13.12.08

Su IL CORRIERE DELLA SERA Ranieri Polese recensisce TORTUGA

L'ANIMA DEI BUCANIERI E' NERA E NICHILISTA, SECONDO EVANGELISTI
di Ranieri Polese
(da Il Corriere della Sera, 12 dicembre 2008)


Un ex gesuita, in fuga da un passato maledetto, percorre ogni tappa verso la brutalità, convinto di conquistare i favori dell' amata

Ci sono i pirati somali - veri - che sequestrano petroliere, ci sono quelli cinematografici dei Caraibi (tre film con Johnny Depp campioni di incassi, ma ora già c' è il progetto di una quarta puntata), ci sono i corsari dei libri di Emilio Salgari, il Corsaro Nero con la figlia Jolanda in guerra contro il perfido Van Gould. Personaggi di grande fascino, sono le creature per eccellenza dell' immaginario romanzesco. Così Valerio Evangelisti, maestro perfetto di combinazioni alchemiche tra storie gotiche (l' inquisitore Eymerich) e fughe in un futuro remoto e terrificante, si è voluto concedere un romanzo tutto dedicato alle imprese dei Fratelli della Costa. Ripristinando alcuni dettagli che i libri per ragazzi omettevano (le carneficine più truci; i costumi sessuali di quei rudi uomini di mare: le donne a terra, i giovani mozzi durante la navigazione; il gusto della morte atroce riservata ai traditori e ai nemici), ma insieme colorando le gesta dei bucanieri con un tocco di nichilismo. Perché - e sono in molti dei personaggi del romanzo a ripeterlo - in un mondo senza Dio e senza padroni, l' uomo può finalmente rivelare se stesso, ovvero quell' animale i cui istinti la cosiddetta civiltà tenta inutilmente di mascherare.
Tortuga, dal nome dell' isola dei Caraibi che offre rifugio ai pirati (Mondadori), racconta così l' apprendistato del portoghese Rogério de Campos, ex gesuita in fuga da un passato maledetto. Quando la nave spagnola su cui si è arruolato viene catturata dai pirati, per salvarsi la vita Rogério accetta di andare come nostromo a bordo del brigantino di capitan Laurencillo. Sa che poi dovrà passare ai comandi di un altro capitano, De Grammont, di cui tutti conoscono la sfrenata crudeltà. Quei corsari, poco tempo prima, hanno compiuto l' impresa incredibile di conquistare la ricchissima Veracruz e il ricordo degli stupri delle suore e delle dame dell' aristocrazia, dei roghi dei ricchi spagnoli, di torture, massacri e saccheggi non si è ancora spento. Fu a Veracruz, del resto, che nacque una canzone («Yo no soy marinero, soy capitan»), La Bamba appunto, che continua a risuonare sulle navi corsare.
Siamo verso la fine del '600, il re di Francia Luigi XIV, che ha usato i pirati nelle sue guerre contro gli spagnoli, firma un trattato di pace con Madrid. Per i Fratelli della Costa è l' inizio della fine, perduto il riparo di Tortuga si abbandonano a scorribande sempre più rischiose. Correndo spavaldi verso la propria distruzione. Rogério, intanto, innamorato di una bellissima schiava nera, passa una soglia dopo l' altra nel suo cammino verso la brutalità, convinto che ogni crudeltà in più lo porterà più vicino al possesso della donna. Si deve intanto difendere da chi ha scoperto il segreto del suo passato (con la sua delazione ha mandato a morte un innocente, ragion per cui è fuggito dall' Europa) e senza troppi problemi elimina i potenziali nemici. Anche lui ormai si è spogliato di ogni remora, di ogni morale. E come gli altri disperati affronterà scontri e battaglie, fiero come un animale che azzanna e semina morte. Salvo poi, in un finale secco come un brusco risveglio, dover scoprire che anche per lui la vita ha in serbo sorprese che sembrano fatte apposta per riparare torti, rimediare a ingiustizie.
Romanzo epico e appassionato, Tortuga è un omaggio alle saghe dei fuorilegge del mare e insieme un' immersione vitalizzante nel clima dei Caraibi, così vicini a quel Messico che è tanto caro a Evangelisti. E da cui lo scrittore è ripagato - alla Fiera del libro di Guadalajara era braccato come una superstar - con un culto totale. Qui non si mettono in scena i sortilegi e le magie occulte di tanti altri libri del creatore di Eymerich, qui si celebra il trionfo dell' avventura pura. Che poi è la sola dimensione in cui la vita si vive pericolosamente, senza falsi valori, al di là del bene e del male. Perché, nell' eterna sfida contro una sorte mutevole come il mare, si gioca la scommessa suprema, quella che ha come unica posta in gioco la morte.

11.12.08

Alessandro Besselva, su IL MUCCHIO SELVAGGIO, recensisce TORTUGA

(Da Mucchio 633, dicembre 2008)

Meno denso e stratificato degli ultimi romanzi puramente storici di Evangelisti come Il collare di fuoco e Il collare spezzato, ambientati entrambi in Messico, e quindi per certi versi più fruibile e scorrevole, Tortuga rappresenta l'incontro dell'autore bolognese con uno dei luoghi più frequentati e affollati di tutta la letteratura avventurosa degli ultimi quattro secoli: la pirateria.
Nato dalla costola di un racconto pubblicato nell'antologia Anime nere, intitolato I fratelli della Costa (i cui presupposti erano tuttavia fantastici), questo nuovo lavoro ne amplia la visione e ne approfondisce lo sguardo.
Spesso considerati simbolo ideale di libertà e anarchia, per quanto crudele e sanguinario potesse essere il loro codice comportamentale, i filibustieri (inglesi, olandesi, francesi soprattutto) che nella seconda metà del Diciassettesimo secolo, con base nell'isola di Tortuga, situata a poche braccia di mare dalla costa settentrionale dell'odierna Haiti, razziavano flotte e possedimenti spagnoli con il tacito consenso dei francesi, che affidavano loro il lavoro più sporco, vengono qui raccontati in tutta la loro contraddittoria ambiguità, legata a una concezione dell'esistenza molto meno libera di quanto potesse sembrare. Un edonismo selvaggio e senza futuro, in quanto strettamente vincolato alla transitorietà dei legami politici e mercantili che caratterizzano un mondo dagli equilibri variabili, in continuo mutamento. Un mondo molto simile al nostro: inevitabile, quindi, che l'attenzione dell'autore, da sempre a proprio agio nell'intrecciare momenti di rottura e di cambiamento a collegamenti sotterranei che si propagano lungo le epoche, sia attratta dal tramontare degli assetti in cui questa bolla incontrollata si è venuta a creare, in uno scenario che per molti versi suona, per l'appunto, come un'anticipazione del saccheggio politico ed economico sulle cui direttive si muove il mondo globale di oggi. Dei colpi di scena e dell'evoluzione ben congegnata dei personaggi non vi racconteremo in questa sede: vi basti sapere che non mancano le sorprese e che anche questa volta si finisce inchiodati alla pagina.

This page is powered by Blogger. Isn't yours?


FastCounter by bCentral