29.1.07

Daniele Barbieri recensisce IL COLLARE SPEZZATO su CARTA



(Da Carta del 27 gennaio 2007. Nella foto a destra, Luís de la Rosa, uno degli insorti del "Plan de San Diego", tra i protagonisti de Il collare spezzato.)

«Non c’è nulla di tanto pericoloso per un popolo d’America quanto l’amore disinteressato degli Stati Uniti. La loro protezione è un collare di fuoco». E’ il bollente Chávez, un redivivo Fidel o un Lula che ha perso la pazienza a urlare questa verità? Oppure è una delle memorabili frasi del sub-passamontagna più famoso dei giorni nostri? Pensateci. Non troppo però. Perché questa constatazione e profezia arriva sì dal Messico: non dalla penna di Marcos ma da un oscuro Justo Sierra nel 1905. Ed era la frase che apriva il – e dava il titolo al – memorabile Il collare di fuoco di Valerio Evangelisti, pubblicato nel novembre 2005. Neanche un anno dopo (ottobre 2006) ecco l’annunciato seguito, Il collare spezzato, sempre da Mondadori.
Il romanzo esce mentre da mesi Oaxaca brucia. Come sempre in Messico, la rivoluzione è in corso. E gli zapatisti di nuovo in movimento. Ma spezzare il collare non è facile e talvolta c’è chi dopo aver giurato di rompere le catene ne forgia di nuove. O tira la corda al collo dei servi per conto dei vecchi padroni. Oppure inizia le rivoluzioni, magari le vince e dopo una gran cagnara finisce in doppio petto.
Se vi siete persi il primo libro, poco male: potete cominciare da qui e poi tornare indietro. La macchina del tempo, prima di essere uno stereotipo della fantascienza e un hobby per fisici, è il veicolo su cui abitualmente si muovono storici, falsari e romanzieri (Valerio Evangelisti è iscritto a tutte e tre le categorie). Comunque Il collare di fuoco si muoveva fra il settembre 1859 e il maggio 1890, fra Texas (Tejas, prima dell’annessione agli Usa) e Messico. I luoghi sono gli stessi. Il tempo scorre ora fra il dicembre 1891 e gli anni Trenta del Novecento. Ritroviamo qui Ricardo Flores Magón e i suoi fratelli ribelli (da liberali diventano anarchici), Christine volta-gabbana e altri personaggi minori alle prese con Garibaldi (il nipote però) in primo piano e con brevi apparizioni per Emma Goldman, persino la chitarra sovversiva di Joe Hill, gli Iww, Aleksandra Kollontaj, i celebri scioperi all’azienda Pullman, persino il Griffith razzista del film Nascita di una nazione, le squadracce di Pinkerton e naturalmente Emiliano Zapata, Pancho Villa (ma lo intravediamo appena), gli indigeni da sterminare, il gioco azteco del volador, sceriffi a caccia di qualche oscuro greaser (« unto» come gli anglos chiamavano i messicani «divenuti, volenti o nolenti, cittadini statunitensi») e almeno due facce del fanatismo religioso…
Gli evangelisti più noti erano un quartetto di falsari, quale più abile e quale meno: pochi fatti, molti misteri e mistica. Questo nostro quinto evangelista è assai più bravo a miscelare storie vere e invenzioni, carne e rivolte. Il ciclo che lo ha reso celebre, quello su Eymerich, collocava l’Inquisizione reale e i mondi paralleli in un grande vortice. Ma se avete dubbi sul rigore storico magari spulciate il recente saggio di Andrea Del Col uscito da Mondatori (1). Contrariamente però al vero Eymerich e a quello verosimile Valerio Evangelisti sembra disinteressarsi alla deità. Anzi, in quest’ultimo romanzo racconta, quasi con piacere, l’impresa compiuta nel febbraio 1915 da Alvaro Obregón: il sequestro di 160 sacerdoti a Città del Messico con la richiesta al vicario di un riscatto (500 mila dollari americani)«da distribuire fra i poveri della capitale». Violenza? Come è la realtà. Di ieri e di oggi. Mentre fra Usa e Messico si alza un muro sempre più alto e si armano, con il beneplacito del giovane Bush, pattuglie di bianchi ansiosi leggete questo dialogo de Il collare spezzato. Uno yankee preoccupato («continuano ad arrivarne») dice: «Bisognerebbe costruire una specie di muro per tenerli fuori» e l’altro gringo spiega: «Un muro c’è già ed è fatto di ossa. Tutto il Rio Grande è già adesso un ossario di messicani. C’è solo da continuare il lavoro». E il lavoro infatti continua.
Falsario confesso, Evangelisti spiega – nei titoli di coda, cioè nella nota bibliografica – che il quadro storico è rigorosamente indagato, che «i quattro quinti dei personaggi sono reali ma la loro biografia è in parte immaginaria». Importa sapere se corrispondono al vero le singole azioni dei Porfirio Díaz, degli Huerta, dei Francisco Madero, degli Obregón, del diabolico Villavicencio, di Teresa Urrea (la santa di Cabora), dei già leggendari per conto loro (ma qui solo sullo sfondo) Benito Juárez e Massimiliano D’Austria? Ci dice il romanzo e ribadisce la nota bibliografica finale che un’operaia traditrice per errore diventa una eroina («a lei in Messico sono dedicate vie e scuole»): il lettore non stenterà a crederci visto a chi in Italia si dedicano piazze, musei e vie. Dove ancora, 60 anni dopo, qua e là abbiamo aquile e fasci littori in edifici pubblici. Ma nel leggere è il ritmo che ci prende non il puntiglio storico; è l’intreccio che non dimenticheremo. Come le pagine tragicomiche in cui un Alvaro Obregón ancora ragazzo rade il governare dello Stato e prepara il momento migliore – che non verrà - per tagliargli la gola.
Al di là della storia con la s maiuscola – importante e in questo caso di nuovo attuale – ancora un volta quel che conquista nei romanzi e nei racconti di Evangelisti sono le storie scritte con l’iniziale minuscola. E sia dunque un pochino maledetto lui (o l’editore?) che ha voluto solo due volumi per raccontarci, a suo modo, questo Messico che continua a lottare contro quel collare.


