di Riccardo Orioles
________________________________________
Informazione. Una notizia buona e una notizia cattiva. Quella buona e'
che c'e' in edicola un giornale chiamato Avvenimenti. Quella cattiva e'
che con Avvenimenti vero non sembra che c'entri molto, e che comunque
dei giornalisti di prima in questo giornale nuovo non ce n'e' quasi
piu'. Sembra che una cooperativa, di cui non fanno parte i lavoratori
di Avvenimenti (che ancora aspettano i soldi di anni di lavoro), abbia
comperato la testata per rieditarla a modo suo. Da buoni compagni,
diamo la parola per prima cosa ai lavoratori, in questo caso di
Avvenimenti.
* * *
Rossa wrote:
<Caro Ricc, riparte Avvenimenti dopo l'acquisto della testata da parte
di qualcuno. Io e molti altri ex collaboratori-lavoratori-sottopagati
(se pagati!) aspettiamo ancora liquidazione, arretrati e... giustizia!
Tengo molto a un tuo parere o consiglio. Scusa se non ti chiedo di non
mettere il mio nome ma vittima a suo tempo di mobbing non ho piu' molta
voglia di espormi... ma continuo ad incazzarmi! Con affetto e stima.
Ciao, Rossa>
* * *
Anna & C wrote:
<Caro Riccardo,
ti scrivo a nome di Adele, Massimiliano, Anna, Franco, Daniela,
Barbara, Massimo e di tutti gli altri che per anni si sono fatti il
mazzo per due soldi (e tu lo sai che ci siamo fatti veramente un culo
cosi') anche trascinando scatoloni da due quintali in giro per le feste
dell'unita' di mezza penisola, a tutte le ore del giorno (e anche della
notte e della domenica), in quel cazzo di posto che era Avvenimenti.
Perche' Avvenimenti era un posto di lavoro del cazzo, dove c'erano capi
e capetti, dove per diecimila lire in piu' al mese dovevi pisciare
sangue e litigare con le alte sfere che volevano farti sentire in colpa
perche' "mordevi la mano che ti gettava il tozzo di pane", dove
per
ottenere un contratto regolare passavano gli anni prima di riuscire a
conquistare il sacrosanto minimo contrattuale da ben
unmilioneduecentosettantaquattromila mensili, dove nessuno di noi - non
giornalisti e nemmeno aspiranti tali - aveva voce in capitolo perche'
non intellettuali abbastanza. Pero'...
Pero' in quel cazzo di posto che era Avvenimenti noi eravamo orgogliosi
di starci. E lo sai perche'?
Perche' i lettori ci volevano bene, perche' quello che su Avvenimenti
si scriveva ci piaceva, perche' meglio soffrire tra compagni che stare
bene in un covo di fascisti, perche' quando Edgardo se ne e' andato
abbiamo pianto, perche' non eravamo costretti a metterci la cravatta,
perche' ci davamo del tu, perche' il cane del tastierista scodinzolava
felice quando ci vedeva, perche' una volta abbiamo messo da parte
centomila lire e abbiamo comprato un'azione, perche' siamo andati alle
manifestazioni con uno striscione rosso con su scritto I LAVORATORI DI
AVVENIMENTI.
Avvenimenti torna in edicola, ora. Senza di noi. Morto un re, se ne fa
un altro...
Fai girare, se ne hai voglia.>
* * *
"Un gruppo di giornalisti di Avvenimenti, quello vero" wrote:
<Gloriosa testata svendesi causa cessazione attivita'. Se avessimo
voglia di scherzare, potremmo iniziare cosi' la nostra storia. Eppure,
c'e' chi la questione l'ha presa molto seriamente e ha ricomprato la
testata "Avvenimenti - settimanale dell'Altritalia" per un piatto
di
lenticchie, in sede di fallimento dell'azienda editrice. Dimenticandosi
soltanto di consultare il novantanove per cento di quanti il giornale
l'hanno fatto per dodici lunghi anni: cioe' i lavoratori - scusate la
parola vetero - che, "falliti" insieme col giornale, stanno ancora
aspettando stipendi del duemila (per non parlare della liquidazione,
per chi nel frattempo s'e' dimesso), soldi che probabilmente non
vedranno mai, e che pur di far sopravvivere il settimanale hanno fatto
i doppi salti mortali.
