18.6.09

Nikolas Eymerik O Ieroexetastes, e altre notizie sparse

La casa editrice greca Triton, di Atene, ha appena pubblicato il romanzo di Valerio Evangelisti Nicolas Eymerich, inquisitore (ne presentiamo la singolare copertina, in cui Eymerich si distacca alquanto dalla descrizione fornita dall'autore). La traduzione è di Atena Pantelia. Ottima aggiunta è un trafiletto esplicativo del calcolo delle ore nel Medioevo. Numerose le note.
In precedenza, era stato tradotto in greco solo il racconto di Evangelisti Marte distruggerà la terra, apparso sul quotidiano Eleutherotypia nel 2005.
La prossima traduzione straniera di Nicolas Eymerich, inquisitore sarà in Olanda.

Restando al tema internazionale, Valerio Evangelisti parteciperà dal 10 al 12 luglio 2009 al Festival du Polar Corse et Méditerranéen che si svolgerà ad Ajaccio, Corsica, e dal 20 al 22 agosto alla "convention" di fantascienza che avrà luogo a Pilsen, nella Repubblica Ceca.

Alle elezioni europee la Lista comunista e anticapitalista non ha raggiunto il quorum, pur mancandolo di poco. Evangelisti, che si presentava come indipendente, ha avuto 1465 preferenze, con risultati notevoli a Padova e a Bologna (dove, con 298 preferenze, si è piazzato terzo dopo Oliviero Diliberto e Lidia Menapace).

9.6.09

ACQUE OSCURE, un'antologia di racconti di Valerio Evangelisti

E' in edicola, nel solo mese di giugno, un'antologia di racconti di Valerio Evangelisti, Acque oscure, curata da Alan D. Altieri (pp. 242, € 4,00). E' il n. 2 della nuova collana EPIX Mondadori.
L'antologia non contiene inediti, bensì testi apparsi su quotidiani o settimanali, in sedi occasionali, solo in rete o non ristampati da tempo. Questo il sommario:

Nove racconti tra brevi e lunghi:

O Gorica tu sei maledetta
Il Grande Fratello
Eymerich contro Dan Brown
Fluidità corporea
Cicci di Scandicci
La sala dei giganti
Eymerich contro Palahniuk
Marte distruggerà la terra
Stanlio & Ollio Terror Detectives

Un romanzo breve:

Gocce nere

Cicci di Scandicci e Marte distruggerà la terra apparvero su Il manifesto con altri titoli: Caccia al cinghiale e Guerre stellari preventive. La sala dei giganti fu pubblicato quale allegato alla Guida dello studente dell'università di Padova.
Gocce nere, un romanzo scritto per la casa editrice francese Baleine, poi fallita, è stato scaricabile da questo sito finché Mondadori non ne ha acquistato i diritti. Ingloba versioni leggermente modificate di due racconti di Evangelisti molto noti: Sepultura e Il nodo Kappa.

Daniele Barbieri, su CARTA, recensisce TORTUGA

L'ETICA PIRATA E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO
di Daniele Barbieri (da Carta 2009 n. 20)

