di Riccardo Orioles
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Non comprate pesce pescato in Sicilia. E' nutrito di carne umana. C'e'
una citta', in Sicilia, che si chiama Portopalo - ed e' un normalissimo
paesino di pescatori, dove la mafia c'e' poco o niente - in cui per
cinque anni i paesani si sono incontrati ogni giorno nei negozi e per
la strada si sono detti buongiorno e buonasera, ognuno sapendo
dell'altro che era testimone reticente di una strage, guardandosi negli
occhi e sorridendo e senza dire una sillaba che non fosse "normale".
Quel paesino, appena vent'anni fa, era uno dei luoghi piu' limpidi e
piu' innocenti della terra. Uno di quei luoghi fermi, dove la ferocia
umana non arrivera' mai, in cui si vive facendo un lavoro da uomini
(coltivare la terra, affrontare il mare) e in cui la sera ci si
incontra tutti insieme seduti sul marciapiede a spettegolare.
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Duecentoottantatre' emigranti annegati, dimenticati e nascosti, un
giorno di Natale. Diventa futilissima, di fronte a una frase del
genere, tutto cio' di cui, come italiani, oggi ci stiamo occupando. La
discussione politica, l'economia, i preparativi per le vacanze, la
Roma... Tutto cio' che succede, e che e' successo negli ultimi cinque
anni, succede ed e' successo mentre duecentoottantatre' emigrati
venivano cancellati in fondo al mare. Cambia tutto.
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Pesa sulla nostra Italia, ma ancora di piu' sulla mia Sicilia. In
Puglia, la gente accoglie fraternamente gli scampati. In Puglia, non
avrebbero nascosto per cinque anni trecento morti annegati.
E di tutta la Sicilia, la colpevole e' la piu' fuorimondo e innocente,
quella degli dei antichi e lievi, quella senza potere. Io, pieno di
paura, non capisco.
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G8. Finora la migliore e' la seguente: gli anarchici si stanno
organizzando con piccoli aerei telecomandati per bombardare la polizia
a palloncini pieni di sangue infetto. Lo scrivono alcuni giornali su
fonti (dicono) dei servizi segreti. Complimenti.
Il ministro dell'interno fascista ha confermato le disposizioni del
ministro dell'interno democratico circa l'uso dei militari nelle
manifestazioni: saranno circa tremila, in assetto di guerra, fra cui
reparti del Battaglione San Marco. Cosi', dopo tanti secoli, San Marco
finalmente e' riuscito a conquistare Genova. Complimenti anche ai due
ministri.
Per evitare intoppi alla circolazione dei veicoli ufficiali, verranno
istituite delle fasce di sicurezza inibite alla circolazione dei
cittadini in determinati orari. Ai tempi del prefetto Basile (quello
che c'era a Genova nel 43) questo si chiamava coprifuoco. Purtroppo
questa istituzione non e' piu' prevista dalle leggi fatte dopo la
Costituzione, e cosi' il prefetto di ora per appellarsi a qualcosa di
legale ha dovuto tirar fuori un Regio Decreto del '31: "Vittorio
Emanuele III, per grazia di Dio e per volonta' della nazione Re
d'Italia e di Albania...". E pure al prefetto, complimenti.
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Fratelli d'Italia. A Roma danno il Flauto Magico di Mozart e il
direttore dell'Opera, naso fino, ha disposto che a tutti gli spettatori
massoni venga praticato uno sconto del dieci per cento. Loggico.
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Se passi da Roma, dagliela un'occhiata alla mostra dei gladiatori, al
Colosseo. Tranne Spartaco (per non far venire idee sbagliate in testa
ai pupi) il resto c'e' proprio tutto.
Consiglio turistico: per vedere il Colosseo, non scendere al metro'
Colosseo fra le bancarelle, bensi' fattela a piedi - di notte - per
tutti i fori imperiali. Ti apparira' all'improvviso questa gran massa
sinistra, irta di buie aperture minacciose di cui tu - barbaro come sei
e stralunato, e ignorante della lingua - intuisci tuttavia subito che
menano a qualche scannatoio d'esseri umani. Vai avanti come
risucchiato, nel gregge dei tuoi simili avanti e dietro: poi
improvvisamente ti ricordi che il centro della Civilta', adesso, e' da
qualche altra parte, e a far da carne barbara ora tocca a qualcun
altro. Svolti per via Cavour, ti fai l'ultimo whisky e te ne vai a
letto.
