Catena di San Libero n.83
16 luglio 2001

di Riccardo Orioles


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Mafia 1. Il governo ha vietato ai giudici Caselli e Garzon di celebrare
l'anniversario della morte di Borselllino, il 19 luglio, in piazza
Borsellino a Genova. Il divieto e' stato giustificato con le
restrizioni imposte ai movimenti dei cittadini in relazione al G8.
Tuttavia, sui quotidiani governativi - Giornale, Libero ecc. - sono
apparsi fondi in cui si evidenziava l'altola' inflitto alle "toghe
rosse" che sicuramente volevano parlare di Borsellino per mettere in
imbarazzo Berlusconi al G8. I tre nomi - Borsellino, Caselli, Garzon -
sono legati, anche dal comune impegno antimafia, da una valutazione
estremamente dubitativa del pieno rispetto della legalita' da parte di
Berlusconi e del suo entourage.
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Mafia 2. Uno degli amici - e colleghi - di Borsellino era il gudice
Rosario Priore, che si e' occupato di inchieste importantissime
relative agli anni piu' oscuri dei rapporti fra poteri ufficiali e
occulti (strage di Ustica, ecc.). Attualmente il giudice Priore,
essendogli stata tolta dal governo la scorta, raggiunge il tribunale in
cui lavora in autobus, con un unico giovane poliziotto di compagnia che
ogni mattina si sforza di non perdere di vista il "suo" giudice fra la
calca del bus. Non dico il nome dell'autobus, perche' l'avvocato
Taormina potrebbe leggerlo e rivelarlo a qualcuno dei suoi protetti.
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Mafia 3. Sono stati assolti in appello gli esecutori materiali del
giornalista Giuseppe Fava, direttore dei Siciliani, ucciso a Catania
nel gennaio del 1984. La sentenza di primo grado, che li aveva
condannati, aveva individuato come mandante il boss mafioso Santapaola,
il quale a sua volta aveva "fatto un favore" a esponenti politici e
imprenditoriali usciti illesi dal processo (e su cui Fava aveva
pubblicato inchieste documentatissime e dirompenti). Con la sentenza
attuale, l'omicidio Fava torna praticamente impunito: il solo
Santapaola, peraltro gia' in carcere per numerosi altri delitti, resta
praticamente l'unico condannato per esso.
Giuseppe Fava era un giornalista, ed e' stato ucciso per il suo lavoro
di giornalista. Eppure sui giornali italiani sono stati quasi
completamente ignorati tanto il processo di primo grado (pochi anni fa)
quanto questo di ora. Ai giornali italiani non interessa sapere perche'
un giornalista muore.
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Genova. Novemila poliziotti, e in piu': un reparto di paracadutisti,
un altro di marines del San Marco, un commando di incursori subacquei
di marina, una batteria di missili antiaerei, un reparto di specialisti
in guerra nuclear-batteriologico-chimica, elicotteri, cacciamine,
cacciabombardieri, mortai, mortaretti, sparabubbole e tricchetracche. E
io pago.
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Tutto sommato, pero', sono soldi spesi bene. Il congresso loro, se lo
potevano fare benissimo alle Seycelles o a Sigonella, piu' tranquilli
loro e meno rotture di scatole noi. Vabbe'. Si vede che dovevano fare
scena. Il fatto pero' e' che di scena ne hanno fatta tanta, che alla
fine hanno costretto la gente - molta gente, e gente molto diversa dei
soliti quattro gatti omogenei - a ragionare.
Questo G8, rispetto a tutti gli altri precedenti, e' di gran lunga
quello che ha suscitato piu' dibattito, con piu' ampiezza d'idee e con
la piu' larga area di persone interessate. Finche' la protesta e'
sfasciare qualche vetrina, tutto ok: non cambia niente. Ma quando la
protesta vuol dire ragionare insieme suorine del Terzo Mondo e
contestatori barbuti, allora per lor signori si mette male: fidatevi
dell'esperto, bellezze mie. (E ancora non si sono sentiti i genovesi:
quando verranno a sapere quan'e' costata la baracca, e la parte di
conto che gli tocchera' pagare a loro, vedrete che in confronto a loro
Bakunin sembrera' un veltrone).
Insomma, qua mi sa tanto che sta cominciando qualcosa. I soliti
maldestri, d'altro canto: volevano fare un G8 e alla fine hanno aperto
un 68.
