CARTAGENA E’ IN LIBRERIA!

by Eymerich 27. novembre 2012 12:48

E’ uscito da una settimana Cartagena. Gli ultimi della Tortuga, il romanzo più recente di Valerio Evangelisti (Mondadori Strade Blu, pp. 338, € 17,50). Pubblichiamo un brano del capitolo iniziale.

Martin d’Orlhac aveva il fiatone. La montagna era ripida, il calore quasi insopportabile. La vegetazione, per quanto foltissima, offriva un riparo insufficiente. Invidiava il padre Jean-Baptiste Le Pers che, avvezzo a quei climi, percorreva il sentiero con disinvoltura, tenendo alta la tonaca nera e riuscendo a schivare i sassi troppo grossi o troppo arrotondati.
«Manca molto?» gli chiese.
«Credo di no» rispose il religioso. «Vedrete che prima o poi si faranno vivi loro. Li sentiremo arrivare dall’abbaiare dei cani.»
«Cani?»
«Sì. Ogni bucaniere ne ha un bel branco, da cui si separa solo se va per mare.»
«E i filibustieri?»
«Quelli li vedremo dopo, immagino. Nei boschi è più probabile che ci imbattiamo nei bucanieri.» Le Pers rise. «Vedrete che gente cordiale!»
Continuarono a salire. D’Orlhac – il cui cognome vero era Dorlhac, nobilitato per adeguarlo al rango di ufficiale - si chiedeva come il gesuita, grasso al punto da essere quasi obeso, potesse essere così agile. Sapeva che viveva da anni nell’isola di Hispaniola, e che lì il barone de Pointis lo aveva cercato e scovato, per la nota familiarità dell’abate con i filibustieri fedeli alla Francia. Ma gran parte di Hispaniola era ben più percorribile di quel selvaggio lembo di Saint-Domingue, la porzione francese, e non c’erano alte vette da scalare. Eppure Le Pers sembrava conoscere perfettamente il terreno, come se gli fosse familiare. Trovava sentieri nascosti, intuiva dove era meglio guadare i ruscelli.
Alla fine disse al frate: «Sembrate di casa, qui.»
Le Pers rise, finalmente con una traccia di affanno. «Ci sono venuto diverse volte, sulla Montagne Terrible. Non avete idea di dove mi è toccato andare, a portare la parola di Dio.»
«Questa salita sembra non finire mai.»
«State tranquillo. Siamo vicini. Non vedete?»
Il domenicano indicava alcune carcasse vuote di tartaruga marina sparse nel sottobosco. Era impossibile che quegli animali salissero a una tale altezza. Qualcuno doveva averli catturati sulla spiaggia e portati fin lì per cibarsene. La carne delle tartarughe di mare era una prelibatezza. Anche le uova, avvolte in un involucro morbido ma consistenti nel tuorlo, attiravano i buongustai.
Erano numerose le piante di manioca, usate nella cucina isolana in mille maniere. Troppo folte, per essere frutto di disseminazione spontanea. La cima della montagna era abitata, non c’era dubbio. Lo avevano già fatto capire le profumatissime coltivazioni di alloro incontrate in prossimità della spiaggia. Venivano dalla Spagna, non erano vegetazione locale. Invece lo erano gli alberi contorti, di specie ignota, tra cui si stavano aggirando. Molto più aggrovigliati delle palme che crescevano sulla riva e sui primi pendii.
I latrati scoppiarono a un tratto e li fecero trasalire. Fra tronchi ricoperti di gelsomini – segno che non sempre, lassù, la temperatura era tanto elevata – apparvero cani enormi e schiumanti, tenuti per il collare dai loro padroni. Questi non erano, a un primo sguardo, molto distinguibili dai loro animali. Si trattava di uomini vestiti di pellicce ancora incrostate di sangue rappreso, con ampi berretti a cono, barbe incolte e capelli lunghissimi.
«Eccoli, i bucanieri» disse Le Pers. Alzò le braccia e avanzò verso quei mezzi selvaggi. «Salve, amici! Sono il padre Jean-Baptiste Le Pers, gesuita! Qualcuno di voi parla bene la mia lingua?»
I bucanieri si arrestarono, ma sulle prime nessuno rispose. Alle loro spalle erano comparsi degli schiavi, sia neri che bianchi. Trasportavano dei fucili di lunghezza inverosimile, quasi delle colubrine dotate di manico e più sottili della norma. Ognuno reggeva la forcella necessaria a puntare l’arma.
I cani si calmarono. Un bucaniere parlò, in un francese antiquato, zeppo di parole e locuzioni di cui, nella madrepatria, si era perso l’uso. Era un individuo di apparenza brutale quanto quella dei compagni, ma sotto la zazzera brillavano occhi neri e intelligenti. Appeso alla cintura aveva uno sciabolotto. Due pistole gli pendevano dal petto, appese a una cordella di cuoio.
«Vi aspettavamo, padre Le Pers. Il governatore Ducasse ci aveva fatto avvertire della vostra visita. Siamo qui per accompagnarvi (disse vous adextrer) all’accampamento. Il capitano Godefroy si trova con i suoi uomini oltre questo boschetto (disse bosquetel). Ma chi è l’uomo magro che è con voi?»
Indicava D’Orlhac. Le Pers spiegò: «E’ Martin D’Orlhac, ufficiale al servizio del signor barone de Pointis.»
«Dovrebbe mangiare di più.» Il bucaniere accompagnò l’osservazione con una smorfia di scarsa stima. Evidentemente giudicava gli uomini anche secondo la loro stazza. «Seguitemi.»