Tra i dirigenti di Avvenimenti, invece, si e' scritta un'altra storia,
di epici scontri al vertice. Da una parte quelli che fino alla fine
hanno sciaguratamente causato il fallimento di Avvenimenti con scelte
suicide-omicide fatte passare sulla testa dei lavoratori; dall'altra,
quelli che hanno sbattuto la porta prima del tracollo, indignati per
l'andazzo, salvo poi ripresentarsi sulla scena a cadavere ancora caldo
ma con i problemi legali (fastidiose maestranze in attesa di vil
denaro) risolti dal fallimento in atto. Cosi' riemerge dalla tomba
l'Avvenimenti-zombie che gli ignari lettori, magari un tempo
affezionati alla testata e ai valori che esprimeva (di pulizia morale,
tra l'altro), hanno trovato in edicola il 30 novembre. Ci sarebbe da
dire, agli improvvisati stregoni voodoo: vergognatevi, anziche'
disseppellire i morti per racimolare qualche soldino di contributo
statale, pensate a fare qualcosa di nuovo e di sano con le vostre forze
- se ce le avete.
E allora? Allora ci rivolgiamo a voi, cari (ex o potenziali) lettori.
Giudicate voi questo Avvenimenti posticcio, con barba e baffi finti e
con la maschera di ossigeno sul volto gia' pallido e decrepito alla
nascita. Diffidate dalle clonazioni. Un settimanale Dolly non merita il
vostro rispetto>
* * *
Ecco, le reazioni sono state queste. Quanto al giornale in se', a
giudicare dal numero zero, sembrerebbe un prodotto come tanti altri,
ne' bello ne' brutto; come aspetto ricorda vagamente Trenta Giorni, che
era una rivistina di Comunione e Liberazione su cui alle volte
comparivano articoli (di teologia) del senatore Andreotti.
Questo pero' e' "di sinistra", e si vede dal fatto che in copertina
ci
sono (indovinate...) Bush e Bin Laden sopra un sensazionale scoop: la
guerra in realta' non e' dovuta alla religione ma al petrolio; questo
petrolio e' molto ma molto importante per il governo americano; e la
famiglia Bush, che commercia in petrolio, forse non e' del tutto
disinteressata. Una tesi interessantissima, pubblicata finora solo da
qualche cinquantina di giornali e non piu' di qualche centinaio di
volte, a cui nessuno avrebbe mai pensato se non fosse stato per gli
abili redattori di questo nuovo, come lo chiamano, Avvenimenti.
(Suggeriamo altri scoop inediti, tutti straordinariamente di sinistra:
esiste una bevanda, chiamata - ah ah non ve lo dico: comunque il nome
comincia per C e finisce per Ola - dalla composizione segreta, prodotta
da una multinazionale ammericana; un'altra multinazionale - se vi dico
il nome che scoop e'? Comunque, comincia per Mc - invece disbosca
amazzonie per vendere colesterolo, ed e' ammericana pure lei).
Si prosegue affrontando, in stretto politichese, una serie di faccende
uscite sui giornali del mese prima: dal congresso Ds ("Il lungo e
defatigante percorso ha infine raggiunto la sua meta solenne") ai
cattolici nei cortei per la pace ("Oggi diavolo e acqua santa hanno
trovato un modo convinto di andare a braccetto..."). Fra i commentatori
c'e' l'ex presidente Bnl (area Craxi) Nerio Nesi, di cui Avvenimenti -
quello vero - si dovette occupare anni addietro per la storia, non
edificante, di alcune strane filiali americane. Oggi dice di essere di
sinistra, e dunque un paio di pagine anche a lui. Per il resto due o
tre pezzi leggibili, su argomenti non nuovissimi ma perlomeno civili;
un virtuoso pezzo sui diritti dei lavoratori, che vanno rispettati e
difesi (purche' non siano, e' sottinteso, di Avvenimenti); una
colonnina vivace su La Ganga; e per il resto un grigiore cossuttiano.
Nell'area cossuttiana, se riescono a sopravvivere (giornale e area),
dovrebbe navigare il nuovo giornale, senza far bene o male a nessuno.