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Genova. Consiglio per i miei amici. Basta slogan contro i poliziotti.
Stanno piu' o meno come noialtri, e se ce li abbiamo davanti non e'
colpa loro. Invece cominciamo a prendercela con i rompiscatole veri:
"Rsa, assicurazione/ arma del padrone" "Banchieri boia", "Il mutuo e'
mio/ e me lo gestisco io", "Commercialista non dimenticare/ tutte le
tue tasse infin dovrai pagare", "Da via dell'Umilta' alla Brianza/
guardia, guardia, guardia di Finanza".
Insomma. A me sembra che, da dietro al suo barbone, sarebbe d'accordo
anche il Nonno.
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Genova. Ore d'allarme in citta' a pochi giorni dall'inizio del vertice
degli otto paesi piu' industrializzati che si aprira' il 19 con la
partecipazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del
Presidente degli Stati Uniti d'America George Bush e di altri capi di
Governo e di Stato. Una Fiat Duna grigio topo e' stata trovata
parcheggiata a poca distanza dalla zona rossa: gli addetti ai servizi
di sicurezza, dopo aver monitorato per diverse ore tutti i movimenti
sospetti nelle vicinanze dell'automobile - che e' rimasta disabitata
durante tutta la notte - alla fine hanno allertato gli incursori del
ComSubIn, gli artiglieri del Napalm, gli specialisti del Comando Guerra
BatterioChimica e altre unita' minori. Alle 06.36, sgomberate le
abitazioni circostanti e le vie adiacenti, gli artificieri, dopo avere
imbracato l'automobile sospetta e averla collegata elettronicamente con
una carica di esplosivo, hanno fatto brillare la carica stessa. Le
successive analisi dei frammenti residui hanno potuto accertare che si
era trattato di un falso allarme; nessun ordigno chimico, fisico o di
altra natura sarebbe stato presente nell'automobile enucleata. In
serata e' stato rintracciato l'intestatario dell'autovettura, tale
Fantozzi Ugo. L'uomo, che viene in queste ore attivamente interrogato
dalla Squadra Interrogatori della LupMann di Genova, e dal Genoa Task
Force della L.A.Police, non avrebbe finora fatto alcuna ammissione.
Abbottonatissimi gli inquirenti: sembra tuttavia che la copertura del
Fantozzi consistesse in un impiego da ragioniere presso una nota
azienda del centro. E' tutto Genova, a voi studio.
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Italiani brava gente. I russi, nei film americani, erano gente cattiva
e intelligentissima che se le inventavano tutte (ci voleva 007, ogni
volta, per salvare il mondo libero all'ultimo momento) per imporre ai
poveri americani scemi l'impero del male. Poi, quando si sono scoperte
le carte, in realta' sono risultati una specie di venditori napoletani,
allegri pasticcioni e inoffensivi, che mai e poi mai avrebbero pensato
a invadere la California - anche perche', imbranati com'erano, si
sarebbero confusi prima.
M'e' venuta in mente all'improvviso con le faccende governative di
questi giorni. Il viceministro del'interno che telefona al boss mafioso
(di cui, allegramente, e' avvocato) davanti a giudici e guardie, il
ministro della finanza (grande e accigliato esperto di tasse sul
macinato e di severa economia) che spara: "Quarantamila miliardi! Forse
sessantamila!"; lo chiamano da Bruxelles (o da Londra o Zurigo:
insomma, da dove coi soldi non ci si scherza, dall'Europa) e "Quali
debiti! Qui in Italia stiamo tutti benone! La settimana prossima, mi
compro pure la Seicento!".
Viene il vago sospetto che forse, anziche' a una fosca destra
conquistatrice, ci troviamo di fronte semplicemente a una riedizione
del Comandante Lauro e dintorni: non so perche', ma se traducete
Tremonti e Taormina in napoletano risultano semplicemente perfetti.
Mi piacerebbe per il paese, se cosi' fosse, perche' vorrebbe dire che
tanto danno alla fine non ne potrebbero fare; il Comandante Lauro non
ha mai dichiarato guerra alla Russia e all'Inghilterra ma al massimo
alla Guardia di Finanza. Solo che, da un punto di vista shakesperiano e
storico, sarebbe - in un certo senso - un peccato.