(1) Andrea Del Col, L'Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo, Oscar Mondadori, 2006, pp. 970, € 15, 80.

20.1.07

Su PULP Domenico Gallo recensisce IL COLLARE SPEZZATO



(Da Pulp n. 65, gennaio-febbraio 2007. Nella foto a sinistra, la sindacalista Esther Torres dopo l'arresto: una delle protagoniste de Il collare spezzato.)

Seguito ideale de II collare di fuoco, pubblicato lo scorso anno, II collare spezzato è un romanzo indipendente e che coinvolge altri personaggi, ma che riprende il percorso storico interrotto dal primo libro, costituendo così un affresco di storia messicana che inizia nel 1859 e giunge alla fine degli anni Venti. Attraverso il punto di vista di una miriade di personaggi, rivolte e guerre accompagnano il popolo messicano fino alle lotte sociali dei giorni nostri.
Già nel primo romanzo era stato chiaramente definito il ruolo e l'influenza che gli Stati Uniti hanno esercitato sul paese confinante, determinandone la subalternità in coerenza con le strategie di controllo diretto e indiretto dell'intero continente americano.
Una caratteristica della scrittura di Valerio Evangelisti è quella di scegliere personaggi che assistono allo svilupparsi della Storia senza esserne i protagonisti principali. Povera gente, sbandati, strani personaggi, il protagonista dei romanzi americani di Evangelisti è il popolo, una massa semplice e ignorante, ma assolutamente cosciente dei propri diritti e spinta dalle necessità materiali, costretta ad aspirare al progresso sociale.
Seguendo la tradizione di Emilio Salgari, Evangelisti scrive un romanzo d'avventure che è, però, rigoroso nella ricerca storia, sfugge, anzi, rifugge i facili eroismi per ricostruire il clima politico e sociale, la miseria e gli ideali delle masse popolari d'America. Si tratta di una letteratura avventurosa che offre una lettura piacevole, ma che non nasconde l'intento didascalico e la volontà di denuncia di contrapposizioni sociali che oggi si vuole assolutamente dimenticare, fingere che non siano mai esistite. Convinto oppositore del Pensiero Unico, Evangelisti racconta le altre storie, le esistenze e le speranze degli sconfitti, l'estremo coraggio di chi non è indietreggiato di fronte all'arroganza e alla forza di polizie ed eserciti regolari, anche a costo di sacrifici estremi.
Eppure, nonostante la radicale riscrittura della storia, la propaganda, l'affinarsi della repressione, come ne II collare spezzato, in ogni parte della Terra si riaccendono le lotte per la dignità e la giustizia sociale.

