motivo e' che bisognera'
spicciarsi a lasciare liberi gli stadi, perche' servono per le
esecuzioni.
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Cina 2. Circa quaranta persone - il numero esatto non e' stato
comunicato dalle autorita' - sono morte per il crollo di una gigantesca
gru a cavalletto, inaugurata con una solenne cerimonia il giorno prima.
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Cina 3. Li Wangling, sorella di un giovane incarcerato per aver
partecipato a proteste di piazza, e' stata assegnata con provvedimento
di polizia, in quanto sorella, a un campo di rieducazione dove
trascorrera' i prossimi tre anni.
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Cronaca. Como. Vietato rivestire prima della sepoltura il corpo delle
persone morte di Aids. Due giovani morti per questa malattia sono stati
quindi sepoolti senza nulla addosso.
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Cronaca. Roma. Continuano le indagini sull'ultimo omicidio gay; la
vittima era un ragazzo di ventisei anni, ucciso a sprangate dalle parti
di Porta Capena. Nel giro di undici anni, a Roma sono stati uccisi
ventidue omosessuali.
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Cronaca. Napoli. Rinviato a giudizio per frode fiscale e falso in
bilancio il solito cardinale Michele Giordano. Indovinare come finira'.
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Cronaca. Cremona. Un altro caso sospetto di mucca pazza. La malattia,
che sui giornali non esiste piu', potrebbe avere infettato - stando
alle analisi - un bovino in un allevamento della provincia di Cremona.
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Cronaca. Roma. Verra' trasferito ad altra caserma il personale della
caserma di polizia di Castro Pretorio. A causa di un contenzioso di
sfratto, infatti, il proprietario dell'edificio in cui la caserma e'
ubicata ha fatto sigillare dall'ufficiale giudiziario alcuni dei locali
che fanno parte della caserma stessa.
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Cronaca. Torino. Brillante operazione dei carabinieri. Arrestata una
losca banda di trafficanti, tutti italiani, che avevano messo in piedi
un "giro" clandestino di sorpresine delle uova Kinder: dopo averle
rubate (in fabbrica? ai bimbi durante le merendine?) le cedevano a
collezionisti, disposti a sborsare cifre mirabolanti pur di averle.
Manette.
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Cronaca. Roma. E' ripartito per il Qatar lo sceicco El Althan El
Althani, magnate del petrolio, che per due settimane ha onorato della
sua presenza la Citta' Eterna. Al seguito dello sceicco ha viaggiato il
suo harem, le cui componenti sono state ripartite in cinque diversi
hotel durante il soggiorno nella capitale.
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Montanelli. Impersonava un fenomeno incomprensibile per chi non sia
vissuto sotto dittatura: la fronda (rifiutare le atrocita' e le
buffonate, e tuttavia non concepire la possibilita' di un'opposizione
collettiva al regime, "degno degli italiani"; accettare un duce, ma
sapendo d'essere piu' intelligenti di lui; mantenersi, in ogni
circostanza, scettici e civili).
Di frondisti s'incominciano a intravvedere - fenomeno significativo -
degli esemplari anche adesso; ad esempio, Ferrara. Montanelli, alla
fine, tuttavia ebbe il coraggio di portare l'idea pura di fronda fino
alle conseguenze estreme, vale a dire di non essere piu' frondista e di
schierarsi distesamente con una parte (quella perdente, si capisce:
senno' sarebbe stato volgare). Ma Montanelli era un magro. Ferrara e'
troppo largo per questo salto.
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Sono giunte numerose lettere con testimonianze di prima mano sui fatti
di Genova. Non le pubblico qui perche' non ho abbastanza spazio, e
perche' moltissime testimonianze sono gia' raccolte in rete (e a
disposizione della Magistratura) in diversi siti, fra i quali il piu'
completo da questo punto di vista mi sembra quello di PeaceLink.