Di quell'area e' del resto un'autorita' il nuovo direttore, che e' un
bravo galantuomo simpatico e curiale. Con questo numero zero e'
riuscito a battere un record, piazzando una cazzata da un megaton gia'
a pagina uno riga uno, con le semplici prima e seconda parola del suo
onesto editoriale: il quale comincia tranquillamente: "Avvenimenti
nasce...".
* * *
"Avvenimenti nasce"? Ora, Eminenza? Prima non era mai nato?
Improvvisamente torna alle narici il freddo di un'altra invernata
romana, ma freddo vero (allora c'erano ancora i communisti) e una
lambretta con due tizi a bordo che fila scatarrando verso le parti
della stazione: sulla lambretta ci sono un tipo coi baffi (davanti: il
direttore) e uno con la pipa (dietro: la redazione). Ecco, quella e'
Avvenimenti che sta nascendo, signor mio. Nel 1988, non ora.
Va bene. Adesso vi do' la formazione e voi ve la imparate a memoria
tipo "Sarti Burgnich Facchetti". Eccola: Turi, Silver, Ferrucci;
Cortina, Fracassi, Orioles; Salvagni, Fracassi II, Petrucci, Badiali
Lungo, Badiali Corto, Tiziana.
Questa e' la formazione del glorioso Avvenimenti 88-89: dopo sono
arrivati altri magari piu' bravi, ma la squadra-base era quella, svelta
di palla, operaia e aggressiva, e da allora non s'e' piu' visto niente
di simile finche' non e' arrivato il Chievo.
Senza soldi, con un computer solo e tre stanze dietro alla stazione,
abbiamo fatto buon giornalismo, liberi, senza pretendere di far lezioni
a nessuno e senza sentirci chissa' che cosa. Abbiamo venduto bene il
giornale, abbiamo imposto il nostro prodotto sul mercato e ci siamo
anche divertiti. Non siamo diventati famosi - una redazione di mediani;
fanteria - e non ci siamo mai considerati grandi giornalisti (qualunque
coglione puo' essere un Grande Giornalista: ma vendere il giornale?).
Pero' siamo stati utili a qualcosa. Anche, purtroppo, a tutta la brava
gente degli ex palazzi di sinistra che ora, grazie al lavoro fatto da
noi, possono campicchiare alla men peggio per un po' avvolgendo i loro
"lunghi e defatiganti percorsi" nella nostra bella testata rossa
fiammante (a proposito: ora l'hanno fatta marrone).
Politica? Certo che ne facevamo: i ragazzi della Pantera hanno dormito
col sacco a pelo dentro la nostra redazione, e durante la Prima Guerra
dei Bush (montammo un'edizione straordinaria di 64 pagine esattamente
in 10 ore e mezzo) suorine e compagni di San Lorenzo venivano a
chiedere copie del giornale da distribuire. Ma non abbiamo mai
ammazzato nessuno - non di noia, almeno, e non di prosopopea.
* * *
Bene, privatizzano tutto e immagino che quindi prima o poi dovevano
privatizzare pure Avvenimenti. Funziona? Boh. Mick Jagger, che e' Mick
Jagger, l'altra volta ha deciso che i Rollings e' solo lui, s'e' fatto
il disco da solo e ha venduto esattamente novecento copie. D'altra
parte, a noi di sinistra ragionare alla Berlusconi (chi ha i soldi
comanda, e i lavoratori zitti e muti) non ci ha mai portato fortuna.
Eppoi Nesi, notoriamente, porta sfiga.
Io una mano, a fare questo numero zero, gliel'ho pure data, perche' la
parola Avvenimenti basta a farmi muovere qualcosa e a me non piace far
critiche senza costruire. Ma poi me ne sono pentito, perche' davvero
non era cosa. Non c'era neppure il pezzo di Claudio Fracassi, io con
Fracassi ci ho litigato circa un milione di volte e spero di
litigarcene altrettanto in avvenire ma un conto e' litigare un conto e'
levar di mezzo. E anche questa e' una faccenda che molti compagni
devono ancora imparare.
Va bene, chiudiamola qua. Solo, un promemoria per chi, avendo i soldi e
il potere che noi non abbiamo, adesso e' la' a fare il nostro giornale
senza di noi. Due promemoria anzi, uno per i giovani e uno per gli
anziani.
