di Riccardo Orioles
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Partenze. Partono le navi, partono i soldati, squillano le trombe e
sventola il tricolore. Ai marinai e ai soldati, il ministro ha fatto il
seguente discorso: "Buon viaggio. Cercate di non rompere le balle a
nessuno e di non fare il vostro dovere. Voi soldati dovete piantarla di
credervi chissa' cosa. E chi vi credete di essere? La verita' e' che
siete dei communisti, anzi dei brigatisti, imbroglioni, tutti d'accordo
per rovinare la gente perbene. A proposito, quando sparate state
attenti perche' dal fucile vi abbiamo tolto le munizioni. Nei giubbotti
antiproiettile ci abbiamo messo bambagia, perche' l'acciaio serve a
noi. Le scarpe sono di cartone, e gli elmetti di latta. Andate a fare
in culo".
Cosi' ha detto il ministro, e il Capo dello Stato (che era certamente
S.M. Vittorio Emanuele Re d'Italia e Protettore d'Albania) ha annuito
gravemente al suo fianco. Poi la tromba ha suonato e i soldati,
incoraggiati e resi entusiasti da questo bel discorso, si sono messi in
marcia verso il nemico.
* * *
Mio padre e' partito cosi', nel quaranta. Il discorso era un po' piu'
simpatico, ma le scarpe erano davvero di cartone; e le scarpe, in quei
casi, contano piu' dei discorsi. Ma oggigiorno? Non gli danno le scarpe
buone, di questi tempi?
Ai soldati si'. Ma i soldati, in queste guerre moderne, non sono piu'
quelli che rischiano maggiormente. Quelli che rischiano piu' di tutti
ora sono i magistrati. Quanti generali sono morti - a parte Dalla
Chiesa: che era qualcosa di piu' che un generale - per la patria in
questo paese? Ma quanti poliziotti, quanti carabinieri, quanti
magistrati? I magistrati, al mio paese, hanno rischiato infinitamente
di piu' di un qualunque fighetto folgorino. Ne ammazzavano uno e subito
si faceva avanti l'altro, senza esitare un momento, pronto a morire.
Hanno avuto una percentuale di perdite da paragonarsi letteralmente non
con la Folgore da tivvu' e da rotocalco dei nostri giorni, ma con la
Folgore decimata di Alamein e del quarantadue.
E come li hanno mandati in guerra questi magistrati?
Vigliaccamente, li hanno mandati: senza le armi per combattere (io mi
ricordo ancora quando Chinnici chiedeva almeno un computer) e spesso
sputandogli alle spalle mentre quelli erano faccia al nemico. Io mi
ricordo un presidente della Repubblica, il grande e spiritosissimo
Cossiga, che dava con gran disprezzo del "giudice ragazzino" a uno
di
questi giudici, Livatino, pochi giorni prima che l'ammazzassero - e
tutti sapevano gia' che l'avrebbero ammazzato. Mi ricordo quando davano
del "communista" a Chinnici, a Falcone, a Costa - e del "professionista
dell'antimafia" a Borsellino.
E ora, il duce se ne va in giro per il mondo a proclamare che Caselli
e' communista e imbroglione, che i giudici italiani ce l'hanno -
perche' communisti - con lui; Bocchini toglie la scorta a tutti i
giudici piu' minacciati e Farinacci strilla: "Tutti in galera, li
voglio!". Sua Maesta', in silenzio, ascolta e tace.
