24.11.08

Tommaso De Lorenzis recensisce TORTUGA su L'UNITA'

Da L'Unità del 22 novembre 2008

«Noi siamo il futuro, e nessuno ci fermerà», afferma – nella prima parte di Tortuga – il cinico Ravenau de Lussan, medico di bordo del brigantino pirata Neptune. Duecento pagine dopo, gli farà eco il cavaliere Michel De Grammont, l’ultimo tenebroso Signore della Filibusta: «Non sono il diavolo, se è questo che credete. Sono piuttosto il futuro». Ai lettori di Valerio Evangelisti non può sfuggire l’assonanza tra le cupe profezie dei predatori caraibici e il vecchio slogan dei Wobblies americani. Alludiamo a quel «Noi saremo tutto» che funge da titolo d’uno dei più riusciti romanzi dello scrittore bolognese e che, sulle labbra del degenerato Eddie Florio, vale da annuncio di un avvenire di depravazione. Dunque, il padre dell’Inquisitore Eymerich torna sulle linee del pentagramma narrativo che l’ha reso celebre, cercando – una volta ancora – le orrende promesse di ciò che sarà nei foschi risvolti di ciò che è stato.
Mar dei Caraibi. Anno senza dio 1685. Durante il crepuscolo dei pirati della Tortuga, il nostromo portoghese Rogério de Campos è coscritto sul vascello del pirata Lorencillo e costretto a partecipare alle estreme gesta dei Fratelli della Costa. Ma c’è un mistero che avvolge il passato del protagonista, un enigma che richiama – in parte – le pagine d’un classico della letteratura popolare come Il Visconte di Bragelonne. Dopo un inizio alla Salgari, con tanto di abbordaggio e immancabile arruolamento nelle fila nemiche, Evangelisti manda in soffitta i cliché della Malesia. E se Rogério non ha proprio nulla del vecchio Yanez, Sandokan è meglio non mettersi neppure a cercarlo tra questa masnada di canaglie. Davanti alle iene della Tortuga, le tigri di Mompracem sembrano gattini che fanno le fusa. Così, i debiti con il romanziere veronese vengono saldati nello spazio d’un capitolo. Questo libro, infatti, demolisce qualsiasi “romanticismo dei mari” e concretizza in forma letteraria la tesi storiografica che lo stesso Evangelisti ha sostenuto nell’Introduzione alla Storia della pirateria (Odoya, 2008) di Philip Gosse: evitare «le seduzioni a cui si è prestata di recente certa saggistica, di matrice soprattutto libertaria, che ha scorto nelle “repubbliche dei pirati” il regno dell’utopia». Non c’è nobiltà, onore e riscatto nella barbara società dei banditi. E non ci sono nemmeno uguaglianza, equità e giustizia tra i marosi tropicali: piuttosto, l’evocazione dello stato di natura e l’anticipazione di un’età dominata da una perversa volontà di potenza. Sullo sfondo del racconto, ritroviamo quei processi di scellerata accumulazione che connoteranno la macelleria liberista, perché non è della presunta Anarchia di un oceano ribelle che si narra, bensì d’una delle origini atlantiche del capitalismo e della democrazia.
Tra saccheggi e violenze, stupri e mutilazioni, indicibili torture e atrocità orripilanti, Rogério è destinato a compiere la sua personale discesa all’inferno, vittima d’una straziante passione per la schiava africana oggetto delle attenzioni del luciferino De Grammont. Riuscirà l’amore a redimere l’uomo fattosi lupo? Abilissimo a descrivere i tornanti d’una spirale autodistruttiva, lo scrittore offre una magistrale declinazione del paradigma della femme fatale e dell’amour fou. Tortuga è un libro nerissimo, al pari della Jolie Rouge, il tetro vessillo della Filibusta su cui due tibie incrociano un teschio e una clessidra ricorda la più cruda delle verità: è arrivato il tempo di rimettere l’anima.

