di Riccardo Orioles
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Roma. Accogliendo l'invito della Catena di San Libero, S.M. il
Presidente della Repubblica e Capo dello Stato si e' compiaciuto di
ricordare in una pubblica allocuzione che non ista' bene per i
governanti minacciare di galera i giudici che indagano sugli affari
privati dei gerarchi.
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Bogota'. Sono stati nominati vicecomandanti, rispettivamente, del
servizio segreto militare e della polizia di stato i generali Arnaldo
La Barbera y Barbera e Antonio Manganelli y Manganellos, distintisi
nella brillante repressione dei moti liberali scoppiati a luglio a
Genua nel nord del paese. I due sanguinosi caciques sono stati ricevuti
in udienza privata dal capo dello Stato Libero di Pastrufazio.
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Poteri. Il capo della P2, Licio Gelli, e' stato nominato Gran Maestro
Onorario della Gran Loggia di rito scozzese antico e accettato, una
delle tre i cui si divide la massoneria italiana (le altre due sono il
Grande Oriente di Palazzo Giustiniani e la Gran Loggia d'Italia).
Cosi' finalmente, dopo l'iniqua condanna inflittagli dai giudici
communisti, l'ex principale di Berlusconi viene ufficialmente
riabilitato. L'anno scorso gli erano stati restituiti i poveri risparmi
frutto delle economie di tutta una vita (un centinaio di lingotti
d'oro) che i carabinieri communisti gli avevano sequestrato con la
scusa di doverci indagare. Adesso torna a riprendere il posto che
giustamente gli spetta alla testa del (vero) governo italiano, la
massoneria.
Nella stessa assemblea in cui e' stato acclamato Gelli, e' stato
nominato Gran Maestro Sovrano (una specie di primo ministro dei
massoni) il principe siciliano Giorgio Paterno', di Catania. Questo
particolare e' interessante per due ragioni.
1) La famiglia Paterno', che aderisce esplicitamente alla massoneria,
e' vicina a un'altra importante famiglia catanese, i Ciancio, che
invece non sono esplicitamente massoni e tuttavia detengono, con
l'appoggio di tutte le forze politiche, il monopolio dell'informazione
in Sicilia e in buona parte dell'Italia meridionale. Sono in buoni
rapporti con la famiglia Agnelli (abbiamo gia' parlato dello scambio di
favori in occasione del passaggio della presidenza della Federazione
Editori dall'una all'altra famiglia) e, insieme con i Paterno', godono
di un singolare privilegio: sono gli unici ad aver l'onore di ospitare,
nei loro viaggi in Sicilia, i membri della famiglia reale inglese (il
cui principe ereditario eredita anche la carica di Gran Maestro della
massoneria britannica).
2) Un altro principe, Francesco Alliata di Montereale (altra nobile
famiglia siciliana, vicina ai Paterno'), era stato nominato Gran
Maestro in un altro momento difficile per la massoneria italiana,
quello della ricostituzione dopo la parentesi fascista. Alliata adempi'
brillantemente al difficile compito e, con l'appoggio delle logge
americane, fece della massoneria italiana un baluardo dello
schieramento politico pro-Nato (nei primi Cinquanta l'opportunita' di
un'adesione acritica all'Alleanza non era affatto considerata pacifica
negli ambienti laico-moderati).
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Dallo scandalo P2 in poi, la massoneria italiana era stata messa "sotto
osservazione" dalle principali logge massoniche europee (quella inglese
a un certo punto si era esplicitamente dissociata). Col ritorno di
Gelli e con la nomina di Paterno' questo periodo d'osservazione
probabilmente e' terminato: siamo al rimorchio degli americani, siamo
in guerra, abbiamo deposto ogni velleita' di autonomia europea, e
quindi anche il ruolo della massoneria italiana puo' tornare ad essere
quello che e' stato dagli anni Cinquanta in poi: trait-d'union con
l'ambasciata americana, con particolare disponiibilita', se necessario,
per i "lavori sporchi".
Avere un presidente del Consiglio fidato (magari pasticcione, ma
piduista), evidentemente, al Dipartimento di Stato non basta. La crisi
si acuisce, la "guerra" marcia sempre piu' verso la fase due, e
il
partito americano in Italia va rafforzato, riorganizzato e
reinquadrato. C'e' da chiedersi se Berlusconi sia ancora indispensabile
in questo senso.
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Il dubbio sull'indispensabilita', ai poteri forti, dell'ormai imbolsito
Cavaliere e' acuito dalle recenti, e poco pubblicizzate, dichiarazioni
dell'amministratore Fiat, Cantarella. "Il governo naviga a vista"
e' il
succo del pensiero dell'uomo-Fiat, e di chi gli sta alle spalle.
La Fiat (o meglio, la famiglia Agnelli) dall'episodio Berlusconi ha
incassato tutto quel che era possibile incassare. Politicamente, ha
avuto il riconoscimento (non cosi' pacifico sotto Prodi)
dell'"interesse nazionale" della propria politica industriale,
filoamericana e non filoeuropea. Finanziariamente, ha avuto in dono il
monopolio del settore energetico, infinitamente piu' importante,
strategicamente, di qualsiasi altro. Nemmeno Mussolini era riuscito a
regalar tanto alla Fiat, ottenendone in cambio tanto poco.