(Il Compagno Presidente, a tutto questo kitsch, ha contribuito
pochissimo - onore al merito - perche' assai saggiamente se n'e' stato
zitto. Le volte che non ce l'ha fatta a tenersi, pero', ha prodotto
delle chicche: la migliore secondo me e' quando, in ispezione a Genova
per il G8, s'e' volto al ciambellano e: "Che songo chille panne?".
"Lenzuola stese, maesta'". "Ciambella', manna la guardia subbeto che le
leva, senno' va a ferni' che tutti l'autri re che vengono cca ce
prennono per straccioni". Berlusconi uomo di Stato e' difficilmente
traducibile in milanese).
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A seguire. Berlusconi passa in rassegna i ministri che stanno per
partire per la guerra contro il communismo. Non vede Fisichella e
alcuni altri personaggi illustri che avrebbero dovuto nobilitargli il
governo. Si volge a Fini e, indicandogli la truppa: "Guaglio' - gli fa
- e chiste sarebbero l'ommene?". "Maesta' - risponde Fini - l'ommene se
ne sono gghiuti a casa. Chiste songo li fessi!".
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Berlusconi, non avendo di meglio da fare, continua a passare in
rassegna il governo inquadrato in plotoni, stavolta, per andare ad
affrontare i briganti sovversivi anti-G8. "Facite a faccia feroce!
Cchiu' feroce! Cchiu' feroce assai! Ecco, accussi' va bbuono". Pausa "E
nun scappate"!.
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Al G8, per divertire i Vip ospiti, si organizza la gara di nuoto dalle
navi al porto. Un rappresentante per nazione. Quello americano e' un
gigantesco texano che nuota con lo stetson in testa: al suono dell'inno
americano, si butta in acqua ed efettua il percorso in otto primi e tre
secondi. Il francese, subito dopo (ma e' nato ad Algeri), si tuffa
mentre suonano la Marsigliese: sette minuti e mezzo. Il tetesco,
naturalmente, appena sente il Deutschland uber alles e' gia' in acqua
col chiodo in testa: sei minuti. E cosi' via. Infine, il
rappresentante dell'Italia, anzi della Forzitalia, perche' nel
frattempo il paese ha cambiato nome: e' un ometto sulla cinquantina,
scelto chissa' perche', forse raccomandato o parente di qualcuno.
Comunque, alle prime note di Forza Italia (il nuovo inno nazionale) si
tuffa e non fai in tempo a vederlo che gia' e' arrivato: due minuti e
mezzo. "Bravo giovanotto - fa Berlusconi - hai fatto onore alla nostra
economia: ma mi dici come cavolo hai fatto?". "Duce! - risponde
l'ometto - intanto con la fede nella Causa e ispirato dal grande
esempio che Voi ci date; eppoi perche' ogni volta che sento Forza
Italia mi girano talmente le palle che non nuoto piu', ma vado a
elica". Ok, anche questa e' vecchia. Forse pero' mica tanto.
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Italiani macaroni, tuti ladri. Si sono rimessi a discutere persino se
restituire o no ai poveri etiopici un obelisco che gli avevano fregato
durante la guerra (a guerra persa avevano dovuto promettere di ridarlo
indietro). Il primo a dire "teniamocelo!" naturalmente e' Sgarbi:
capirai...
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Europa. Allarme in Germania per finanziamenti (diciottomila miliardi)
concessi dall'Unione europea alla Sicilia. I giornali tedeschi si
soffermano sulle vicende giudiziarie di Marcello Dell'Utri e su quelle
elettorali di Toto' Cuffaro; nessuna delle due sembra loro
particolarmente di buon augurio per la sorte dei diciottomila miliardi,
che in buona parte vengono (riluttantemente) sganciati proprio dai
tedeschi.
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Germania. Albergo per vip a Berchtesgaden, l'ex "nido dell'aquila" di
Hitler durante la guerra. Pioggia di prenotazioni.
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Albania. Fermata e riaccompagnata alla frontiera una cittadina italiana
che si era introdotta clandestinamente nel paese per ricongiungersi al
fidanzato.
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Francia. Decretato il coprifuoco notturno, nella Costa Azzurra, per i
ragazzini sotto i tredici anni. Organizzati in bande, cominciavano a
fare paura.