* * *
Un giorno, probabilmente, sorrideremo di Berlusconi. La paura dei
giudici, poveraccio, l'ha gettato nella politica e ancor oggi,
probabilmente, non gli e' del tutto passata; una paura tale da essere
di per se stessa un'attenuante non da poco. Taormina e Scaloja, se
arriveranno a lasciare ammazzare qualche magistrato, lo faranno senza
accorgersene, per automatismo di ruolo; la minorita' culturale sara'
l'attenuante loro, come per i fascisti alla Starace. Ma Ciampi? Ciampi
e' una persona di cultura, ha veduto il fascismo di allora, ha uno
spessore politico e personale. Oggi e' Presidente della Repubblica e
Presidente del Csm. Sotto il suo regno vengono pubblicamente
ingiuriati, persino durante le visite di Stato all'estero e di fronte
ai Capi stranieri, coloro che hanno esposto ed espongono la loro vita
per l'Italia, i magistrati; vengono impediti di svolgere liberamente le
loro funzioni con dirette e indirette aggressioni personali; vengono
minacciati di carcere - per le sentenze emanate - da membri del governo
in funzione.
Questa potrebbe essere materia d'intervento per il Capo dello Stato. Il
problema gravissimo, molto piu' che tutto il resto, e' che tale
intervento non c'e'. Vittorio Emanuele III, molti anni fa, trovo' molti
motivi giuridici - fondati o meno - per non intervenire. Ma gl'italiani
non l'hanno perdonato.
Si puo', dopo molti anni, sorridere di personaggi grotteschi come
Taormina o Starace, si puo' - passato il pericolo - scovare un barlume
d'umanita' persino in un Mussolini o un Berlusconi. Per un re, sia egli
coronato o sia repubblicano, invece non si puo' sorridere ma solo
freddamente valutare.
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Ritorni. Torna D'Alema. Ale'! Per quanto, non si capisce bene a far
cosa. Chiudere l'Unita', l'ha chiusa. Perdere Bologna, l'ha perduta.
Lasciare Botteghe Oscure, le ha lasciate. Salvare Berlusconi, l'ha
salvato. Praticamente non gli resta piu' nessuna riforma ancora da
fare. (Magari chiamo mio nonno, che e' pensionato. Tanto per dar
qualcosa da fare a D'Alema).
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Auditel. Quanto tempo passa un medio coglionazzo italiano davanti al
televisore? Quattro ore al giorno, cinque giorni al mese, due mesi
all'anno, undici anni della nostra vita. Undici anni in cui potremmo
chiacchierare, annusare, andare in bicicletta, corteggiare,
abbracciarci, spettegolare, andare in giro, imparare, cantare, tastare
libidinosamente, leggere, viaggiare, correre, scopare, e che invece
regaliamo coglionescamente ai brunivespa e ai berlusconi.
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Metalmeccanici. Calogero Gasparazzo (lo conoscete?) e' nato dalle parti
di Bronte, in provincia di Catania. Da molti anni lavora in una grande
fabbrica del Nord. Parecchi anni fa sono venuti degli studenti, davanti
alla fabbrica, e gli hanno detto che si poteva fare la rivoluzione.
Invece non c'e' stata rivoluzione, ma solo un gran casino. Molti di
quegli studenti Gasparazzo li sta rivedendo ora alla televisione: chi
e' direttore di giornale, chi e' un'autorita' governativa, chi fa il
ministro di Berlusconi. Hanno un'aria profondamente compresa della loro
importanza, e dicono che la storia che Gasparazzo voleva fare la
rivoluzione in realta' era una grandissima cazzata e che invece bisogna
aspettare che i padroni e i fascisti risolvano i problemi a modo loro.
Ascoltandoli alla televisione, Gasparazzo ha capito benissimo perche'
in realta' non c'e' stata alcuna rivoluzione.
Ogni anno Gasparazzo e' tornato in Sicilia, in tutti questi anni, e si
e' accorto che negli ultimi anni qualche cosa e' cambiata. "Bacio le
mani a voscenza" non s'usa piu'. Alcuni addirittura (cosa che nei tempi
di prima non s'usava) si permettono di parlare in piazza, a voce alta,
degli affari di don Toto'. Una volta Gasparazzo e' stato anche alla
manifestazione antimafia, giu' in Sicilia, ma poi e' dovuto ripartire.
Alla manifestazione c'erano anche molti studenti, quel giorno,
gridavano abbasso la mafia con la faccia sorridente. Gasparazzo spera
tanto che non facciano la fine di quelli la'.