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Valori. La societa' dell'Acqua Marcia ha presentato le prime decine di
residence ricavati dall'ex pastificio in disuso della Pantanella, a
Roma. Nell'edificio, undici anni fa, avevano trovato rifugio circa
tremila immigrati, gettati sulle vie di Roma da tragedie di tutto il
mondo. Fra un orrore e l'altro, avevano tentato di organizzarsi una
convivenza meno animalesca di quanto loro fosse destinato; li aiutava
un prete romano, don Luigi Di Liegro, della Caritas.
Alla citta' don Di Liegro faceva delle richieste ben precise: che si
salvassero queste persone, che le aiutasse a vivere, li' o altrove, in
modo degno. Il comune, invece, preferi' pensare all'area edificabile: e
mando' la polizia coi lacrimogeni e coi cani. Degli uomini della
Pantanella di allora, nessuno sa che fine abbiano fatto. Di Liegro non
c'e' piu', e un'area edificabile ha molto piu' valore di loro.
Bookmark: http://www.caritasroma.it
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Giornalismo 1. Solidarieta' al collega Ernesto Auci, direttore del
quotidiano della Confindustria: lo vogliono licenziare perche' dicono
che e' troppo di sinistra per 'sti tempi. Oltre a me, hanno espresso
solidarieta' al giornalista vittima della stretta padronale anche i
compagni Pirelli e Agnelli. Non so. Mi devo essere appisolato un
momento e si vede che dev'essere successo qualcosa nel frattempo,
mentre dormivo.
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Giornalismo 2. Un "avvertimento" razzista e' stato indirizzato al
collega Fidel Mbanga Bauna, dei programmi regionali romani del Tg3.
Auto danneggiata, parabrezza in frantumi e scritte intimidatorie eulla
carrozzeria.
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Giornalismo 3. La collega Anna Chimenti, su Panorama, si chiede com'e'
che in Italia, a differenza che in America, non si riesce ancora a
ridere della mafia e perche' la rappresentazione della mafia e' basata
ancora sull'obsoleto schema "buoni contro cattivi, eroi lasciati soli
contro il racket, preti missionari martiri della violenza".
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Miseria e nobilta'. Scrivono a Veltroni (Veltroni sindaco, non Veltroni
communista) quelli dell'Associazione Proprietari Dimore Storiche: che
sarebbero i padroni dei palazzi Borghese, Aldobrandini, Colonna e via
dimorando. Sor sindaco - dice piu' o meno la lettera - lei nun ci ha
idea di quer che costa tene' casa a Roma di 'sti tempi. Nun se ne po'
piu'! Ci dia 'na mano, sindaco, armeno lei!
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New economy. Concorso per un posto precario di bidello a Roma: davanti
all'ufficio del lavoro di via Vignali s'e' formata una fila di
sedicimila persone
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New economy. Un operaio di undici anni, a Caltagirone, produce
millesettecento pezzi al giorno e costa centoventimila lire al mese.
Cent'anni fa, alla stessa eta' e nella stessa zona - i "carusi"
delle
zolfare - costavano un po' di meno e producevano un po' di piu'.
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Gatti. Sei gatti rapiti e assassinati dal cortile di un condominio in
via Passo Corese a Roma. (Va bene, ci sono cose piu' importanti. Ma se
tu fossi un gatto ti sembrerebbe importante anche questa).
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Beria. Un'orrenda condanna e' stata inflitta a un gruppo di giovani
teppisti siciliani (fuoco ai registri scolastici e danni all'istituto)
da un giudice palermitano: leggere dei libri!
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Cronaca. Blitz dei carabinieri a Porta Portese. Gioco delle tre carte.
Sette truffatori fermati. La professoressa colombiana che aveva perso
trecentomila lire.