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Germania. Il conte Otto von Bismark, discendente del Bismark col
chiodo, e' candidato alle prossime elezioni per il parlamento federale.
In Austria, e' gia' stato eletto (al parlamento europeo) Otto
d'Asburgo, discendente ecc. Ma come fanno questi ad essere cosi' bestie
da non riuscire ad arrivare a contare, in tanti anni, almeno fino a
Nove?
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Spagna Successo di pubblico e critica per la ventitreenne torera
fiorentina Eva Bianchini ("Eva Florencia"), prima straniera a esibirsi
nella prestigiosa Plaza de Toros di Siviglia. Il toro murio' nobilmente
alle cinque de la tarde sotto una estocada corta y derecha inferta
dalla nostra connazionale.
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Pianeta. La prostituzione minorile e' passata al terzo posto nella
classifica delle attivita' illegali piu' danarose, dopo il
narcotraffico e il traffico di armi e davanti a ecomafia e estorsione.
Secondo la commissione dei diritti umani i bambini sfruttati sono circa
due milioni. Gli sfruttatori si stanno attrezzando adesso per superare
l'anno venturo i trafficanti d'armi e piazzarsi cosi' al secondo posto,
subito dopo i campioni.
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Pianeta. Assegnate alla Cina le olimpiadi del 2008. Al ritmo di duemila
fucilazioni l'anno - senza contare quelle non pubbliche, e quelle
sommarie e in folla di contadini - il giorno in cui acccenderanno la
fiaccola quattordici mila cadaveri avranno lastricato la strada del
tedoforo. Regime feroce e orrendo, ma amico dei finanzieri e sottomesso
al Mercato: e dunque accarezzato dai potenti e accolto senza piu'
remore fra le nazioni civili. Adesso: non quand'era povero e rozzo, e
chiamava a raccolta i poveri del mondo.
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Cronaca. Sui muri di Roma: un manifestino scritto a mano, fotocopiato
in A3: "Aiutateci a fare giustizia", "Pensate alle vostre figlie, se ne
avete". E' il povero appello della famiglia di una ragazzina di sedici
anni, cameriera di bar, violata dal padrone sul tavolo del
retrobottega. L'uomo pero' dopo due giorni e' tornato libero, perche'
la querela di parte, tecnicamente, e' stata presentata dopo l'arresto.
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Cronaca. Un ragazzo di quindici anni e' morto schiacciato dal carrello
elevatore che stava conducendo all'interno dell'azienda in cui
lavorava, a Treviso. L'attrezzo s'e' rovesciato all'improvviso, vano
ogni tentativo di soccorso.
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Cronaca. Tre giovani donne sono morte in autostrada all'altezza dello
svincolo di Sicignano sulla Salerno-Reggio Calabria. Le tre ragazze -
Caterina di 31 anni, Cinzia di 30 ed Erica di 26 - erano partite da
Agropoli, nel salernitano, per andare a consegnare a Sala Consilina
l'ennesima domanda per essere messe in graduatoria per le supplenze
scolastiche. A meta' strada, l'utilitaria su cui viaggiavano e' finita
contro il guardrail e l'ha sfondato precipitando nella scarpata.
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Cronaca. Palermo. Rapinata la Banca di Credito Cooperativo di San
Nicola L'Arena, bottino dieci milioni. I rapinatori erano in tre, in
costume da bagno e mascherati.
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Cronaca. Inaugurato vicino a Termini il negozio di Dame Diouf,
cinquant'anni, senegalese. Era arrivato in Italia senza una lira, s'e'
fatto il culo a lavorare per anni come un negro e ora finalmente ne
vede i frutti: alla faccia degl'invidiosi. Cinque figli che vanno tutti
a scuola, il negozietto avviato, la gente che lo saluta con simpatia, e
un casino di amici bianchi e neri. L'altra sera s'e' fatta festa tutti
insieme: tamburi, chitarre, stornelli de noantri e canzoni africane e
persino (Allah, perdona!) un po' di vino. A Bossiiii! Becchete questa.
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Giochiamo a Echelon. Majestic e' un gioco a episodi in rete, piuttosto
costoso (10 dollari a episodio: e non lo puoi comprare, ma solo
partecipare una volta) ma di grandissimo successo negli Stati Uniti. La
novita' e che, a differenza di tutti gli altri games-on-line, non
sfrutta solo il web ma anche mail, fax, sms e chi piu' ne ha piu' ne
metta. Per giocare bisogna iscriversi, fornire i dati di tutti i mezzi
di comunicazione in proprio possesso e, sotto la propria
responsabilita', dichiarare l'eta': Majiestic infatti e' vietato ai
minori.