Per i giovani: "Ragazzi, adesso, se ve la sentite, cercate di
cominciare a fare i giornalisti. Non gli addetti stampa "di sinistra":
i giornalisti. I giornalisti sono quelli che fanno il loro giornale e
lo difendono anche - giocandosi lealmente la carriera quando occorre -
contro i loro padroni. Giornalista e signorsi' sono due cose che non
vanno d'accordo. Dovete scegliere perche' senno' il lettore - che e' un
figlio di puttana - prima o poi se ne accorge, e vi pianta in mezzo
alla strada con tutti i contributi statali, tutti gli amici politici e
tutti i bei discorsi fighetti, ma senza una copia di venduto".
Per i piu' anziani (ma col cappello in mano, e con gran rispetto):
"Grazie di tutto quello che avete fatto di buono finora, grazie senza
ironia, per davvero. Adesso pero' e' l'otto settembre: perche' la crisi
della sinistra e' questa, una crisi di comportamenti e di morale, non
di programmi. Ebbene, abbiamo deciso che dall'otto settembre, d'ora in
poi, cercheremo di uscircene da soli, senza i vecchi generali. Vi
rispettiamo sempre, ma non ci aspettiamo piu' nulla da voi. E ora
dobbiamo muoverci, che' c'e' un sacco di strada da fare".
* * *
Scusate se vi ho annoiato con tutte queste faccende di Avvenimenti. Ma
come capite benissimo, non e' (solo) di Avvenimenti che si parla. Il
caso Avvenimenti e' solo il versante caricaturale della tragedia di una
classe dirigente di sinistra che, dopo aver consegnato il paese a
Berlusconi, ancora gioca ai vip e agli astuti machiavelli. E questa e'
una tragedia che riguarda tutti, e in primo luogo te che stai leggendo.
________________________________________
Sicilia. Ma forse e' Proserpina, il vero simbolo nostro. Per sei mesi
giovaneggia e fiorisce, libera nella luce, con coraggio e amore. Per
sei mesi dorme greve laggiu', fra il buio delle paludi, nella casa di
Ade.
________________________________________
"Zero zero sette licenza di uccidere". In Italia no: in Italia gli
agenti segreti purtroppo non possono ammazzare, al massimo possono fare
furti, truffe e falsi in bilancio (beh, questo veramente ormai lo
possono fare tutti) purche' con l'autorizzazione del Capo del Governo;
di tutti gli altri, non occorre che ne sappia niente nessuno. Questo
semplifica molto le cose, in situazioni tipo Genova o Piazza Fontana.
* * *
"Il latore della presente ha fatto cio' che ha fatto per mio ordine e
nell'interesse dello Stato": vi ricordate il bigliettino del Cardinale
che Athos strappa alla perfida Milady e grazie a cui D'Artagnan alla
fine viene nominato capitano dei moschettieri? Beh, il meccanismo e'
quello.
________________________________________
Teheran. Fuma in pubblico durante il ramadan: trenta frustate. Ahhh!
Una bella sbuffata di pipa. Va bene va bene. La spengo subito, scusa.
________________________________________
Cronaca. Roma. Private degli attributi maschili, da misteriosi
moralizzatori, alcune delle statue che circondano lo Stadio dei Marmi
al foro italico, e che simboleggiano l'agonismo classico e le gioventu'
italiane.
________________________________________
Cronaca. "Investe un'anziana ma non scappa". E' successo a Crema:
l'investitore s'e' fermato a soccorrere la vecchietta e la cosa e'
oramai tanto rara che ci hanno fatto il titolo sul giornale.
________________________________________
Cronaca. Jesi. Quattro adolescenti marinano la scuola e se ne vanno
all'osteria. Qui li trovano alla fine le guardie, bicchiere in mano. I
ragazzi per l'orecchio alle famiglie, una multa all'oste. Uno dei
quattro stava appena proponendo di arruolarsi da mozzi sull'Hispaniola.
________________________________________
Cronaca. Cosenza. Quelli del censimento le hanno lasciato il modulo
fuori, dal portiere. Passa il fidanzato e da' un'occhiata: "Ehi, ma tu
hai QUARANT'ANNI!". E l'ha lasciata.