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Dal 16 novembre in vendita il videogioco di Eymerich

by Eymerich 14. novembre 2012 12:29


Da venerdì 16 novembre sarà in vendita il videogioco "Nicolas Eymerich, inquisitor", il più ambizioso mai realizzato in Italia. L'autore è Ivan Venturi, a capo di un folto team di collaboratori. Tutti i dettagli su www.eymerich.it. Quello che presentiamo è il trailer definitivo.

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ONE BIG UNION negli Oscar. Una recensione di GIUSEPPE CIARALLO

by Eymerich 8. novembre 2012 10:53

“Cartagena” uscirà il 20 novembre. Esce invece adesso, in libreria, l’edizione nella Piccola Biblioteca Oscar di “One Big Union” (pp. 450, € 10,50).

Riportiamo una recensione del romanzo a firma di Giuseppe Ciarallo, apparsa nel n. 28 della rivista letteraria PaginaUno:

Narrare del passato per parlare del presente. E’ ciò che fa magistralmente Valerio Evangelisti nel suo ultimo romanzo One Big Union. L’autore racconta della nascita, dell’ascesa e del brusco declino di quell’utopistica esperienza che fu il sindacalismo rivoluzionario dell’IWW (Industrial Workers of the World), il sindacato che per primo tentò di dare una rappresentanza a quelle classi e a quei  lavoratori fino ad allora privi di diritti, negli Stati Uniti del primo novecento. Il particolare punto di vista attraverso il quale la storia si snoda è quello di Robert Coates, di mestiere spia e infiltrato tra i lavoratori in lotta, per conto delle agenzie investigative (pagate dagli industriali e dai grandi proprietari) che di volta in volta lo assoldano, tra le quali la arcinota Pinkerton e la Burns, che in seguito costituirà il nucleo fondante dell’allora nascente FBI.

Può apparire paradossale e strano, ma nonostante il mestiere odioso per antonomasia, quello della spia, e le azioni abominevoli che commette (uccidere indiscriminatamente, spaccare teste, provocare scontri, falsificare documenti), il protagonista non viene mai percepito dal lettore come il “cattivo” della storia, l’antieroe, perché a suo modo Coates è una figura perfettamente speculare ai sindacalisti rivoluzionari che combatte e che detesta: come, e in antitesi a loro ha un idealismo forte che gli fa da bussola e che lo rende, come i suoi nemici, inevitabilmente destinato alla sconfitta. Coates è un uomo solo, incapace di provare affetti o che comunque li ha subordinati al proprio lavoro, vissuto quasi come una missione tesa a salvaguardare i soliti tre capisaldi di ogni società borghese: la Patria, la Religione, la Famiglia. Naturalmente alla fine del suo percorso verrà spremuto e gettato via come un rifiuto, né più né meno dei tanti operai che egli ha concorso a mantenere nello sfruttamento e nella subalternità, con la sua ignobile professione.