Bene, Gasparazzo adesso e' uno che non si fida piu' dei discorsi delle
persone importanti, o che lo potrebbero diventare domani. Ma quella
faccenda di cambiare tutto (allora si chiamava la rivoluzione, e adesso
chissa'), quella lui non se l'e' dimenticata. Ogni tanto gli torna in
mente all'improvviso, in una fabbrichetta di Catania o al reparto
fonderie di Milano. E allora Gasparazzo pensa che ha una gran voglia di
fare qualcosa.
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Texas. Riprendono le esecuzioni capitali dopo il breve ritardo imposto
dalla guerra. Emerson Rudd, trentun anni, avrebbe dovuto essere ucciso
l'undici settembre ma grazie alla morte di seimila concittadini ha
guadagnato piu' di un mese di vita. Invece di essere grato per questa
fortuna, quando sono venuti a prenderlo s'e' barricato nella cella
urlando che non voleva morire. L'hanno stanato coi lacrimogeni, l'hanno
strascinato fino al lettino, e finalmente l'han potuto ammazzare in
santa pace.
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Cronaca. Roma. Una ragazza nigeriana di venticinque anni, immigrata
clandestina, e' morta precipitando da una finestra mentre cercava di
sfuggire ai poliziotti che aveva intravisto nel cortile e che, ne era
sicura, venivano per prendere lei.
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Cronaca. Milano. Rimesso in liberta' un imprenditore accusato di aver
riciclato in Isvizzera circa settantacinque miliardi provenienti dal
narcotraffico. In base alla nuova legge sulle rogatorie sono stati
considerati non validi i documenti probatori forniti dalle autorita'
elvetiche. Un mazzo di fiori e un breve messaggio di congratulazioni
sono stati consegnati, all'uscita del carcere, al narcotrafficante da
due carabinieri in alta uniforme a nome del Governo Italiano.
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Cronaca. Roma. Il viceministro alla Cultura Popolare, onorevole (gia'
condannato per truffa) Vittorio Sgarbi ha ordinato di recintare con una
cancellata er muretto der Pantheon, onde evitare l'indecoroso
spettacolo di ragazzini mano nella mano con ragazzine, all'uscita di
scuola, seduti sul suddetto muretto. La guardia papalina e' stata
incaricata di far rigorosamente rispettare l'osservanza del decreto.
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Cronaca. Napoli. Incresciosa gaffe di due militari della Guardia di
Finanza che, andati per arrestarlo a casa di un noto truffatore,
incriminato per associazione a delinquere e truffa aggravata, si sono
sentiti rispondere che nel frattempo il truffatore era stato nominato
senatore e godeva dunque dell'immunita' parlamentare (teoricamente
abolita qualche anno fa ma di fatto piu' che mai vigente). Ai due
finanzieri non e' rimasto che scattare sull'attenti e fare dietrofront-
avantimarch-march. Un mazzo di fiori e un breve messaggio di scuse sono
stati consegnati, al rientro in senato, al truffatore da due
carabinieri in alta uniforme a nome del Governo Italiano.
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Cronaca. Roma. In edicola "Italianieuropei", la rivista "del
riformismo
moderno italiano ed europeo" fondata da Massimo D'Alema. Il primo
numero contiene un fondamentale carteggio fra lo stesso Massimo D'Alema
e Giuliano Amato.
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Cronaca. Treviso. Il sindaco Omar bin Gentilini, proprio all'inizio
della Quaresima (il periodo di digiuni e preghiere, iniziato in questi
giorni, previsto dalla religione cristianista) ha chiuso d'autorita'
l'unica chiesa cattolica fin qui tollerata nella capitale del
Nordestistan. Alle obiezioni di alcuni mullah meno integralisti "Non
voglio infedeli a profanare - ha risposto bin Gentilini - il sacro
suolo della mia citta'". E, dopo un istante, ha aggiunto: "Per Allah!".