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Nuovi lavori. Ammuinologuy. Ricordate il vecchio ordine della Real
Marina borbonica "Facite ammuina"?. Beh, diceva piu' o meno: "Tutti
quelli che si trovano a poppa corrano a prua, chi sta a prua corra a
poppa, chille che stanno 'ncoppa scennano avascio, chille che stanno
avascio salgano 'ncoppa ...". Veniva impartito in occasione della
visita a bordo di importanti personaggi, che bisognava frastornare con
la sensazione di un operoso caos, segno di attivita' e dedizione.
In molte aziende americane, In molte aziende americane, si sta facendo
strada la figura atipica della "comparsa", un dipendente pagato
non
allo scopo di fare un qualche lavoro, ma semplicemente per dare
l'impressione di farlo. L'esempio piu' banale e' quello dell'impiegato
che si sposta con delle pratiche in mano da una stanza all'altra. Ma
c'e' anche l'ingegnere in pensione richiamato per starsene davanti a un
computer con aria assorta, il signore di mezza eta' che fa finta di
ispezionare l'attivita' degli uffici, il tizio che sta a sentire con
aria grave i riassunti delle cause legali... tutto questo, ovviamente,
di fronte ai clienti esterni, ai quali si da' cosi' l'immagine di
un'azienda numerosa e efficiente.
E in tutta questa situazione, a trarne i maggiori benefici sono le
agenzie che affittano gli atipici lavoratori: il loro fatturato e'
cresciuto anche del 40%. Vengono contattate dalle aziende che, in
occasione della visita di clienti importanti, hanno bisogno di un certo
movimento negli uffici per dare l'idea di una elevata produttivita'.
Naturalmente, esistono gia' delle agenzie specializzate nel fornire a
richiesta lavoratori specializzati nel non far niente: il fatturato di
queste agenzie, nell'ultimo anno, sarebbe gia' cresciuto di oltre il
quaranta per cento e i committenti sarebbero in magioranza aziende
della new economy.
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Telefoni sicuri. Le principali aziende che producono telefonini hanno
annunciato di essere alla ricerca di apparecchi "sicuri", le cui
irradiazioni elettromagnetiche e termiche rientrino cioe' sicuramente
negli standard della sicurezza umana.
Il problema della possibile pericolosita' di alcuni telefonini era
stato peraltro sollevato dai media americani e inglesi l'anno scorso,
in relazione a due notizie precise: gli studi dell'universita' di
Warwick sui possibili effetti collaterali (mal di testa e insonnia)
verso i bambibi, e le voci circolate in ambito Motorola sui
surriscaldamenti riscontrati in alcuni casi di collegamento internet
via Gprs.
La prima notizia aveva provocato un cambio di policy alla Disney, che
da Warwich in poi ha interrotto ogni rapporto di merchandising con
questo settore di mercato. La seconda, pur ufficialmente ignorata dagli
uffici stampa delle aziende di telefonia, ha evidentemente provocato un
reindirizzamento della ricerca probabilmente non estranea al
congelamento dei Gprs e non priva di connessioni con l'attuale
esplicito (e pubblicizzato) trend verso una telefonia piu' sicura. Sui
media italiani tuttavia - eccettuati quelli in rete - di tutto questo
dibattito e' arrivata solo una vaga eco, in genere coi toni delle
leggende metropolitane.
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Prima stampare poi cliccare. Ankara. E' entrata in vigore la nuova
regolamentazione stabilita dalle autorita' turche allo scopo di mettere
sotto controllo la diffusione di contenuti indesiderabili via internet.
I gestori dei siti hanno l'obbligo, adesso, di sottoporre
preventivamente alle autorita' competenti i contenuti delle pagine che
intendono mettere in rete: questi contenuti debbono essere consegnati
in forma cartacea, e ogni sito deve dunque provvedere a stampare e far
vidimare tutte le schermate se non vuole rischiare la chiusura
d'autorita'. I contenuti piu' temuti dalle autorita' riguardano la
questione curda (che ufficialmente non esiste), le attivita' dei gruppi
islamici (piu' volte disciolti ma tuttavia ben presenti) e le
iniziative "contro la morale pubblica" attribuite, per lo piu',
a
gruppi gay.