15.1.07

Il film di Mariano Equizzi RACHE - GENESI è on line



Cliccando qui è ora possibile vedere il mediometraggio di Mariano Equizzi RACHE-GENESI, tratto dal racconto di Valerio Evangelisti O Gorica tu sei maledetta. La durata è di cinquanta minuti circa.
Si tratta di una versione sottotitolata in inglese, differente da tutte quelle mostrate finora (per la prima volta al festival della fantascienza di Trieste, tre anni fa). Il mediometraggio ha ricevuto un importante premio in Giappone.
L'aggiunta di "Genesi" al titolo originale, "RACHE", si deve al fatto che la versione iniziale sta per divenire un lungometraggio vero e proprio, con un team internazionale di produttori.
Altre trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Evangelisti sono in corso. Quella in fase più avanzata è di produzione franco-ispano-americana. Dovrebbe ispirarsi al romanzo Nicolas Eymerich, inquisitore, e al fumetto che ne è stato tratto dal disegnatore francese David Sala e dallo sceneggiatore argentino Jorge Zeltner. Tuttavia si è ancora ai primi accordi, e altre ipotesi sono possibili.
Quello di Mariano Equizzi è il primo tentativo di portare un lavoro di Evangelisti sul grande schermo. RACHE-GENESI, oltre che al racconto citato, si ispira ad alcuni capitoli del romanzo Le catene di Eymerich.
Evangelisti sta narrando, a puntate, il suo difficile rapporto con cinema e tv sul mensile Nocturno.

14.1.07

Per La Repubblica XL IL COLLARE SPEZZATO tra i migliori romanzi del 2006



Nella foto a destra, anarchici armati a Tijuana nel 1911: uno degli episodi meno noti della rivoluzione messicana, oggetto di alcuni capitoli de Il collare spezzato.)

La Repubblica XL di gennaio 2007 colloca Il collare spezzato, di Valerio Evangelisti, al nono posto tra i dieci migliori romanzi, italiani e stranieri, pubblicati in Italia nel 2006.
Questo il commento: "Il rivoluzionario Zapata in copertina e il Messico nel cuore: il papà dell'inquisitore Eymerich continua a darci lezioni di storia. Ma stavolta è storia latinoamericana, con il ritmo dell'avventura".

Per presentare e "festeggiare" il romanzo, a Bologna un evento speciale (in quanto raramente Valerio Evangelisti fa apparizioni in pubblico). Questo il comunicato di Anna, Nicoletta e Orsola, titolari della libreria Trame:

"Venerdì 19 gennaio 2007 alla libreria Trame in via Goito 3/c apertura serale dalle 22 alle 25, per un evento parallelo al Future Film Festival.
Alle 23 presentazione dell'ultimo romanzo di Valerio Evangelisti Il collare spezzato (2006, Mondadori Strade Blu).
Emidio Clementi leggerà alcuni brani tratti dal libro.
Ospiti a sorpresa ne parleranno con l'autore.
Brindisi di mezzanotte e successivo trasferimento al circolo Arci La Grada per le danze del venerdì.
Trasporto non incluso.
Vi aspettiamo numerosi."

Il collare spezzato è di prossima uscita in Francia per l'editrice Métailié, dopo Il collare di fuoco, che Serge Quadruppani sta traducendo.
E' intanto stato pubblicato, nei giorni scorsi, Cherudek in rumeno (ed. Alffa, trad. di Radu Gadei). Di imminente pubblicazione in Francia Noi saremo tutto (ed. Rivages, trad. di Serge Quadruppani), Il castello di Eymerich (ed. Rivages, trad. di Sophie Bajard) e, in Russia, i tre volumi di Magus.
Daremo via via comunicazione di queste novità editoriali.

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