22.1.08

Su PULP Domenico Gallo recensisce LA LUCE DI ORIONE

(Da Pulp n. 71, gennaio-febbraio 2008)

E' appena uscita la terza edizione de La luce di Orione, in cui alcuni errori contenuti nelle precedenti sono stati corretti. Ecco la recensione che Domenico Gallo ha scritto per Pulp:

Una nuova storia di Nicolas Eymerich, l'inquisitore medievale inventato da Valerio Evangelisti, è l'occasione per ragionare sui motivi di un così grande e prolungato successo, e dell'evolversi di una forma narrativa come quella avventurosa e fantastica in un'epoca segnata dal trionfo delle tecnologie e dal diffondersi di un materialismo rozzo e consumista. Un successo controcorrente, visto che all'interno di queste storie si sono sviluppate forme autonome per manifestare, dietro le situazioni narrative ambientate nel Trecento, le nostre inquietudini quotidiane senza cercare compromessi o critiche di maniera. Leggendo La luce di Orione, tra i tanti temi nati in altri romanzi, ma che ritornano con forza in questa ultima storia, voglio riflettere sugli aspetti più appariscenti del carattere aspro del protagonista. Un carattere schivo, proverbialmente duro,tagliente e determinato; un uomo, Eymerich, che non crede al dialogo come modalità di crescita della conoscenza. Certo è un inquisitore, mestiere non particolarmente amato - ma che potrebbe riassumere una qualche importanza professionale visti i tempi di rinnovato fervore che stiamo vivendo - però la sua durezza e la mancanza di pietà sono costanti in ogni situazione.
Ho pensato, in questa nostra contemporaneità di sorrisi frutto di un lifting, lusinghe e sondaggi, in cui ogni dissenso viene tacciato di radicalità se non di terrorismo, che un personaggio così scostante e indifferente alla mediazione è di per sé un valore. L'ideologia oggi dominante predilige poche difformità tra i pensieri e auspica l'uniformarsi dei desideri alle forme di soddisfazione precostituite.
Eymerich, invece, proprio per il suo assoluto rifiuto delle tecniche di comunicazione che tendono a creare un feeling indipendente dal contenuto, costringe il confronto tra le persone a precipitare sulle essenze concettuali, sui principi, sui contenuti delle regole di comportamento. Inoltre - è bene ricordarlo mentre si legge questa serie di romanzi - ci si deve chiedere se l'essenza della religione come istituzione, assieme alle manifestazioni quotidiane che sono richieste ai fedeli (più o meno volontari), sia cambiata o no rispetto ai tempi delle crociate, e se l'enfasi di Nicolas Eymerich nel praticare quel tipo di ruolo sociale appartenga al passato o permanga nel presente a cui il lettore appartiene.
Provocazioni ideologiche? Forse, ma siamo abituati a pensare al passato come a una proiezione del presente, e non il contrario, ed Evangelisti ha l'indubbio merito di costruire storie che insinuano questi dubbi su problematiche come la linearità del tempo o la sua circolarltà, tanto per citare due note teorie tradizionalmente nemiche.
Spostandoci sulla trama, invece, La luce di Orione è la storia di una crociata, ovvero di quella che oggi potremmo chiamare una "missione umanitaria". Nel 1366 l'impero bizantino è in decadenza e i turchi premono per impossessarsi di Costantinopoli. Il dominio occidentale esercitato dalle basi commerciali delle Repubbliche Marinare è in pericolo e le truppe comandate da Amedeo di Savoia si muovono per la difesa della capitale bizantina. Assieme ai soldati parte Eymerich, perché la missione assume connotati che trascendono le normali manifestazioni fisiche e l'intervento del Maligno sembra evidente.
Una bella storia, fino in fondo, con immagini forti e tensioni, racconti di religione e superstizioni, espressioni umane intimamente legate e di cui si evidenzia la naturale interdipendenza. Eymerich, intellettuale del suo tempo, alieno a quell'illuminismo antistorico che caratterizzava Guglielmo di Baskerville, il protagonista de Il nome della rosa, rappresenta nel suo approccio d'indagine pregi e difetti di una cultura massimalista e totalitaria che si è sviluppata per il dominio dell'esistente. In altre parole sembra che Nicolas Eymerich sia coerente con il suo quadro epistemologico di riferimento e che il linguaggio con cui si relaziona con quel mondo sia assolutamente adeguato.
Per tornare al tempo, forse protagonista di eccellenza di questo romanzo, tempo inteso come intimamente legato allo spazio, RACHE ed Euroforce sono sempre impegnate in una lotta che ha come risultato la distruzione del mondo, esattamente come accadeva tra cristiani e musulmani ai tempi delle loro crociate.

