Il 26 gennaio in libreria IL SOLE DELL'AVVENIRE vol. 3: NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE. I ringraziamenti

by Eymerich 13. dicembre 2015 04:02

Come già annunciato, il 26 gennaio 2016 uscirà il terzo e ultimo volume de Il Sole dell'Avvenire, per Mondadori Strade Blu. Anticipiamo la pagina finale dei ringraziamenti.

Sono grato, per questo terzo volume, a Federica Proni da Bagnacavallo (RA), che mi aveva già fatto da consulente per il dialetto romagnolo, e anche alla sua collega in archeologia Silvia Samorì, da Modigliana (FO). Non tanto per l’aiuto lessicale (nel romanzo le frasi dialettali sono rare, e a volte in bolognese), quanto per avermi procurato un testo di non facile reperimento: Luigi Cesare Bonfante, La guerra nelle mie valli, 2 voll., Tipolitografia Valgimigli, Faenza, 2006.

Opera singolare, di oltre mille pagine complessive, scritta nell’arco di più di un trentennio e pubblicata a spese dell’autore. Vi si narra, attraverso le vicende quotidiane di centinaia di abitanti di  Tredozio, Modigliana, dei monti circostanti e di Faenza, di come fu vissuto il secondo conflitto mondiale nelle zone tra Romagna e Toscana. Ciò attraverso testimonianze dirette, documenti, memorie scritte. E’ l’unico testo attendibile (e direi inconfutabile) sulle gesta della banda Corbari.

Uguale gratitudine per l’amico Francesco Mattioli, che ha registrato e trascritto i ricordi della nonna Mafalda, contadina negli anni compresi nel romanzo. Vi è descritto, con abbondanza di dettagli, il lavoro nei campi.

Francesca Valentini, dell’università di Trento, mi ha fatto avere l’opuscolo, a cura del Comune di Forlì, Le vittime del fascismo in Romagna, 1921-1923, Tipolitografia Forlivese, 1973, oggi presente solo in alcune biblioteche regionali.

Gli ultimi capitoli del mio romanzo sono largamente basati sulle memorie della mondina e partigiana Erminia “Ermina” Mattarelli, raccolte da Michela di Mieri. Inizialmente pubblicate dal circolo Iqbal Masih di Bologna in un libretto, sono oggi leggibili sul sito www.carmillaonline.com, digitando Erminia Mattarelli nel motore di ricerca. E’ deceduta e non posso ringraziarla. Rendo tuttavia un omaggio postumo alla sua dignità e al suo coraggio.

Questo è veramente l'ultimo volume de Il Sole dell'Avvenire. Va considerato, nelle sue tre parti, un unico romanzo. Non ci saranno seguiti che arrivino al presente, come alcuni mi chiedono. La cupezza ha un limite e io, malgrado la foto della quarta di copertina, sono di indole allegra.

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SCIENCE FICTION STUDIES si occupa della fantascienza italiana e di Valerio Evangelisti

by Eymerich 7. dicembre 2015 03:49

Il numero 126 (novembre 2015) del prestigioso quadrimestrale accademico statunitense Science Fiction Studies è dedicato alla fantascienza italiana, con saggli a cura di Umberto Rossi, Arielle Saiber e Salvatore Proietti.Contiene un articolo di Valerio Evangelisti (Science Fiction: A Narrative in Line with the Times, già apparso su Le Monde Diplomatique edizione francese, tradotto e aggiornato da Salvatore Proietti) e alcuni studi che lo riguardano. In particolare quello di Luca Somigli (docente all'università di Toronto, che a Evangelisti ha dedicato uno studio biografico-letterario): My Name is Pantera; On Valerio Evangelisti's "Slipstream" Western Fiction. Ma tutto il fascicolo è estremamente interessante, anche quando non parla di Evangelisti, e dimostra come il disprezzo che la "letteratura alta" italiana ancora riserva alla narrativa fantascientifica sia prova di un triste provincialismo.

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Un saggio accademico, di Alberto Sebastiani, sulla "fan fiction" di Eymerich

by Eymerich 6. dicembre 2015 04:41

Valerio Evangelisti non si è mai opposto all'uso del suo personaggio più noto, Nicolas Eymerich (che sta per tornare in un romanzo intitolato provvisoriamente Eymerich risorge, undicesimo del ciclo), da parte di altri autori. Sono così apparse decine di romanzi, racconti, antologie (come quella dell'illustrazione) su Eymerich. L'entità del fenomeno ha indotto un docente dell'Università di Bologna, il prof. Alberto Sebastiani, a dedicargli un saggio sulla rivista on line di critica letteraria Between. Il testo è scaricabile in pdf da questo sito: http://ojs.unica.it/index.php/between/article/view/1582/1737.