«Sapete qual è la forza dei pirati? Evitare ipocrisie. Vogliamo denaro, fuori da ogni regola. Arraffiamo di tutto e vendiamo di tutto, uomini inclusi». L’ipocrisia è quella di una Chiesa che da un lato protesta (con Bartolomé de las Casas) «per i supplizi infitti agli indigeni americani» e dall’altra legittima «il commercio di carne nera».
Valerio Evangelisti lascia gli scenari abituali (la fantascienza, l’Inquisizione, il Messico e gli Usa) ma fa centro di nuovo: Tortuga (Mondadori: 330 pagine per 16 euri) è avvincente: tanto sul piano del ritmo e dell’avventura quanto su quello del rigore storico, attento a mostrare quanto i pirati siano moderni e funzionali all’economia del capitalismo nascente: «credono di essere dei paria e invece sono gli embrioni della società a venire». Visto che il 1600 della grande accumulazione – cioè rapina - annuncia il trionfo del capitalismo… è difficile dar torto a Evangelisti.
Nella prima folgorante pagina-mattatoio del romanzo, il portoghese Rogério de Campos viene arruolato suo malgrado tra i Fratelli della Costa. Ne seguiremo le vicende sino alla fine, nuotando in un mare di sangue. Siamo nel 1685, in un mondo senza misericordia o meglio dove quel nome è ironicamente dato dagli spagnoli a un pugnale dalla lama lunga e sottile.
Se siete appassionati del tema forse negli ultimi anni avete letto alcuni saggi degni di interesse: da Utopie pirata (Eleuthera) e Ribelli dell’Atlantico (Feltrinelli) sino a Le repubbliche dei pirati (Shake). Dunque forse sapete già qual sia la differenza storica fra corsari e pirati. I primi erano al servizio dei governi, avevano una «lettera di corsa» che li autorizzava a ogni delitto, di fatto rendendoli impunibili. I secondi erano più autonomi, auto-organizzati: persino democratici in certo modo se, come ci mostra Evangelisti, i comandanti erano eletti e punizioni (o premi) andavano approvati all’unanimità. Differenze che, a volte, rimanevano sulla carta: questi filibustieri dei Caraibi a esempio si vantano della loro indipendenza eppure sono assai legati al re di Francia. In ogni caso, più volte Evangelisti evidenzia che la loro crudeltà è solo l’altra faccia dei delitti di Stato. A chi sostiene «quali siano i crimini della Spagna, i Fratelli della Costa ne commettono di peggiori» viene risposto: «Peggiori? Ne siete sicuro? Avete visto le miniere in cui gli spagnoli costringono a lavorare gli indigeni…».
Romanzo fosco con un finale agghiacciante, degna punizione per un protagonista che è infame tra infami. La morte sventola sulle bandiere e corrisponde a uno stile di vita: «Mi batto per soldi da spendere subito, morte dietro l’angolo, gustare tutti i piaceri della vita. Non so come cadrò, però di sicuro avrò la sciabola in mano» è il credo degli uomini mentre le donne sembrano buone solo come prede. A volerli cercare si intravedono nel romanzo timidi segni di speranza: si accenna alla «bizzarra idea di certi gesuiti che gli uomini siano tutti buoni», nelle ultime pagine si fa riferimento alle «città fondate dagli ex schiavi» e chissà se Tortuga avrà un seguito e ci racconterà questo pezzo di storia dimenticata.
Vale la pena fermarsi su alcune frasi-chiave, a esempio l’idea, ripetuta più volte, che i pirati siano il futuro. A libro chiuso infatti e tornando all’oggi ci si potrebbe chiedere perché torni la pirateria, su Internet (ma è una metafora) e soprattutto nell’assalto di certe navi. Una buona domanda, anche se per rispondere bisognerebbe sapere se davvero tutti i pirati somali siano avidi di saccheggi… o magari alcuni di loro vogliano fermare chi scarica scorie tossiche sulle loro coste. Ma questa naturalmente è tutta un’altra storia che non ha trovato il suo Evangelisti e che forse Ilaria Alpi avrebbe voluto raccontare… ma l’hanno uccisa per tempo.

3.6.09

Due racconti di Valerio Evangelisti

Due racconti di Valerio Evangelisti appaiono in antologie uscite di recente. La prima è Anteprima nazionale. Nuove visioni del nostro futuro invisibile, a cura di Giorgio Vasta, Minimum Fax, 2009; la seconda è Italia underground, a cura di Angelo Mastrandrea, Sandro Teti editore, 2009.
Entrambi i racconti parlano, in forma paradossale, di un'Italia a venire. In uno, a furia di eleggere in Parlamento persone legate alla criminalità organizzata, si è transitati a una Terza Repubblica nella quale le organizzazioni mafiose hanno direttamente preso il posto dei partiti. Il consenso è generale, e solo i conflitti tra cosche rivali insidiano la stabilità del quadro di governo. Nel secondo, più breve, apparso originariamente su Il manifesto, l'Italia intera si è trasformata ne "La penisola dei famosi": un mastodontico reality show in cui i cittadini del resto del mondo scelgono col televoto le famiglie italiane da eliminare e quelle, invece, da condurre alla vittoria finale.
Un racconto (Il grande fratello) con agganci tematici a quest'ultimo uscirà, in questo mese di giugno 2009, in un'antologia di Evangelisti intitolata Acque oscure, nella nuova collana da edicola "Epix" di Mondadori. Ne daremo a suo tempo notizia.
Evangelisti è notoriamente riluttante a scrivere racconti. Una possibile eccezione è quando l'oggetto gli permette di affrontare, in forma metaforica, problematiche civili che gli stanno a cuore.

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