Bookmark: http://www.peacelink.it/genova/index.html
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Sacrifici umani. Ricercatori messicani e inglesi hanno recentemente
confermato l'ipotesi - avanzata da tempo - che i sacrifici umani degli
aztecchi fossero in realta' delle occasioni di cannibalismo. Il sangue
delle vittime veniva simbolicamente offerto agli dei, che se ne
nutrivano; i corpi venivano cucinati e consumati dalla popolazione, non
- come si pensava fino a poco tempo fa - a scopi rituali ma proprio
come aggiunta ordinaria alla dieta quotidiana.
Questo significa, se l'ipotesi e' davvero esatta, che la pulsione
antropofagica ha avuto modo di realizzarsi non solo in piccole tribu'
isolate ma anche in una delle grandi civilta' organizzate della storia
umana. Il che fa pensare.
I sacrifici umani, tuttavia, non sono una costante della storia umana.
In alcune civilta' sono una caratteristica diffusa, in altre sono
completamente assenti. Nell'area del Mediterraneo, in particolare, la
cultura del sacrificio umano e' abbastanza rara: non la possedevano gli
egiziani, non la possedevano i mesopotamici, non la possedevano, per
quanto ne sappiamo, gli ittiti e non la possedevano (non la possedevano
piu') i greci.
Il rifiuto dei sacrifici umani non comportava necessariamente uno
spirito umanitario particolarmente evoluto: gli Assiri praticavano
esecuzioni di massa, ma le giustificavano "modernamente" in termini non
religiosi ma politici: semplicemente, ritenevano opportuno praticare il
terrorismo nei confronti di altre popolazioni.
Nei greci, episodi di sacrificio umano (Ifigenia) e anche di
antropofagia (Pelope) venivano ricordati come casi estremi, deplorevoli
e non comuni: probabilmente per esorcizzare una fase pre-storica in cui
erano erano comuni. Ma anche in questi casi, non sono mai sacrifici di
massa (al contrario, l'individualita' della vitttima viene
sottolineata) e non partecipa ed essi, neanche indirettamente, la massa
della popolazione. Analogamente, per gli ebrei, il sacrificio umano
(Isacco, ecc.) era un residuo di una fase primordiale da esorcizzare.
Nell'area mediterranea, le popolazioni che praticavano il sacrificio
umano erano Celti, Punici e Romani. Questi ultimi erano gli unici a
praticarlo a livello di massa e con la partecipazione attiva, come
spettatori osannanti, dell'intera popolazione. I giochi gladiatori,
infatti, nascono da un preciso intento religioso, di origine etrusca:
offrire all'anima di un morto illustre la morte di numerosi altri
esseri umani.
Il substrato di questa concezione era, per cosi' dire, contrattuale:
gli dei non sono affatto (come pensano i greci) esseri come noi; sono
entita' aliene, indescrivibili, con cui tuttavia possiamo avere un
rapporto "commerciale", di scambio. All'interno di questo rapporto, la
morte di esseri animati ha un suo valore preciso.
Cosi', alle origini della nostra civilta' abbiamo una componente colta
e solare ma in qualche modo, nei suoi recessi profondi, azteca.
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Incubi. La destra ha gli incubi, e la sinistra dorme bene. Lo afferma
il dottor Burkeley della California University, che ha analizzato per
alcuni anni i sogni di una cinquantina di "cavie" che si sono prestate
a raccontare i propri sogni al team di ricerca.
La destra in America sono i repubblicani: secondo Burkeley, quasi in 50
per cento di essi e' affetta da incubi notturni, mentre i democratici
(che sasrebbero la sinistra) se la cavano con un 18 per cento.
Gli incubi della destra consistono spesso - in America -
nell'inseguimento da parte di lupi, orsi ed altri animali. I sogni
della sinistra invece sono, classicamente, popolati da immagini di
belle ragazze. Un altro incubo della destra, sempre secondo i
ricercatori della California University, consiste nell'improvvisa
perdita dei capelli.
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Zerozerosette. 449 fra pistole, fucili a pompa e mitra e 184 computer
portatili sonio stati smarriti da agenti dell'Fbi - o sono stati
sottratti loro da abili ladri - nel corso delle varie missioni. I