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Cronaca. Ostia. Al self-service notturno, in via della Marina, il
solito automobilista s'e' fermato, ha chiamato il solito ragazzo
polacco che si fa qualche mancia dando una mano con la benzina, gli ha
allungato diecimila lire ed e' rimasto a guardare mentre il polacco
armeggiava con la pompa. A un certo punto il ragazzo s'e' voltato e ha
allargato le braccia: le diecimila erano rimaste incastrate nella
fessura. Allora l'automobilista ha aperto lo sportello, e' sceso dalla
macchina, ha afferrato il polacco, l'ha preso a cazzotti e gli ha
sbattuto bestemmiando la testa contro il marciapiede. Poi e' risalito
in macchina e se n'e' andato. Il ragazzo e' rimasto per terra con la
testa sanguinante davanti alle dieci o quindici macchine in coda
davanti alla pompa. Nessuno dei quindici automobilisti ha detto o fatto
niente. Era solo un polacco.
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Cronaca. Roma. Vittoria della lista di destra alle elezioni
studentesche nell'universita' di Tor Vergata.
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L'internet del dopoguerra.
La Microsoft, la Internet Security Systems, la Foundstone ed altre
hanno ufficializzato un'intesa per limitare la quantita' e il livello
delle informazioni riguardanti la sicurezza dei rispettivi software. In
particolare, hanno deciso che d'ora in poi, ogni volta che verra'
individuata una falla nei rispettivi sistemi, per almeno trenta giorni
non ne verra' data comunicazione al pubblico.
Questa decisione viene giustificata nel quadro della "lotta al
terrorismo". A parte il terrorismo, essa pero' risolve uno dei
principali problemi di marketing della Microsoft che almeno tre volte,
nell'ultimo anno, ha annunciato l'assoluta impenetrabilita' e sicurezza
dei suoi sistemi e tre volte e' stata clamorosamente smentita da
programmatori indipendenti che, avendo riscontrato bug pericolosi, li
hanno pubblicmente denunciati in rete. Non si tratta di pura accademia:
la percezione di un'affidabilita' non totale, sotto il profilo della
sicurezza, di Windows 2000 ha spinto numerosi clienti a rivolgersi ad
altri sistemi operativi. Fra questi clienti ce ne sono alcuni di
dimensioni ragguardevoli, per esempio gli enti pubblici tedeschi
(Bundeswehr in testa) che a un certo punto hanno deciso di passare a
Linux motivando questo passaggio con ragioni di sicurezza.
Col pretesto della lotta al terrorismo, in altre parole, alcune aziende
decidono di prendersi un indebito vantaggio sulla concorrenza, privando
arbitrariamente i clienti di informazioni essenziali e ponendo in
vendita, all'insaputa degli acquirenti, dei prodotti insicuri.
* * *
L'organismo che gestisce le strutture dell'internet, l'Icann, sta
dibattendo se continuare a dare spazio, al proprio interno, alla
comunita' dei web-users oppure ridimensionarne la presenza, o farne del
tutto a meno.
L'Icann, che gestisce i domini internet e assegna gli Ip di rete, e'
formalmente un'emanazione del governo americano. Fino a questo momento,
dei suoi organi dirigenti fanno parte rappresentanti sia delle aziende
che degli utenti. Fra questi ultimi possono votare tutti quelli che
abbiano un indirizzo di posta elettronica e siano maggiorenni. Alle
ultime elezioni, tuttavia, sono saltate fuori delle occasionali
"questioni procedurali" per cui una parte dei seggi riservati agli
utenti sono rimasti scoperti. Adesso, nel dopoguerra, cio' che era
occasionale tende a diventare permanente. E' stato nominato un comitato
ristretto "procedurale" di nove membri, e il comitato ha proposto
di
ridurre la rappresentanza dei web-users dalla meta' a un terzo dei
seggi; l'elettorato sara' ristretto ai possessori di un dominio, e
comportera' il pagamento di una tassa. Tutto questo, naturalmente, per
la necessita' di ristrutturare l'internet nel quadro della lotta al
(cyber)terrorismo.