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Cina. In molte zone rurali della Cina sarebbe ormai diffusa fra i
contadini l'abitudine a vendere il proprio sangue: i quaranta yuan che
verrebbero corrisposti per ogni prelievo permetterebbero di raddoppiare
il reddito familiare. Secondo Liberation, le deplorevoli condizioni
igienico-sanitarie in cui i prelievi vengono effettuati, e la
immissione in circolo di plasma non adeguatamente testato, avrebbero
tuttavia causato una diffusione di massa dell'Aids, fin qui pochissimo
diffuso in Cina. Le persone contagiate in quanto donatori di sangue
sarebbero gia' nell'ordine delle decine di migliaia, e non si esclude
la possibilita' che il numero dei portatori della malattia possano aver
gia' supeato il milione.
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Euro. Dalle Considerazioni Finali di quest'anno del governatore della
Banca d'Italia, Fazio: chi lavora nell'illegalita' "ha convenienza a
convertire gradualmente gli ammontari in dollari, prima del 2002, per
evitare di rivolgersi agli sportelli bancari". Si', ma perche' un
governatore di banca s'interessa a questi particolari? Non sarebbero
carabinieri e Finanza a doversene occupare? Che c'entrano le attivita'
illegali con un'analisi di macroeconomia?
Il fatto e' che il giro delle attivita' finanziarie illegali
(riciclaggio e altro) ormai copre una quota non indifferente del Pil di
diverse nazioni.
Su scala mondiale, le attivita' finanziarie di soggetti illegali (do
you remember Cosa Nostra?) vengono valutate fra il tre e il quattro per
cento del complessivo Prodotto interno lordo del pianeta. Questo
indicatore scende nei Paesi in cui le attivita' antimafia e in genere i
controlli sulla legalita' dell'economia sono mantenuti a un livello
efficiente: sale nei Paesi in cui tali controlli scendono sotto un
certo livello di efficienza o vengono addirittura considerati
controproducenti dal governo centrale (due esempi potrebbero essere,
nei due sensi, Francia e Russia).
E in Italia? Secondo i dati elaborati l'anno scorso dalla
Confcommercio, il quindici per cento del prodotto lordo italiano
avrebbe in qualche maniera relazione con attivita' finanziarie della
criminalita' organizzata. Quest'ultima, sempre secondo Confcommercio,
avrebbe "fatturato" nei suoi vari settori un giro d'affari di circa
trecentomila miliardi di lire.
Nel passaggio dalla lira all'euro, e piu' in generale in tutti i
momenti nevralgici della nostra economia, bisogna insomma fare
attenzione non solo al comportamento delle imprese "ufficiali",
ma
anche a quello dei soggetti economici, diciamo cosi', invisibili che
tuttavia determinano alla pari con gli altri movimenti economici di
portata tale da influire sulla nostra vita quotidiana e sul nostro
tenore di vita. Falcone, dopo tutto, serviva a qualcosa.
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Freaknet MediaLab wrote:
<Dal 7 giugno 2001 il portale dell'Unesco (United Nations Educational,
Scientific and Cultural Organization), l'organismo delle Nazioni Unite
che tutela la cultura in tutto il mondo, ha messo un link al sito del
FreakNet MediaLab e del centro sociale autogestito Auro di Catania.
Nella pagina degli "Other Archives", facilmente accessibile dalla
home page dell'organizzazione mondiale (http://www.unesco.org), il
primo link risulta essere proprio "Italy - Associazione Culturale
Lorenzo Aiello" e punta alla url http://www.freaknet.org/auro Questo
nuovo riconoscimento internazionale dimostra l'interesse che c'e' ogni
dove di fronte alle attivita' e alle sorti del centro sociale. Dimostra
anche l'erroneita' della scelta compiuta dalla giunta comunale di
revocare la convenzione che affida i locali di via santa Maria del
Rosario all'associazione "Lorenzo Aiello". Al contempo rende sempre
piu'
inspiegabili le azioni "informali" della polizia tese a intimidire
i
militanti e i frequentatori dell'Auro. Cosa aspettano ancora la
polizia e il signor sindaco per lasciarli in pace? Che le provocazioni
della giunta e della polizia approdino fino al Consiglio di sicurezza
dell'Onu? FreakNet MediaLab Approfittiamo per ricordare agli organi
di informazione che da venerdi' 22 a domenica 24 giugno 2001 avra' luogo
il quarto Hack-meeting nazionale proprio al centro sociale Auro. Nei
prossimi giorni verra' comunicato l'orario della conferenza stampa di
presentazione dell'evento.