Nel libro c’è la conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la storia degli uomini tende a ripetersi sempre uguale a qualsiasi latitudine, e soprattutto che il capitalismo, anche quello delle origini, per sua stessa natura non ha mai avuto alcunché di illuminato e che è sempre stato orientato, anzi, a quello che oggi definiamo liberismo sfrenato e senza regole.

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In novembre esce CARTAGENA (e altre notizie)

by Eymerich 28. settembre 2012 15:12

Ai primi di novembre sarà in libreria il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: Cartagena, gli ultimi della Tortuga, ed. Mondadori. E’ il romanzo conclusivo della trilogia sui pirati, comprendente anche Tortuga e Veracruz.

Questo il testo del risvolto di copertina:

“Nel 1697 Luigi XIV è impegnato nell’ennesima guerra, detta dei Nove Anni. Per rimpinguare le casse ormai vuote del regno, decide di inviare una flotta imponente contro Cartagena, nell’attuale Colombia: una delle città più ricche dell’impero spagnolo d’oltremare, ritenuta imprendibile.

L’ammiraglio De Pointis, per navigare i Caraibi, ha però bisogno dell’ausilio della Filibusta. Solo che la Tortuga è stata abbandonata, e i Fratelli della Costa superstiti si sono sparsi sulle montagne dell’isola di Hispaniola. Chi riesce a radunarli è il governatore Ducasse, ex negriero, gran farabutto ma d’animo per certi versi nobile, avventuriero impavido.

Martin d’Orlhac è stato ladro, poi soldato, e infine è divenuto il braccio destro di De Pointis. Fatto imbarcare con i pirati, assiste con progressiva simpatia alla vita libera e feroce di costoro. Intreccia anche una bizzarra storia d’amore, che gli costerà parecchio, con una giovane dama spagnola tanto bella quanto inaccessibile, tanto apparentemente ingenua quanto sottile e intelligente.

La presa di Cartagena vedrà crescere la tensione tra il nobile De Pointis e il plebeo Ducasse, tra Fratelli della Costa ed esercito regolare; fino all’aperta ribellione dei filibustieri contro l’arroganza di un’aristocrazia che persino in Francia comincia a essere messa in discussione.

Sarà l’ultimo atto della fratellanza di fuorilegge che sull’isola della Tortuga aveva preso forma e terrorizzato i Caraibi per quasi cinquant’anni. Pochi mesi dopo la conquista di Cartagena le grandi potenze firmeranno un trattato di pace e si impegneranno, di comune accordo, a combattere la pirateria.

I Fratelli della Costa tuttavia non spariranno, ma saranno chiamati a un differente destino. Anticipato, nei capitoli finali, da un colpo di scena che rallegrerà i lettori di Tortuga e di Veracruz.”

Altre brevi notizie:

Un’intervista a Valerio Evangelisti, in due parti, è apparsa nel programma di Rai 4 Wonderland. Le due puntate possono essere viste qui e qui.

La casa editrice francese La Volte continua la pubblicazione sistematica dei romanzi del ciclo di Eymerich. Ai primi di settembre sono usciti Le Corps et le Sang d’Eymerich e Le Mystère de l’Inquisiteur Eymerich. Vedi qui.

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In dirittura d’arrivo il videogioco su Eymerich

by Eymerich 19. giugno 2012 12:20


E’ prevista per novembre l’uscita del videogioco NICOLAS EYMERICH, INQUISITOR: THE PLAGUE. Potete vederne il trailer. Altre foto, notizie e filmati sono sul sito www.eymerich.it .

Creato, scritto e diretto da Ivan Venturi, è il videogioco più costoso e ambizioso mai prodotto in Italia (da Ticonblu-Gruppo Armonia e Imagimotion). Progettato per diverse piattaforme, avrà diffusione internazionale e traduzioni in varie lingue, tra cui il latino.

Più avanti altre anticipazioni.