Per il resto, e' il solito gioco di ruolo ad avatar (ambientato in una
"vita reale" tipo chat, non in un mondo fantasy): ma puoi ricevere
messaggi da chiunque in qualsiasi momento del giorno e della notte, con
qualsiasi mezzo disponibile, sempre nell'ambito del "mondo virtuale"
(uhm: ma fin quando puoi continuare a ricordarti che un mondo virtuale
e' virtuale?): divertente, probabilmente, anche se un po' pervasivo.
Tutto questo pero' e' supportato da un terrificante database con tutti
i dati, le dichiarazioni, le azioni, le preferenze, le le simpatie via
via dichiarate dai partecipanti, o anche solo estrapolate da indizi
precedenti: il programma, che e' uno dei migliori nella sua categoria,
non tralascia assolutamente niente e si riproduce all'infinito
automaticamente.
I dati dell'archivio Majestic vengono utilizzati - si suppone -
soltanto ai fini del gioco e non vengono - si suppone - ceduti a terzi
a fini di utilizzo commerciale. L'archivio in se', somiglia sempre piu'
all'ideale archivistico di un ipotetico Grande Fratello. Qualcuno
comincia a dire che e' quasi peggio di Echelon...
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Pillola. La pillola light, Minesse, comincia ad essere diffusa a
livello di massa anche in Europa. Si prende tutti i giorni, non ha
effetti collaterali, non fa ingrassare. Bassissimo dosaggio ormonale,
confezioni da 24 compresse, piu' quattro placebo per i giorni vuoti. Le
ragazze, se ci fate caso, tendono a non portarla in borsa, ma in tasca.
Mi sembra un buon segnale.
La mia generazione, trent'anni fa, era caratterizzata dalla scatoletta
chiara degli anticoncezionali: portava un sacco di guai, dai problemi
ormonali alle apocalissi dei preti - ho conosciuto una ragazza, allora,
che venne cacciata di casa semplicemente perche' sorpresa con la
scatoletta chiara nella borsetta - ma era semplicemente la liberta'.
Per un paio d'anni, come simbolo, e' stato per le ragazze quel che per
noi ragazzi erano l'eskimo e i capelli lunghi (le donne sono sempre
piu' avanti e piu' concrete).
I secoli sono passati, e a un certo punto il simbolo generazionale si
e' trasferito nel preservativo. Preservativo nella borsetta significa
che sei libera, ma che sai dove andare ecc.; per i maschi, il discorso
era molto piu' ambiguo perche' poteva significare indifferentemente
maschietto paesano o ragazzo responsabile e civile. In ogni caso,
tuttavia, sia per le ragazze che per i ragazzi il simbolo non era piu'
di qualcosa new economy e da conquistare, ma di qualcosa da cui
difendersi per paura. (All'epoca del preservativo, noi ragazzi non
avevamo piu' capelli lunghi e colori, ma nuche premilitari e nero
addosso; e parecchio metallo).
E ora? Un po' di colori in giro, si ricominciano a vedere; purtroppo
non si capisce bene se e' perche' lo dice Armani o perche' proprio
siamo stanchi di nero. L'altra volta ho visto una ragazza col cappello
e una bellissima gonna lunga a fiori, e pareva proprio la rondinella di
qualchecosa. Ma ci s'illude con poco, alla mia eta'. Il problema vero
e' che pillole sessantottine, e preservativi anni Ottanta, e pillole a
interfaccia amichevole di ora, sono sempre appannaggio di una minoranza
piu' consapevole, non di tutti. La massa dei ragazzini e delle
ragazzine, quelli che vedi sciamare allegri a Trinita' dei Monti il
sabato pomeriggio (due autobus e un trenino, hanno preso, per arrivare
fin li') non sanno niente di pillole, di sessantotti e di preservativi,
consegnati inermi alla gravidanza o all'aids da duemila anni di preti.
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Treno del Sole. Nel corso del 2000, secondo il Censis, circa
settantaduemila persone si sono trasferite dal Sud al Nord alla ricerca
di lavoro, in grande maggioranza giovani.