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Will<sksp@uk.gay.com> wrote:
<Fa' pure il peggio, vecchio Tempo! A tuo marcio dispetto
giovane per sempre vivra' nei miei versi il mio amore>
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Persone. Il sedici giugno di cinque anni fa e' morto Giuseppe D'Urso,
un ingegnere catanese che fu fra i piu' lucidi ideologi della lotta al
potere mafioso.
E' stato il primo, in tutta Italia, a dire cos'era veramente la mafia
dei nostri tempi. Non un'escrescenza criminale, non una patologia; ma
il braccio armato, organizzato da molti anni su basi ben precise, di
una parte consistente della classe dirigente siciliana e nazionale,
quella inquadrata - negli ultimi decenni - dalle massonerie deviate. Fu
lui ad postulare per primo, e a descrivere con precisione, il legame
organico fra mafie e massonerie, ad analizzarne le strutture, a
denunciarne la strategia. Tutti gli altri, vennero dopo. E quando,
faticosamente, il concetto di "massomafia" - il termine da lui coniato
nei primi anni Ottanta - divenne senso comune, allora e solo allora la
lotta ai poteri mafiosi pote' cominciare davvero.
Nel 1982; prima ancora - anche qui, l'unico - dei Siciliani egli gia'
denunciava pubblicamente i cavalieri catanesi, i magistrati al loro
servizio, le servitu', gli affari. Era allora presidente dell'Istituto
Nazionane di Urbanistica e di questa prestigiosa posizione si valse -
oltre che per una notevole attivita' scientifica - per una
documentatissima battaglia civile. Nel gennaio dell'84, dopo
l'assassinio di Giuseppe Fava, raccolse l'appello dei giovani e si
arruolo' - non c'e' altra parola - nei Siciliani.
Nell'autunno del 1984 fondo' l'Associazione I Siciliani, di cui fu il
Presidente. Piccolo gruppo di militanti, l'Associazione si radico'
rapidamente ed aquisto' peso ed influenza; insieme col Coordinamento
Antimafia di Palermo e col Centro Peppino Impastato, fu il primo
esempio in assoluto di politica militante, nell'Italia degli anni
Ottanta, fuori dei partiti. Oltre a D'Urso, l'Associazione pote'
contare su uomini come il sacerdote Giuseppe Resca, il magistrato
Scida', il professor Franco Cazzola, l'operaio Giampaolo Riatti ed
altri ancora.
Era la nuova classe dirigente, quella che avrebbe potuto davvero
cambiare tutto; finche' essa fu unita, non passarono i gattopardi.
Nel 1990, il professore fu fra i ventiquattro fondatori della Rete,
nata allora non come un partito ma come un movimento unitario di
liberazione. Egli ne organizzo' i primi passi dal letto in cui gia' era
inchiodato, contribuendo come pochi altri alle sue prime vittorie. In
seguito, le ambizioni personali vi presero - per sventura del Paese;
come in tante altre occasioni - il sopravvento, e solo il coraggio
individuale, che non fu mai tradito da alcun siciliano, sopravvisse
agl'ideali con cui s'era partiti. Ma gia' allora, e non casualmente,
egli ne era stato emarginato.
Gli ultimi anni, di lunga malattia, furono una feroce vendetta della
Fortuna invidiosa. Egli la sopporto' virilmente, ragionando fino
all'ultimo. Io ricordo una sera, quando una diagnosi dei medici gli
dava poche settimane di vita. Mi avverti' pacatamente che non avrebbe
potuto, non per sua colpa, far fronte ad alcuni impegni organizzativi
predisposti. Me ne espose il motivo. Mi dette cortesemente alcune
istruzioni per continuare in sua assenza. Il resto della serata fu
speso in una conversazione su alcuni punti controversi del pensiero di
Benedetto Croce.
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it
-- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles
E'
stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La
catena
di San Libero".