Da questo punto di vista, per la Famiglia, Berlusconi e' ormai un
limone spremuto. Un leader meno kitsch e piu' affidabile sarebbe piu'
spendibile, soprattutto in Europa (che adesso e' un interlocutore non
piu' alternativo bensi' complementare rispetto agli Stati Uniti).
Cantarella critica a man bassa il governo "troppo ottimista" sulla
ripresa e riserva attacchi anche piu' espliciti al delegato
berlusconiano in Confindustria, D'Amato, definito "troppo rigido",
"poco realista" e insomma da scaricare.
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Pechino. Condannati a morte cinque contadini per furto di cavo
elettrico in campagna.
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Cronaca. Milano. Un quarantenne australiano, Wayne Turnbull, e' stato
arrestato dalla polizia mentre, dopo aver rubato un tavolino da un bar,
cercava di fuggire in tram con la refurtiva.
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Matteo wrote:
<Lo sapevi che in una regione del centro Italia hanno instituito un
numero verde per segnalare i professori che parlano male di Berlusconi
e soci ? Se riesci a trovarlo, lo puoi pubblicare sul sito che mi
autodenuncio? (anche se sono uno studente bergamasco?). Ciao. Matteo>
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E' successo a Bologna, dove il locale responsabile di Forza Italia,
Garagnani, saputo che nelle scuole si parla male del governo, ha aperto
alle "sacrosante rimostranze e denunce di studenti e genitori" un
call-
center telefonico. Il numero e': 051.204548: chiamate qui per
denunciare i docenti communisti, giacobbini e amici dei magistrati.
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Ettore Masina wrote:
<Safya Husseini Tungar-Tudu e' una ragazza nigeriana di trent'anni,
senza marito. Ha avuto un bambino e dunque, per la legge
fondamentalista islamica, che nel suo paese ha valore di legge penale,
se non interviene una vasta protesta internazionale, fra un mese o poco
piu' sara' posta in una buca, seppellita sino al seno e poi lapidata a
morte dalla gente del suo villaggio. Chiusa nella sua capanna, lei
allatta il bambino che e' diventato la sua condanna a morte. Gli potra'
dare il suo seno per qualche settimana, poi la trascineranno nella
fossa e la massacreranno.
Dobbiamo scrivere all'Ambasciata di Nigeria, via Orazio 18, 00193 Roma,
dicendo che vogliamo che Safya viva, chiediamo che il presidente della
repubblica nigeriana le conceda la grazia. Ma bisogna che le nostre
lettere siano tante e percio' vi prego di trasmettere questo appello
alle vostre amiche e ai vostri amici (non escludendo quelle e quelli
che NON hanno e-mail) e di scrivere subito all'ambasciata. Sapete anche
voi che se non lo fate subito, rischiate di dimenticarvene.
Un'ultima cosa: come sempre succede in questi casi, il padre del
bambino e' stato assolto per insufficienza di prove. Noi maschi, mi
pare, anche per questo siamo coinvolti nella sorte di Safya. Non
possiamo rimanere ai bordi della fossa a contemplare l'ennesimo delitto
del maschilismo>
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Marco&C wrote:
<Oggetto: Il perdente e' solo colui che non ha mai lottato
Ciao Riccardo, ti scriviamo da Palermo. Hai contribuito (in buona
parte) a farci amare e sognare il lavoro di giornalista, ci hai
inguaiati e adesso e' arrivato il momento di darci una mano! Ci stiamo
provando sul serio, con una redazione giovane e molto femminile...
Siamo stati cacciati dal L'Ora (quello tarocco) perche' troppo di
sinistra e adesso... Ci aiuti?
"Un giornalismo fatto di verita', impedisce molte corruzioni, frena la
violenza della criminalita', accelera le opere pubbliche
indispensabili, pretende il funzionamenti dei servizi sociali,
sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il
buon governo. Se un giornale non e' capace di questo si fa carico di
vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo,
della verita' si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe
potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le
violenze, che non e' stato capace di combattere"
Marco Ferraro, Caterina Coppola, Manuela Collarella>
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Bookmark: info@tribuastratte.it - http://www.tribuastratte.it
Tribu' Astratte, settimanale di interferenze culturali, Palermo. Con la
collaborazione di: Akkakappa - Daniela Amenta - Pank Anfuso - Gianni
Cipriani - Manuela Collarella - Caterina Coppola - Daniela Di Loreto -
Marco Ferraro - Giuseppe Lauria - Gianni Mina' - Saro Seminerio -
Silvia Tartamella - Giovanna Vitrano - CyB0rG. Direttore Lello Voce
detto Lellopoeta. Direttore responsabile Antonio Cipriani. Telefono
091.513364.
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Non so. Scrivere su di lei, non me la sento. (Quanto coraggio produce
quella nostra citta', e quanto dolore! I migliori giornalisti d'Italia,
quelli che sanno andare fino in fondo. E nessuno che sia riuscito a
rimanere la').
Niente poesia, questa settimana. Al suo posto, un nome.
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it
-- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles
E'
stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La
catena
di San Libero".