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In libreria dal 26 gennaio IL SOLE DELL'AVVENIRE vol. 3: NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE

by Eymerich 3. novembre 2015 19:10

Dal 26 gennaio sarà in libreria il romanzo di Valerio Evangelisti che conclude la trilogia de Il Sole dell'Avvenire (in realtà un'opera unica): Nella notte ci guidano le stelle, Mondadori Strade blu. Il romanzo può essere letto autonomamente.

Ecco la presentazione, tratta dalle bandelle di copertina:

In questo terzo e ultimo volume de Il Sole dell’Avvenire, Valerio Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune famiglie romagnole, attraverso i grandi cambiamenti politico-economici che investono la regione e l’Italia intera. L’arco temporale copre il periodo che va dagli anni Venti alle soglie degli anni Cinquanta. Il fascismo è l’elemento nuovo che dissolve la compattezza dei nuclei familiari. Spartaco (“Tito”) Verardi diviene squadrista e architetto della distruzione delle conquiste del movimento operaio. Destino Minguzzi è assorbito, quasi suo malgrado, dal mondo dei clandestini e degli esuli antifascisti, e dalle sue lacerazioni a volte drammatiche. Soviettina (“Tina”) Merighi si trova a partecipare alla guerra di liberazione nella più anticonformista e “romagnola” delle formazioni partigiane. Nessuno di costoro “fa la storia”, ma tutti, a loro modo, vi partecipano. Non senza chiedersi, alla nascita di una nuova Italia, se essa corrisponda davvero ai loro auspici. Si chiude su questo interrogativo una grande saga popolare, unica nel panorama letterario italiano.

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Esce in Francia "Rex Tremendae Maiestatis", col titolo L'EVANGILE SELON EYMERICH

by Eymerich 1. novembre 2015 03:55

La casa editrice francese La Volte pubblica l’intero ciclo di Eymerich, che ora completa con il decimo volume: Rex Tremendae Maiestatis, ribattezzato L’Évangile selon Eymerich. La traduzione è di Jacques Barbéri, noto scrittore di fantascienza transalpino. Sono così una ventina i romanzi di Valerio Evangelisti pubblicati in Francia, presso vari editori. Ecco la quarta di copertina di quest’ultimo romanzo:

Barcellona, 1372. Benché sia stanco, e cominci a sentire il peso degli anni, il grande inquisitore del regno d’Aragona si lancia in quella che intuisce essere la sua ultima avventura. Indagherà sulla morte di Ramón de Tarraga, in cui non crede, e seguirà le sue piste in Sardegna, in Sicilia, a Napoli. Durante il suo itinerario, si confronterà con strani dischi luminosi che appaiono in cielo, orribili feti smembrati e fantasmi la cui fisionomia non gli è ignota... Qual è l’origine comune di tutti questi fenomeni? La pratica dell’arte alchemica? Il Liber Aneguemis, un libro il cui possesso è peccato mortale?

La storia si svolge ancora una volta su tre piani temporali – il presente dell’inquisitore, tra Palermo e il castello di Mussomeli, dove i baroni siciliani sono stati convocati da Giovanni Chiaromonte per discutere di temi delicati per il futuro dell’isola – il passato che narra l’infanzia di Nicolas a Gerona, e il suo primo approccio all’Inquisizione sotto l’ala del suo mentore, Dalmau Moner – il futuro, in compagnia di Lilith, che combatte nemici sulla Luna.

Questi differenti piani di narrazione sembrano, come in tutti gli altri volumi, totalmente distinti, e tuttavia Eymerich ne decodifica poco a poco le connessioni, svelando le fila di un intrigo particolarmente machiavellico.

Questa perfezione narrativa è rafforzata dalla suddivisione del racconto in cinque parti, corrispondenti alle cinque fasi del processo alchemico e ai colori loro associati: nigredo (nero), albedo (bianco), citrinitas (giallo), rubedo (rosso) e quintessenza (senza colore ma simboleggiata dall’oro). Puzzle che non rivela la sua vera apparenza che una volta concluso, quest’opera si colloca perfettamente alla fine del ciclo, e permette di apprezzare la struttura dell’assieme in una nuova luce, che va dall’infanzia di Eymerich al termine della sua vita.

Un tour de force, e probabilmente una delle migliori avventure del ciclo.

La serie “Nicolas Eymerich”, dalla risonanza enorme in Italia, scritta da un gigante della fantascienza, si conclude con la pubblicazione di questo decimo romanzo.

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In libreria IL GALLO ROSSO, un saggio di Valerio Evangelisti

by Eymerich 16. marzo 2015 11:49

La casa editrice Odoya riporta in libreria Il gallo rosso. Precariato e conflitto di classe in Emilia-Romagna, 1990-1980 (pp. 210, € 15,00). Ecco un brano dell'introduzione al volume, in cui Valerio Evangelisti spiega il senso di questa ristampa:

Il presente testo riproduce, con leggere correzioni, quello delle prime due parti di un volume pubblicato nel 1982 presso Marsilio editori: Il galletto rosso. Precariato e conflitto di classe in Emilia-Romagna, 1880-1980. Manca una terza parte, firmata da Salvatore Sechi. Nata come introduzione, riguardava l’appropriarsi, da parte del PCI del secondo dopoguerra, delle forme d’azione che avevano caratterizzato il socialismo riformista dei primi del ‘900. Toccava dunque una tematica assai differente da quella da me trattata, tutta incentrata sul proletariato precario emiliano-romagnolo, sui suoi comportamenti e sulla centralità nello scontro sociale che conquistò, in alcuni momenti della sua vicenda novecentesca.