________________________________________
Al principio Dio creo' il cielo e le stelle... Ma il settimo giorno, un
giorno di cinquant'anni fa, ai luminari creati dal Signore l'uomo ne
aggiunse uno nuovo, creato dall'uomo e destinato a roteare con tutti
gli altri per sempre. Si chiamava lo Sputnik (Quasimodo ci fece su una
bella poesia illuminista) e la gente guardava in cielo con ottimismo e
forse con orgoglio. Tempi di ricostruzione, di dopoguerra: il mondo,
diviso in due, sembrava tuttavia volersi reincontrare a poco a poco; a
tutte le creature, la parola guerra faceva ancora orrore. Due vecchie
facce di contadini e una baldanzosa di ragazzo - Krusciov, Kennedy,
papa Giovanni - mostravano un volto umano del Potere.
* * *
Il giorno dopo il settimo, a differenza di Dio, l'uomo non si riposo'.
Continuo' freneticamente a lavorare, sospinto da qualcosa. E alla fine,
l'uomo creo' l'uomo.
Non c'e' piu' bisogno di Dio, oramai, ne' per creare le stelle ne' per
l'uomo. Da soli, possiamo dare il soffio della vita; questa e' la
novita'. D'ora in avanti, Dio potra' servire forse da portafortuna per
le nostre guerre (God bless America, Allah akbar, Gott mit Uns), ma per
il resto e' inutile. Siamo gli dei di noi stessi, artificiali.
Oh come tutto questo - a chi non e' gia' impazzito - fa paura. Giovani
e ingenui, cinquant'anni fa, ci congratulavamo da pari a pari col
vecchio Dio, noi uomini, tutti insieme. Adesso, grandi e vissuti,
spingiamo da parte il vecchio con uno strattone e ci guardiamo attorno
ferocemente alla ricerca degli altri creati insieme a noi. L'ultima
generazione umana creata da un dio e non da un database commerciale.
________________________________________
Universi. Secondo una ricerca dell'universita' di Berkeley, le
dimensioni reali non solo dell'universo fisico ma anche di quello
virtuale sono molto maggiori di quanto comunemente si pensa. L'internet
reale ("deep internet", internet profondo) non sarebbe infatti limitato
ai milioni di pagine ufficialmente censite dai motori di ricerca: negli
ultimi due anni sarebbero stati messi in rete circa due miliardi e
mezzo di pagine, contenenti oltre cinquecento miliardi di files. Ogni
giorno, altri sette milioni di pagine si aggiungerebbero a quelle gia'
in funzione.
Tutto questo materiale, che e' (teoricamente) accessibile in rete,
quasi interamente a titolo gratuito, non viene censito a causa delle
limitazioni intrinseche degli spider (i software di ricerca automatica
su cui si basano i motori di ricerca), che non riescono semplicemente a
tener dietro al proliferare dei materiali, specie se non e' gia'
preventivamente linkati a pagine preesistenti.
Cio' pone due ordini di interrogativi, il primo tecnico e il secondo
diciamo cosi' filosofico. L'interrogativo tecnico riguarda il grado di
utilita' effettiva dei motori di ricerca: nati come sistematizzazioni
di ricerche a base umana, "artigianali", hanno dovuto ben presto
operare una scelta fra qualita' e quantita' e (con l'eccezione di
Yahoo, peraltro molto "annacquata" negli ultimi tempi) hanno optato
per
la seconda. Questa scelta, apparentemente redditizia finche' le
dimensioni dell'internet erano quelle primitive, non ha retto la
(imprevisista) espansione esponenziale del web, e ha finito per
auto-collassarsi. Le ricerche con una sola keyword sono praticamente
inutili (a meno che non stiate cercando "helzapoppin" o "armadillo")
e
quelle con operatori booleani non sono intuitive. In questa situazione
- fra l'altro - aumenta la tentazione di inserire, fra i dati sensibili
rilevati dai motori, informazioni pubblicitarie rimunerative
commercialmente ma del tutto inutili per l'utente.