16.1.08

Gérard Meudal, su LE MONDE, recensisce NOUS NE SOMMES RIEN, SOYONS TOUT!

(da Le Monde dell'11 gennaio 2008)

La versione francese di Noi saremo tutto raccoglie i primi commenti:

"Evangelisti, che aveva abituato i suoi lettori agli affreschi medioevali centrati sul personaggio dell'inquisitore Eymerich, li tuffa questa volta nell'America degli anni '20. Nel porto di New York, un piccolo mafioso italo-americano, Eddie Lombardo, fa una brillante ascesa forgiando il movimento sindacale e facendo da spia ai padroni. Ma le buone azioni non sono mai ricompensate. In piena psicosi anticomunista ecco che Eddie, pur avendo trascorso la vita a dare la caccia ai 'rossi', diventa ingombrante per i suoi stessi amici, a causa dei suoi eccessi di zelo e dei suoi costumi perversi. Un ritratto impressionante della Depressione nella grande tradizione del noir americano."

Nel frattempo in Francia, presso la casa editrice Rivages, è uscita anche l'edizione tascabile di Antracite, secondo capitolo, dopo Black Flag e prima di Noi saremo tutto, del "ciclo americano" di Evangelisti.

15.1.08

E' uscito in Francia NOI SAREMO TUTTO

Le edizioni Rivages hanno appena pubblicato in Francia il romanzo di Valerio Evangelisti Noi saremo tutto, col titolo Nous ne sommes rien, soyons tout! La collana è la prestigiosa Rivages / Thriller, la traduzione è di Serge Quadruppani.
Ecco il testo della quarta di copertina in versione italiana:
"Nell'America inquieta degli anni Venti si è sviluppato un possente movimento sindacale. Eddie Lombardo, un giovane italoamericano inizialmente tentato dal mestiere di ruffiano, intraprende una carriera di spia al servizio del padronato. Violento, totalmente amorale, Eddie - che si fa chiamare Florio per rompere con la sua famiglia "comunista" - sale rapidamente i gradini dell'International Longshoremen's Association, organizzazione del porto di New York ben nota per tutelare gli interessi degli armatori invece di quelli dei portuali.
Maestro in ricatto ed estorsione, tanto capace di scatenare uno sciopero che di mettervi fine, non esita a eseguire "servizietti" per i suoi potenti protettori mafiosi né a usare le donne per soddisfare le sue pulsioni perverse, salvo poi sbarazzarsene nella maniera più cinica.
Ma con la guerra l'America cambia, così come il sindacato del crimine. Eddie ha un bell'avere passato la vita a soffocare i "rossi", il delirio maccartista non lo beneficia. Divenuto ingombrante, troppo vistoso per via dei suoi costumi terrificanti, perde la fiducia dei padrini. Ora, in quel mondo, meglio non ritrovarsi solo...
Libro ambizioso sull'ascesa e la caduta di un odioso manovale della mafia, affresco che dipinge decenni di lotte sociali strumentalizzate dai criminali, Nous ne sommes rien, soyons tout! si ricollega all'essenza stessa del genere noir: l'America della Depressione, del sindacalismo corrotto, dei politici marci e degli immigrati che saranno la base di manovra del gangsterismo. Valerio Evangelisti, molto conosciuto per le sue saghe medioevali sull'inquisitore Eymerich e su Nostradamus, aveva già trattato del ruolo del crimine nella nascita dell'America in Anthracite. Senza alcun romanticismo, procede qui sulle tracce dei suoi predecessori Hammett, Burnett e McCoy."

9.1.08

LA LUCE DI ORIONE a TUTTI I COLORI DEL GIALLO

Il 6 gennaio, Valerio Evangelisti è stato intervistato da Luca Crovi durante la trasmissione di Radio Due Tutti i colori del giallo. Il file dell'intervista, della durata di mezz'ora circa, può essere scaricato da qui, in formato Real Player, oppure da qui, in formato MP3.
La band heavy metal degli Aghast Insane, considerata da Evangelisti il proprio riferimento in campo musicale, ha estrapolato dalla trasmissione il frammento che la riguardava e ne ha fatto un video, visibile qui.
Vale anche la pena di visitare il sito ufficiale degli Aghast Insane. Contiene, tra l'altro, la loro esecuzione del pezzo Terrible Mother, scritto da Evangelisti, e ispirato al suo romanzo Mater Terribilis.
La luce di Orione à alla terza ristampa. Tra gli ultimi commenti usciti sui blog, quello di Anselmo Cioffi, quello di Emanuele Manco e, per quanto possa essere ritenuto semplicemente pubblicitario (il sito è della Mondadori), quello di Tiziano Gagliardo su BOL.

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