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Roma. Il grande Veltroni, che il buon Dio mi perdoni gl'improperi che
gli ho mandato, decreta: basta fast food nel centro storico di Roma. A
Bologna, una volta, c'era il ristorantino della stazione: scendendo da
Milano, valeva la pena (io lo facevo spesso) di sbarcare la' al primo
binario e prendere il treno dopo, solo per quei raviolini alla salvia e
quel vino sfuso (Sangiovese dell'anno) che in mezz'ora ti conquistavano
a Bologna, al socialismo emiliano e perfino alle Ferrovie dello Stato.
Adesso, naturalmente, c'e' un McDonald, e la volta che la mattina
all'alba, rincretinito dal sonno, arrivi alla stazione e vedi il
McDonald dall'altro lato - non e' che hai bevuto troppo la sera prima,
e' che i McDonald son diventati due.
A Roma, hanno attaccato a piazza di Spagna, vent'anni fa; adesso hanno
in mano il Pantheon, i vecchi caffe' vellutati di Scipione e Mafai su
al Corso, le bettole di periferia in cui una volta i soliti ignoti
preparavano i colpi davanti a una fojetta. Conosco dei ragazzini
sinceramente convinti che l'unico posto in cui si possa andare a
mangiare fuori sia un McDonald, che non hanno mai bevuto un bicchiere
di vino e che non hanno mai cantato a tavola la Societa' dei
Magnaccioni. Se adesso il magnanimo Veltroni, dopo avermi salvato quel
paio di trattorie in cui ancora riesco ad andare a cenare, mi
sbarazzasse di quei megacartelloni che m'inseguono dai palazzi, ogni
volta che vado a fare i miei due passi fra pranzo e pennichella, da
ponte Garibaldi a Campo de' Fiori, giuro che lo proclamo Benemerito
della mia digestione.
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America. Continua in California l'emergenza energetica. Non e' riuscito
il pool fra i grossi consumatori locali per rompere il monopolio delle
aziende fornitrici di elettricita' da petrolio (quasi tutte texane) e
l'insufficienza d'energia comincia a incidere in qualche misura sui
progetti delle aziende che producono tecnologia. La California, il cui
prodotto interno lordo ne farebbe, se fosse indipendente, uno dei primi
Stati del mondo, e' in ginocchio dalla fine dell'anno scorso a causa
della crisi delle aziende produttrici di elettricita', frettolosamente
privatizzate e rivelatesi ben presto incapaci di tener fronte alle
esigenze di uno Stato moderno ad alta tecnologia. La crisi ha
attraversato due e forse tre punti di collasso, e si e' infine
cronicizzata a livelli non altissimi ma certo, essendo ormai
strutturali, pesantemente significativi. Piu' della crisi della new
economy, potrebbe essere questo l'episodio che solleva i maggiori dubbi
sulla tenuta strategica, nel lungo periodo, del nuovo modello
industriale americano.
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Bambagia. Le Monde l'aveva messa in prima pagina (titolo d'apertura)
piu' di un mese fa eppure la crisi dei processori (per il 2001 si
prevede un calo mondiale delle vendite del 21 per cento) e' stata
pesantemente sottovalutata dai media italiani. E' vero che la new
economy e' basata in buona parte su prodotti complessi (in gran parte
software e comunicazione), ma e' anche vero che il chip corrisponde
oggi, come indicatore strutturale ed anche, in un certo senso
strutturale, a quello che era l'acciaio nel secolo scorso. Forse nei
fine-secolo (perche' siamo in un fine-secolo: il duemila deve ancora
cominciare) le notizie di allarmi nel cuore della struttura vengono
istintivamente e innocentemente rimosse dal centro del dibattito, o
almeno avvolte in molta bambagia protettiva.
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Bertolt<bbrcht@freiheit.de> wrote:

Il primo sguardo dalla finestra il mattino
il vecchio libro ritrovato
volti entusiasti
neve, il mutare delle stagioni
il giornale
il cane
la dialettica
fare la doccia, nuotare
musica antica
scarpe comode
capire
musica moderna
scrivere, piantare
viaggiare
cantare
essere gentili
(trad.Franco Fortini)
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it -- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles

ricc@libero.it

E' stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La catena
di San Libero".