In sostanza, fino a questo momento le grandi aziende sono state in
grado di imporre i propri browers e di far fuori tutti i bowsers
concorrenti; ma hanno dovuto piegarsi, almeno per un certo periodo e
almeno in alcuni casi, agli standard preferiti dagli utenti. Adesso
potranno gestirsi direttamente gli standard di base secondo i propri
interessi, che non coincidono necessariamente con quelli degli utenti
o, in generale, con una maggiore efficienza.
* * *
Il classico videoregistratore a cassette, come tutti sappiamo, e' ormai
da alcuni anni uno strumento obsoleto. Il Dvd e i nuovi hard-disk
veloci miniaturizzati e ad alta capienza assolvono, concettualmente,
molto meglio al compito di immagazzinare e distribuire informazioni
audio e video. In piu', la banda larga fornisce un canale adeguato per
la circolazione di masse praticamente infinite di informazioni -
diciamo pure di film. Un'azienda d'avanguardia, la SonicBlue, ha
annunciato un prodotto che ottimizza le prestazioni del "registratore
digitale" e la sua interfaccia di rete: ognuno puo' rapidamente e a
basso costo registrarsi quello che vuole e se lo crede opportuno
distribuirlo a una dozzina (ma non piu') di amici.
Le principali media corporation americane, Abc, Cbs e Nbc, hanno
immediatamente aperto una causa legale *preventiva* contro BlueSonic
accusandola di favorire la violazione del copyrigth che peraltro fino a
questo momento, non essendo l'apparecchio ancora in commercio, nessuno
nella fattispecie ha ancora violato. Anche qui, per giustificare questa
singolare giurisprudenza preventiva, si fa appello allo stato
d'eccezione in cui l'industria versa nel quadro della "guerra".
E' come se, nel 1901, una fabbrica di diligenze avesse fatto causa
"preventiva" alla De Dion Buton o alla Panhard-Levasseur accusandole
di
favorire, con la loro diabolica invenzione, il proliferare delle rapine
in banca (e' infatti incontestabile che un rapinatore in automobile
fugge piu' velocemente di un rapinatore a cavallo) e invitando i
giudici non a sequestrare magari le automobili esistenti ed
effettivamente utilizzati per rapine, ma a impedire preventivamente ope
legis la stessa nascita di una cosi' pericolosa e criminale invenzione.
* * *
A Washington, un decreto dell'Anti-terrorismo equipara l'hackeraggio ai
reati di terrorismo, con pene fino all'ergastolo e competenza dei
tribunali d'eccezione. A questi fini viene considerato "terrorista
informatico" ("Deterrence ad Prevention of Cyberterrorism Act",
sez.815) chiunque arrechi danni equivalenti o superiori a cinquemila
dollari. Il ragazzo che s'introduce nel server della propria scuola e'
dunque equiparato al terrorista che prepara un attentato al tritolo,
rischia le stesse pene e verra' trattato alla stessa maniera. Il
decreto, anch'esso giustificato nel quadro dello "stato di guerra",
verra' applicato - comunica l'amministrazione - in maniera retroattiva.
* * *
Le majors discografiche che sono riuscite ad eliminare Napster (senza
trarne grande guadagno: adesso gli utenti si scambiano i file
direttamente fra loro, senza mediazioni) e che tengono i prezzi dei CD
musicali fra le 35mila e le 45mila lire, sono anch'esse mobilitate per
la guerra. Chiedono al Congresso degli Stati Uniti una legge - con le
potenti lobbies di cui dispongono, "chiedere" e' un verbo un po'
riduttivo - che permetta loro di inserirsi, senza permesso, nei singoli
computer dei cittadini collegati all'internet, di controllare cosa c'e'
dentro ciascun computer, e di distruggere infine senza preavviso e -
ancora - senza permesso i file che a suo esclusivo giudizio violino dei
copyright. La lobby dei discografici al Senato ha gia' formato un
gruppo di lavoro, di cui fanno parte alcuni senatori di entrambi i
partiti, che sta elaborando un disegno di legge in tal senso,
richiamandosi esplicitamente ai principi esposti nel decreto
"antiterrorista" di cui al punto precedente.
