27.3.07

A LA SALA DEI GIGANTI il Premio Italia 2007 per il miglior racconto






Nel corso della XXXIII Italcon, la convention italiana di fantascienza che si svolge in parallelo con la Deepcon (più orientata sui telefilm), il Premio Italia per il migliore racconto è stato assegnato a La sala dei giganti di Valerio Evangelisti.
La manifestazione si è svolta a Fiuggi dal 22 al 25 marzo. Il Premio Italia, gestito dalla sezione italiana della World Science Fiction Society (presieduta da Ernesto Veggetti), è il risultato di votazioni che hanno coinvolto migliaia di appassionati di SF. Qui tutti i risultati.
La sala dei giganti è apparso in un Oscar fuori commercio, allegato alla Guida dello studente dell'università di Padova 2006 e stampato in 260.000 copie. Malgrado l'enorme diffusione, il volumetto ha raggiunto su e-Bay quotazioni molto alte.


La sala dei giganti, in una versione un poco differente, costituisce l'incipit del romanzo che Evangelisti sta scrivendo, e che vede l'inquisitore partecipare, nel 1366, a una crociata per liberare un impero bizantino in piena decadenza dall'assedio dei turchi.
Dovrà vedersela con la complicata demonologia tardo-bizantina, e con un'imperatrice capace di tenergli testa.
Il Premio Italia è il secondo che Valerio Evangelisti vince, dopo quello assegnato nel 2002, dalla World SF, a Il castello di Eymerich nella categoria "migliore romanzo".
De Il castello è appena uscita la traduzione polacca, presso le edizioni Znak di Cracovia.
Attualmente romanzi e racconti di Evangelisti sono tradotti, o in corso di traduzione, nelle lingue seguenti: francese, spagnolo (Spagna, Messico), tedesco, portoghese (Brasile, Portogallo), croato, serbo, greco, ceco, slovacco, russo, rumeno, ebraico, polacco, inglese (solo un racconto).

15.3.07

Su LETTURE Giuseppe O. Longo recensisce IL COLLARE SPEZZATO


La storia di sangue del Messico moderno

di Giuseppe O. Longo (da Letture, marzo 2007)



Il libro, che riprende il grande affresco storico del precedente Il collare di fuoco, narra le vicende turbolente e feroci del Messico dal 1890 al 1930: le stragi degli indigeni, l'espropriazione delle terre, il difficile rapporto con gli Stati Uniti ormai potenza mondiale, i ricatti degli speculatori stranieri, le successive dittature a cominciare da quella di Porfirio Díaz, l'interminabile seguito di guerre e guerriglie tra opposte fazioni, l'intrico di interessi e di ideali, di pulsioni e di crudeltà che ha segnato la marcia faticosa di questo Paese verso una problematica identità.

Come nel Collare di fuoco, la narrazione procede per episodi sapientemente intrecciati tra loro, i cui protagonisti sono quasi sempre personaggi quotidiani colti nella loro angoscia, nel loro stupore o nelle loro speranze di fronte ai grandi eventi che li trascendono: sommosse, rivoluzioni, eccidi, colpi di Stato, lotte tra bande rivali.

Da questo brulichio di storie minuscole e individuali, tra le quali a volte è faticoso orientarsi, emerge via via un quadro suggestivo che fa da cornice ai fatti della grande Storia e dei suoi protagonisti, Díaz, Emiliano Zapata, Pancho Villa, Álvaro Obregón. L'autore ci informa che i quattro quinti dei personaggi sono reali, ma la loro biografia è in parte immaginaria. Autentico invece è il contesto storico che Evangelisti ha ricostruito sulla scorta di una minuziosa ricerca bibliografica documentata in fondo al volume.

La precisione storica è resa palpitante e avvincente dalle qualità narrative, che fanno del libro un romanzo appassionante, in cui si intessono i due piani, della grande epopea secolare e dei minuscoli attori (una giovane indigena, un'operaia, due fratelli anarchici che entrano ed escono di prigione, un vicesceriffo ladro di cavalli, un sanguinario ranger del Texas...) non sempre consapevoli del corso che segue la Storia.



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