dirigenti dell'Fbi adesso sono preoccupati per le possibili fughe di
notizie su inchieste riservate, i cui dati erano coustoditi negli hard-
disk di alcuni del computer rubati o smarriti.
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Monopoli. Accordo fra Microsoft e America on Line per unificare i
sistemi di instant messaging - chat/e-mailing in tempo reale - dei due
colossi. America on Line e' il maggiore internet provider del mondo,
mentre Microsoft e' il maggior produttore di browsers e sistemi
operativi.
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Magari...
Una mirabolante offerta che circola in questi giorni in rete:
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Non so. C'e' un espresso di notte, un Torino-Agrigento, un treno di
Natale. Soldati dappertutto, tutti meridionali: parlano ad alta voce,
si chiamano fra loro, danno fastidio. Qui sul predellino della seconda
classe ce ne sono almeno una decina, non c'e' un millimetro per
muoversi. "Tale', Saru, u vidisti che minnazzi c'avia chidda?". Sono le
due di notte e fa freddo. A ogni stazione qualcuno apre lo sportello,
guarda il mucchio di valigie, scatole con lo spago, borse militari e
soldati: scuote la testa e si tira indietro, fra un coro di
sghignazzate. Ma adesso lo sportello si apre per la quarantesima volta:
una gran borsa viene spinta dentro, dietro la borsa spunta la faccia di
una ragazza, e infine la figura della ragazza intera. Si arrampica per
i gradini ed e' bella. Ha in braccio un bambino. Immediatamente si
forma uno spazio libero in mezzo alla massa dei militari. Il treno
riparte, la ragazza e' seduta sul suo borsone, circondata da almeno
cinquanta centimetri di spazio intangibile tutt'attorno. Il tema della
conversazione adesso e' "che facevo prima di partire militare". Nessuno
piu' alza la voce, nessuno fuma. E il treno va.
Oppure quei due contadini, marito e moglie, la sera dell'eruzione, a
Nicolosi. Avevano staccato il cancello dai cardini e se lo caricavano
sulla motoape - la lava era a centocinquanta metri. La casa, non c'era
niente da fare; ma il cancello si poteva ancora recuperare. Lavoravano
con calma e senza fretta. Il cancello sarebbe tornato utile, nella casa
nuova. Oppure la casa di Stefano, a Santo Pietro di Milazzo: pareti
pulitissime imbiancate a calce, la vanga da bracciante appoggiata al
muro e i quindici libri nello scaffale, ognuno accuratamente rilegato
con la carta velina: l'Origine della Specie, il Diciotto Brumaio, I
Promessi Sposi. Oppure la piazza del paese, col circolo dei civili da
una parte, la lega bracciantile dall'altra e in messo quei venti metri
di selciato bianco e ostile.
La mafia, nella Sicilia che ho conosciuto da ragazzo, non era affatto
un'organizzazione criminale. Era il governo riconosciuto della regione.
Ottimo per i grandi proprietari, che da noi hanno sempre avuto un peso
molto maggiore che altrove; tollerabile per il medio ceto; ferocissimo
e oppressivo per la grande massa dei contadini. I soldati del treno, i
contadini di Nicolosi, i braccianti di Santo Pietro - tutti erano sotto
qusto governo. Non era un governo clandestino. Mio padre, come tutti
gli altri siciliani, andava regolarmente a pagare le tasse ai mafiosi;
e non in qualche restrobottega di bar, ma a un regolare e pubblico
sportello: le tasse della Regione Siciliana erano infatti -
legalissimamente - dati in appalto a una societa' di mafiosi, i cugini
Salvo di Salemi. Non era un governo scomodo, non per i ricchi: delle
sei-sette rapine quotidiane di Catania, nessuna toccava mai ai grandi
negozi del centro; le rapine "sbagliate" venivano punite con la pena di
morte. E non era un governo clandestino.
Si sapeva benissimo, per esempio, da dove venisse la forza elettorale
siciliana di Andreotti. Ma, a Roma, non puzzava (non puzzava peraltro
nemmeno ai tempi di Giolitti). Si ebbero, non una volta soltanto ma
piu' d'una, incontri semiufficiali fra autorita' di governo e boss
mafiosi. Le logge massoniche, in citta' come Trapani o Palermo,
fungevano da camere di compensazione. "La mafia contro lo Stato": una