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Esce in Francia, per la prima volta, IL CASTELLO DI EYMERICH

by Eymerich 16. giugno 2012 16:11

E’ appena uscito in Francia, pubblicato dalle edizioni La Volte (www.lavolte.net), il romanzo LE CHATEAU D’EYMERICH, inedito per il pubblico transalpino. La traduzione è di Sophie Bajard e Doug Headline. Riportiamo il testo della quarta di copertina:

1341. Dietro ordine segreto del papa, un gruppo di cinque domenicani, che si chiamano tra loro il Francese, il Castigliano, il Catalano, il Tedesco e l’Italiano, si appresta a sfidare la dannazione eterna per infliggere un colpo mortale al nemico ancestrale della religione cattolica.

1369. La peste si diffonde per l’Europa. L’inquisitore Nicolas Eymerich indaga nel castello di Montiel, in cui si è rifugiato Pietro il Crudele, re di Castiglia, assediato dall’armata di Enrico di Trastamare e dai mercenari di Du Guesclin. Quel castello dall’architettura strana, avvolgente, labirintico, stretto fra dieci torri e innumerevoli gallerie, si rivela essere una tana infame, in cui i muri tremano, e nel quale l’impossibile mosaico umano fatto di abitanti cristiani, di servitori ebrei e di soldati maomettani non attende che un pretesto per franare. Bambini dissanguati, apparizioni demoniache, raschiamenti sordidi sotto le fondamenta, mura incise con i simboli della Cabala: il reticolo dei segreti si fa più fitto a ogni passo. L’impenetrabile inquisitore Eymerich non teme di affrontare l’odio; teme semmai il sentimento contrario. Un sentimento che non osa nominare e che lo assale nei recessi del castello, in cui si nasconde lo sguardo sereno e determinato di una donna ebrea che Eymerich aveva, in passato, sottoposto a tortura.

Inverno 1944. Lo  Sturmbannführer delle SS Viktor von Ingolstadt, responsabile della sicurezza del campo di concentramento di Dora, aiutato dal professor Nitsche dell’ufficio T4, è sul punto di realizzare, grazie ai progressi della scienza, un progetto di ambizione smisurata: la creazione del soldato tedesco del futuro, il guerriero perfetto, replica dei cavalieri medievali.

Dall’Europa della peste nera a quella della peste bruna, i tempi si incrociano di nuovo sotto la penna acida di Valerio Evangelisti. Questa nuova inchiesta di Nicolas Eymerich porta la sua ricerca di verità ai bordi di un abisso senza fondo, in cui si gonfia e si agita un odio millenario.

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In Francia tutto Eymerich, in Olanda i fumetti, su Radio Rai 2 gli sceneggiati radiofonici

by Eymerich 11. marzo 2012 15:40

Pare che sia in corso un revival di Eymerich. In Francia, le edizioni La Volte (www.lavolte.net) hanno cominciato a pubblicare i dieci volumi delle sue avventure. I primi cinque erano usciti presso l’editore Rivages, che però avevano chiuso la collana in cui erano apparsi, lasciando incompleta la collezione. Adesso La Volte è intenzionata a completare il lavoro. Sono già usciti, in un’edizione molto elegante, “Nicolas Eymerich, inquisiteur” e “Les Chaînes d’Eymerich”. E’ annunciato per le prossime settimane Le Château d’Eymerich, inedito in Francia e molto atteso dai lettori.

In Olanda esce intanto il fumetto di David Sala e Jorge Zentner, tratto da Nicolas Eymerich, inquisitore e Il corpo e il sangue di Eymerich. E’ in quattro volumi, che saranno presentati in cofanetto.

 

Quanto a Radio Rai 2, riproporrà, a partire da lunedì 12 marzo, gli sceneggiati radiofonici di Valerio Evangelisti, scaricabili in podcast (www.rai.it/dl/Radio2/podcast.html) al ritmo di una puntata al giorno. Si tratta de “La scala per l’inferno”, “Il castello di Eymerich” (che vinse il Premio Italia per la radiofonia), “La furia di Eymerich”. Si parte con “La scala per l’inferno”, tratto dal romanzo “Picatrix”. Evangelisti fu obbligato a sostituire i protagonisti del romanzo, americani o spagnoli, con altri italiani, e ad accettare un finale più consolatorio di quello che aveva ideato. Si trattò comunque di un grande successo.

Seguiranno notizie più dettagliate.

Nel frattempo è in corso di elaborazione un videogioco su Eymerich. Qualche anteprima nel sito www.eymerich.it. L’uscita è prevista per l’autunno.

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