La seconda serie di interrogativi riguarda il parallelo sempre piu'
accentuato fra l'universo dell'internet - un universo esistente solo,
in ultima analisi, nella mente umana - e quello, classicamente studiato
dalle scienze fisiche, del mondo materiale. Via via che anche le
dimensioni del primo tendono ad infinito (un infinito "raisonable",
beninteso, analizzabile con mezzi matematici) una serie di ritmi, di
fenomeni e oseremmo dire di armonie tendondo a ripercuotersi anche in
esso. Un big-bang dell'internet, un'entropia dell'internet, un internet
dai buchi neri che ne scandiscono la struttura e vi pulsano dentro.
________________________________________
Indovinello elettorale.
E' tempo di eleggere un leader mondiale e voi siete chiamati a votare.
Queste sono le informazioni relative ai tre candidati:
Candidato A: il suo nome viene associato con quelli di politici
corrotti ed inoltre egli e' solito consultare degli astrologi. Ha avuto
due amanti. Fuma una sigaretta dopo l'altra e beve da 8 a 10 Martini al
giorno.
Candidato B: e' stato licenziato dal lavoro due volte, dorme fino a
tardi, faceva uso di droga all'universita' e consumava un quarto di
bottiglia di whisky ogni notte.
Candidato C: E' un eroe decorato di guerra. E' vegetariano, non fuma,
di tanto in tanto si fa una birra e non ha mai avuto relazioni
extraconiugali.
Quale dei tre candidati eleggereste?
Prima decidete e poi guardate la risposta...
(Risposta: Siamo negli Anni Trenta. Il candidato A e' Franklin Delano
Roosevelt. Il candidato B e' Winston Churchill. Il candidato C e' Adolf
Hitler).
________________________________________
Promemoria. Il reddito (invisibile) delle casalinghe rappresenterebbe
il cinquantasette per cento del bilancio nazionale. L'ottanta per cento
dei poveri del mondo sono donne.
________________________________________
New Economy. "Non deporremo mai le armi prima che la Camera dei Comuni
voti una legge per distruggere tutto il Macchinario nocivo alla
Comunita', e abroghi quella per l'impiccagione dei Fracassatori di
Telai" (Ned Ludd, Generale dell'Esercito dei Riparatori di
Ingiustizie).
________________________________________
Potere in Sicilia. Troppo piccola per non essere invasa, troppo grande
per essere governata militarmente: la Sicilia, piu' che una storia, ha
sempre avuto piuttosto una geografia. Le elites siciliane si sono
trovate automaticamente, grazie ad essa, nella posizione di
interlocutori privilegiati ed automatici di ogni dominatore "esterno".
Dai Reyes Catolicos ai politici dell'era andreottiana, ogni potere
siciliano (il cui baricentro non risiede mai in Sicilia) s'e' trovato
nella situazione di dover appaltare quasi tutte le funzioni interne
(ordine pubblico, giustizia, ricerca del consenso) alle elites
preesistenti: baronie e cosche mafiose, da questo punto di vista, hanno
adempiuto esattamente alla medesima funzione. In cambio, acquiescenza
assoluta sulla politica "alta" e rinuncia implicita a farsi portavoce
d'interessi locali.
Insieme con l'incidente storico dell'Apostolica Legazia (una specie di
gallicanesimo ante litteram ereditato dai Normanni: e cioe', in buona
sostanza, l'eliminazione dei contrappesi ecclesiastici al potere)
questa situazione ha determinato le peculiarita' ideologiche - quanto
alle elites: diversissimo e' il discorso per le culture popolari -
degli intellettuali siciliani. Castrata in partenza, salvo casi estremi
(ed "estremisti": dal giacobino Di Blasi a Giuseppe Fava la funzione
di
controllo sul potere, mai vissuta di conseguenza la fase nazional-
popolare, incanalata la ricerca esclusivamente sui livelli formali,
cosa resta alla fine? Sciascia e Meli. Fronda dall'interno dei valori
ufficiali, Parigi piu' vicina di Caltanissetta, scrittura come forma -
elegante - di potere. Arcades ambo. (Non a caso, parlando di elites di
potere in Sicilia, torna sempre piu' facile parlare d'intellettuali).
________________________________________
* * *
Come impercettibilmente sorridono,
gentile Liberta', coloro
che dell'uomo raccolgono la debolezza e l'amore
e tenendoli stretti vanno in guerra!
________________________________________
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it
-- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
________________________________________












Riccardo Orioles
E'
stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La
catena
di San Libero".