battuta sarcastica, agli occhi di un siciliano.
Era un'occupazione militare, non una cultura. Oltre cento sindacalisti
e militanti contadini sono stati uccisi, combattendo per il loro
popolo, negli anni Quaranta e Cinquanta. Nessun'altra regione ha
pagato, dopo la Resistenza, un prezzo tanto alto per la difesa della
democrazia. Morivano nel silenzio, senza che nessuno si curasse di
loro: la mafia era un "complotto dei comunisti per screditare la
Sicilia" - calunniatori i La Torre e i Li Causi, calunniati i cugini
Salvo e i Ciancimino. I giornali, i politici, il governo, la Chiesa -
Cardinale Arcivescovo in testa - difendevano i mafiosi accusati e
ingiuriavano a gran voce i sovversivi.
Negli anni Sessanta la mafia, da polizia degli agrari contro i
contadini, divenne il braccio armato della speculazione edilizia, prima
a Palermo e poi nelle altre citta'; rendendosi ancor piu'
indispensabile per l'ordinato svolgimento del progresso sociale. Negli
anni Settanta scopri' l'eroina; e accumulo' una ricchezza finanziaria
tale da rendersi non piu' interlocutore subalterno ma partner alla
pari, almeno in diversi settori, della classe dirigente nazionale. Ma
qui, s'intoppo' qualcosa.
C'e' un buco di trent'anni, fra le lotte antimafiose del dopoguerra e
quelle dei primi anni Ottanta. Ma un filo sotterraneo rimase sempre,
una memoria. Quando La Torre e dalla Chiesa e Chinnici, dapprima come
"tecnici" poi facendo appello sempre piu' apertamente alle energie
popolari, riaprirono la lotta al potere mafioso, non rimasero soli. Una
fortissima minoranza della societa' siciliana colse rapidamente
l'occasione, appena in presenza di un interlocutore credibile
(ancorche' non egemone) nello Stato, e si getto' senza riserve nella
lotta.
Fu una lotta politica, contro una classe dirigente al potere e per una
nuova e piu' libera visione della societa'; ebbe una sua memoria, e
delle sue radici. Seppe costruirsi le sue alleanze, i suoi progetti
politici, le sue culture; non fu un "in galera!" e un "abbasso!" (come
in parte fu, invece, la percezione "popolare" di Mani Pulite).
Nell'Italia dei tardi anni Ottanta fu forse l'unico fenomeno
compiutamente e profondamente democratico registrato nel Paese.
E' per questo che, nel momento della crisi del Craxi-Andreotti, i
valori e le culture della lotta antimafiosa apparvero per alcuni mesi
un'alternativa non solo auspicabile ma possibile alle culture e ai
valori del regime fallito. Ed e' ancora per questo che a tutt'oggi
qualunque elemento che richiami anche lontanamente quei valori viene
immediatamente preso a bersaglio prioritario dai media
dell'establishment. Il panico di quei mesi, il terrore che culture e
valori realmente alternativi possano sedimentarsi attorno a qualcosa,
e' infatti ancora vivo.
Come molti prima di noi - i mazziniani al tempo dell'Unita', i
partigiani - noi antimafiosi non siamo riusciti a dare una veste
politica adeguata al consenso popolare di cui abbiamo potuto disporre
nel periodo della transizione. E siamo rimasti sconfitti.. Ma e' dolce
esser perdenti, se proprio perdere si deve, insieme col proprio popolo,
senza tradire; e c'e' abbastanza memoria, delle vicende recenti e delle
piu' remote, per sostener la fiducia che il filo, prima o poi, sara'
ripreso da un'altra generazione.
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Primo momento

Se il mondo fosse composto
solo da pagine bianche
una sarebbe per scriverci
aneddoti senza pretese
storielle distratte, da bar

Se il mondo fosse giovane
- pagine bianche a non finire -
potreste lasciarcene qualcuna
senza impegno s'intende
avremmo forse ancora qualche cosa da dire

Se un brivido ti avverte che gia' dici
domani pensando forse e forse pensando mai
se acqua fuggente, non altro,
e' oramai il foglio su cui scrivi
(e nulla e' piu' solitario che scrivere da soli)

Tu scrivilo lo stesso
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it -- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles

ricc@libero.it

E' stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La catena
di San Libero".