* * *
Potremmo continuare: gli episodi di questo genere si stanno
moltiplicando e fra meno di un anno ci troveremo di fronte a un
internet molto diverso da quello che conosciam adesso. I tentativi di
sottoporre il progresso tecnologico agli interessi privati avranno
successo, probabilmente, nel settore dei prodotti di consumo ma
falliranno nel medio periodo nell'internet vero e proprio, che e'
fisiologicamente democratico per natura.
Si tratta di tentativi deplorevoli, a nostro avviso, sul piano etico e
politico-civile, ma non e' questo l'aspetto piu' importante della
situazione. Cosa sarebbe successo se le multinazionali delle candele
(ammesso che a quei tempi esistessero) fossero riuscite a ridurre al
silenzio Thomas Alva Edison? Se Gutemberg fosse stato arrestato per
riproduzione abusiva? Se i fratelli Wright, all'alba di quel mattino,
fossero stati bloccati da un mandato del giudice su richiesta della
Cunard Lines? Se per combattere il terrorismo - ad esempio - dei
nichilisti russi fossero stati assoggettati a censura preventiva i
telefoni di tutto il mondo? Un "forse", un "certamente"
e un "chissa'".
Il "forse" riguarda l'ipotetica vittoria sul terrorismo (i nichilisti
in realta' furono cancellati dalla diffusione dei consigli di fabbrica
in Russia). Il "certamente" riguarda i profitti dei fabbricanti
di
candele e dei gestori di diligenze, liberi di moltiplicarsi
tranquillamente senza l'incomodo di fastidiose concorrenze. Il
"chissa'" riguarda tutti noi: chissa' se alla fine dei conti non
ci
piacerebbe di piu' camminare a piedi e andare a letto con le galline,
dopo aver soffiato sulla candela. Buonanotte.
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Banca Romana. Si comunicano i nuovi valori delle unita' monetarie
vigenti da San Lorenzo a Trastevere.
Un Testone (equiv.: una Fronna): euro 500 (cinquecento)
Una Piotta: euro 50 (cinquanta)
Un Sacco: euro 1 (uno)
Uno scudo: euro 2 (due)
Nota: unicamente nel caso della transazione introdotta dalla formula
"Che ciai 'na piotta" il valore della Piotta deve intendersi equiparato
a cent 5 (cinque).
Firmato:
Er Governatore della Banca Romana, Talongo
Er garante der cittadino, Capanna
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Will<sksp@uk.gay.com> wrote:
<Quel tempo in me vedere puoi dell'anno
che niente foglie, o poche sparse, stanno
sui rami ormai gelati dove vanno
d'estate a cantar lievi gli uccellini.
In me vedi il crepuscolo del giorno
che il tramonto dissolve a poco a poco
mentre la notte inghiotte tutto intorno
nell'ombra e nel silenzio senza scopo.
Tu vedi in me faville di quel fuoco
di gioventu' finita, incenerita,
di vita consumata come un gioco
da cio' che amo', da cio' che l'ha nutrita.
Questo tu vedi, e l'amor tuo s'accresce
amando chi fra poco se ne esce.>
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it
-- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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Riccardo Orioles
E'
stato caporedattore della rivista "I Siciliani", diretta
da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia catanese di Nitto Santapaola nel 1984.
Ha fondato, insieme con altri intellettuali, politici e giornalisti, il
settimanale "Avvenimenti", di cui è stato a lungo caporedattore.
Corrispondente di varie testate italiane ed estere, attualmente collabora
con Il Nuovo e con Clarence. Scrive e diffonde in rete l'e-zine, "La
catena
di San Libero".