16.8.06

Dal 2 settembre in libreria: PICATRIX, LA SCALA PER L'INFERNO


Dal 2 settembre 2006 sarà in distribuzione nelle librerie, nella Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, il romanzo di Valerio Evangelisti Picatrix, la scala per l'inferno.
E' uno dei romanzi di Evangelisti più attesi. Apparso su Urania nel 1998, fu ripubblicato solo nell'antologia I sentieri perduti di Eymerich (2000), e ne I Classici di Urania n. 307, 2002.
Dal romanzo fu tratto lo sceneggiato radiofonico di Radio Rai Due La scala per l'inferno (1998), scritto dallo stesso Evangelisti.
Nel ciclo di Eymerich, Picatrix è un tassello fondamentale, poiché vede il primo incontro tra l'inquisitore e Myriam, incontrata nuovamene nel popolare romanzo Il castello di Eymerich (2001).
Riportiamo il testo della quarta di copertina dell'edizione Classici di Urania:

"Saragozza 1362: è stato profetizzato che il regno dei cristiani finirà "tra teste di cani e alberi di sangue". A Nicolas Eymerich, inquisitore, l'incarico di scoprire cosa si nasconda dietro quell'orrenda similitudine.
In un futuro a noi vicino, a La Palma, due sconosciuti prelevano il professor Frullifer per accompagnarlo in una clinica molto particolare. Durante la cerimonia del Sinfoniano, i pazienti si mettono ad abbaiare come cani e smettono solo quando l'effigie del Diavolo viene arsa sul rogo. Cosa unisce questi due misteri attraverso il tempo?"

6.8.06

Goffredo Fofi su Manchette e su DISTRUGGERE ALPHAVILLE

C'ERA UNA VOLTA IL NOIR

di Goffredo Fofi (da Internazionale 652, 27 luglio 2006)


Due libri speculari. Il primo (Jean Patrick Manchette, Le ombre inquiete, Cargo, 2006, n.d.r.) raccoglie gli scritti per Polar e altre riviste del grande "noirista" Manchette tra il 1976 e il 1987, più altri postumi raccolti dai curatori Headline e Guérif: una fresca cascata di osservazioni, suggerimenti, commenti sul "giallo" e "noir" americano e francese, con splendide pagine sugli autori più amati, da Jim Thompson a David Goodis.
Dice del suo lavoro: "Continuiamo nel nostro artigianato, anche se siamo braccati dal mercato, dalla critica e da duemila anni di cultura. Si può morirne o restarne menomati. Si può anche impazzire, è più moderno. La mia prognosi è sfavorevole".
Evangelisti, inventore di Eymerich e attraversatore dei generi e di Storia, cita Manchette: "Il noir era la migliore chiave interpretativa di una società a sua volta anneritasi, in cui crimine e potere si erano fusi". È stata questa la grandezza del noir: la sua necessità politica e morale di raccontare una società sempre più toccata dal crimine. Se Manchette limitava le sue cronache al genere, Evangelisti vola, parla di fatti, società e libri con una durezza confortante. Sembra stanco, un po' come il noir, ma supplisce all'invenzione con l'intelligenza.

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