Perché riesumare questo libro, più di trent’anni dopo? Il primo motivo si collega al mio percorso personale. Ho esordito come aspirante storico accademico, ma poi sono divenuto romanziere. Il secondo volume dell’ultima opera narrativa in cui sono impegnato, Il Sole dell’Avvenire, si intitola Chi ha del ferro ha del pane. Tratta delle lotte contadine e bracciantili emiliano-romagnole nel primo ventennio del secolo scorso. Viste dal basso, senza dare troppo credito alle proiezioni politiche.

Per chi sospetti che io mi inventi qualcosa, il presente libro è la risposta. Alla base delle vicende che racconto nel romanzo c’è un lavoro di ricerca non banale, abbastanza insolito in un narratore. Spero (ma forse mi illudo) che ciò mi sia riconosciuto, al di là dei giudizi estetici.

Il secondo motivo è facilmente intuibile. Il precariato si è dilatato, nell’ultimo decennio, in misura impressionante. Ancora si dilaterà, presumo, visto che manca la volontà politica di riassorbirlo, e che chi dichiara di averla si sforza, al di là delle affermazioni pubbliche, di estenderlo ai lavoratori ancora tutelati. Magari chiamandolo “flessibilità”, con uno spudorato cambiamento del nome che lascia intatta la sostanza.

E’ chiaro che il precariato odierno ha poco in comune con quello del passato remoto. E’ frutto del trionfo di forze e ideologie conservatrici decise a superare le crisi economiche tramite l’assoggettamento totale delle classi subalterne (con la riduzione del costo del lavoro, la contrazione di quel salario indiretto che sono i servizi pubblici, il depotenziamento delle organizzazioni operaie, la fine della contrattazione collettiva), e dello sgretolamento anche morale di chi dovrebbe opporsi al progetto. L’ideologia neoliberista permea ognuna delle parti politiche in competizione, e molto spesso è proprio la “sinistra” a dirigere il piano di precarizzazione globale.

Malgrado la diversità del quadro, credo utile riproporre, al lettore dei giorni nostri, due momenti storici in cui il proletariato precario italiano seppe emergere a soggetto importante, se non centrale, dell’antagonismo di classe. Quella degli anni 1880-1920 fu una lunga, paziente costruzione che portò a modifiche importanti nei rapporti di forza. Affidata a forme di organizzazione territoriale (non solo le leghe di resistenza, ma anche le cooperative “pure” e socialisteggianti, le case del popolo, i comuni “rossi”, gli uffici sindacali di collocamento) che avevano l’occupazione dei lavoratori saltuari e la nobilitazione della loro quotidianità, attraverso l’emancipazione culturale e la crescita politica, quale scopo precipuo.

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La Trilogia dei Pirati in volume unico

by Eymerich 8. marzo 2015 10:44

Sono usciti negli Oscar Bestsellers, in un unico volume, i romanzi TortugaVeracruzCartagena, gli ultimi della Tortuga (Mondadori, 950 pp. € 15,00) dedicati alle avventure dei pirati De Grammont e Lorencillo, realmente esistiti. Tortugaè stato tradotto in varie lingue, di recente in greco. Nel raccomandare la lettura dello scritto di Franco Pezzini Dagli Appennini ai Caraibi (su L'Indice), riportiamo il testo della quarta di copertina della trilogia:

Da Stevenson a Salgari, i grandi della letteratura sono sempre stati attratti dal tema dei pirati, diventato sinonimo stesso di avventura, esplorazione, coraggio. Anche Valerio Evangelisti, il celebre creatore dell'inquisitore Eymerich, non è sfuggito al loro fascino e ha scritto i tre romanzi qui raccolti, ricchi di emozionanti vicende e basati su una rigorosa ricostruzione storica. TortugaVeracruz e Cartagena, ambientati negli ultimi decenni del Seicento, raccontano i gloriosi atti conclusivi dell'epopea dei filibustieri di stanza nei Caraibi, tra abbordaggi, rapimenti, episodi di ferocia e di abnegazione, passioni amorose divoranti, cameratismo e rivalità su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore. Ma, all'alba del XVIII secolo, il tempo dei pirati sembra giunto al termine. Ormai superati dalla Storia, i Fratelli della Costa che hanno terrorizzato i Caraibi per cinquant'anni non spariranno, ma saranno chiamati a un differente destino...

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