7.11.08

Valerio Evangelisti in Messico


Dal 7 novembre al 7 dicembre Valerio Evangelisti sarà in Messico, prima nella sua casa di Puerto Escondido poi, l'ultima settimana, alla Feria Internacional del Libro di Guadalajara (Jalisco). Qui, a parte una fitta serie di dibattiti, presenterà mercoledì 3 dicembre El Collar Roto (Il collare spezzato), appena pubblicato in Messico dalla casa editrice Grijalbo. Sarà introdotto da Paco Ignacio Taibo II.
Il programma di Evangelisti prevede anche incontri con le scolaresche di Guadalajara. Nelle tavole rotonde avrà per interlocutori Piergiorgio Odifreddi (su scienza e fantascienza), Marco Archetti, Bruno Arpaia e Pino Cacucci (sugli scrittori italiani e il Messico).

Intanto prosegue la diffusione in Italia di Tortuga. Un'intervista rilasciata da Evangelisti a Luca Crovi, di presentazione del romanzo, sarà leggibile entro breve sul blog di quest'ultimo. Un'altra, a cura di Jadel Andreetto, è apparsa su Panorama.it.

4.11.08

Filippo La Porta recensisce TORTUGA su LA REPUBBLICA XL

LASCIATEVI RAPIRE DAI PIRATI
di Filippo La Porta


"Si trattava di uccidere e predare. Non esistevano altri ideali né piaceri più sublimi..." Dopo l'Inquisizione e il Far West, Valerio Evangelisti allarga la sua narrativa all'epopea dei pirati, negli scorsi anni rilanciata dai film con Johnny Depp. Ma dentro l'avventura mette sempre un pizzico di etica, erudizione e attualità ("chi fa guerre di rapina dice sempre di avere qualche oppresso da riscattare").
La nave di Rogério, nostromo ex gesuita, viene attaccata dai pirati e lui passa alle dipendenze di uno di loro, ed entra nei Fratelli della Costa... La vita sulla nave è descritta con colori vivaci e precisione da antropologo: la notte, per non essere aggrediti dai topi, basta bere molto rhum e mandare un alito nauseabondo. Evangelisti, il nostro maggior scrittore d'avventura, esprime una simpatia contagiosa per l'universo piratesco amorale ma non privo di lealtà, esposto all'arbitrio ma con una rude democrazia dal basso (con i capi eletti dalla ciurma). Nessuna idealizzazione: i pirati sono pirati, ma a loro modo dei ribelli anarchici che sognano un altro mondo.

Un'intervista a Valerio Evangelisti su Tortuga, a cura di Luca Crovi, è apparsa su "Il Giornale" in data 30 ottobre. La pubblicheremo appena possibile.

Da oggi 4 novembre TORTUGA in libreria


Il romanzo di Valerio Evangelisti Tortuga (Mondadori Strade Blu, pp. 336, € 13,20) è da oggi nelle librerie. Così lo presenta Internet Bookshop, in un commento redazionale:

"Valerio Evangelisti ha intrapreso l’avventura più mozzafiato e coraggiosa della sua gloriosa carriera di fuorilegge della letteratura: quella di raccontare in modo stupefacente e inatteso il Mondo della Pirateria. Le figure corrotte e sadiche dei famigerati Fratelli della Costa, le loro scorrerie sanguinarie, le rivalità omicide, i tesori più favolosi, i Caraibi con la loro natura meravigliosa e crudele sono al centro di queste pagine scatenate e furiose.
Il nuovo libro di Valerio Evangelisti, l’autore che ha creato la saga dell’Inquisitore Eymerich, trasformando il Medioevo in una dimensione affascinante e crudele del Male."

Segnaliamo anche che, nel corso di questo mese, uscirà in Francia, presso le edizioni Métailié, Il collare di fuoco, tradotto col titolo La Coulée de feu. Il traduttore è Serge Quadruppani. Evangelisti presenterà il libro a Parigi ai primi di febbraio. Daremo tempestiva notizia della presentazione.

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