28.6.06

Giuseppe Montesano su DISTRUGGERE ALPHAVILLE

(Da L'Unità del 26 giugno 2006)


Distruggere Alphaville è un libro bello e sorprendente, capace di passare dall'analisi del capitale variabile in Marx ai rapporti tra Fantomas e l'anarchismo, di immergersi nella vicenda di Cesare Battisti e di scoprire il nucleo di resistenza contenuto in Salgari, di criticare la corsa cieca e modaiola al giallo-noir in Italia e di reinterpretare da scrittore la cronaca del caso Ludwig. Se ne dovrebbe discutere a lungo, di Distruggere Alphaville come dei precedenti Alla periferia di Alphaville e Sotto gli occhi di tutti, ma c'è spazio in queste "Mappe" solo per dire: leggetelo, trovatevi in accordo o in disaccordo, ma leggetelo.

[Per dovere di completezza, segnaliamo che un commento del tutto diverso, a firma Andrea Cortellessa, è apparso su La Stampa-Tuttolibri del 24 giugno 2006. L'autore, nell'assemblare citazioni in modo da far dire a Evangelisti il contrario di ciò che ha scritto, lo insulta personalmente chiamandolo "capofila dell'immondizia". Il dottor Cortellessa non pare avere molta dimestichezza con le maniere fini. Meno ancora con il senso dell'ironia.]

22.6.06

Presentato a Padova LA SALA DEI GIGANTI


Il 20 giugno è stata presentata, presso l'università di Padova, la Guida dello Studente 2006-07. Alla pubblicazione è allegato uno speciale Oscar Mondadori di 76 pagine, tirato in 270.000 copie, contenente un'avventura inedita di Nicolas Eymerich, intitolata La Sala dei Giganti.
Alla presentazione, che si è tenuta nella grande Aula Nievo del Bo, hanno preso parte il magnifico rettore Vincenzo Milanesi, il direttore dell'Esu Alberto Scuttari e lo stesso Valerio Evangelisti, autore del racconto.
La Sala dei Giganti fa parte dell'ateneo di Padova ed è decorata con affreschi cinquecenteschi. Nel 1300, però, si chiamava "Sala degli uomini illustri", e conteneva pitture ispirate da Francesco Petrarca.
Da queste circostanze storiche ha tratto ispirazione Evangelisti per concepire una trama in cui l'inquisitore Eymerich, giunto a Padova, si scontra col Petrarca, canonico presso i francescani. Sullo sfondo, un intreccio temporale che ha a che fare col cosiddetto "scontro di civiltà", con bizzarre teorie scientifiche e con un inquietante testo di magia, il Kyrani Kyranides.
Il volumetto con La Sala dei Giganti non è in commercio, ma, con la Guida dello Studente, è in distribuzione gratuita presso molti istituti scolastici di tutta Italia.

2.6.06

In libreria DISTRUGGERE ALPHAVILLE


E' in distribuzione nelle librerie, in questi giorni, Distruggere Alphaville, terza raccolta di saggi di Valerio Evangelisti dopo i precedenti Alla periferia di Alphaville. Interventi sulla paraletteratura e Sotto gli occhi di tutti: ritorno ad Alphaville. L'editore è, ancora una volta, L'Ancora del Mediterraneo.
Ecco una sintesi della quarta di copertina:

"La battaglia è vinta: la narrativa di genere in Italia ha vinto e stravinto e, proprio per questo, bisogna cominciare a preoccuparsi (...).
E questo è solo l'inizio: Valerio Evangelisti, il magister, "padre" di Eymerich e Pantera, lo scrittore tra i più amati e tradotti all'estero, si misura in maniera definitiva non più con la letteratura di genere, ma con quella di massa e di consumo, evidenziandone le involuzioni e le cadute. Sì a Salgari, Fantomas e Lupin; ottimi gli Hammett e la fantascienza attuale (meglio se straniera); bene il giallo; forte la partecipazione con Cesare Battisti; ma ecco arrivare "la forza del niente" della Fallaci, la lettera aperta a Crichton, fino agli esilaranti dialoghi tra Eymerich, l'inquisitore domenicano protagonista dei suoi romanzi, Dan Brown e Palahniuk..."

Pp. 300, € 14,00.

A RIVISTA ANARCHICA su IL COLLARE DI FUOCO


Sul n. 317, maggio 2006, di A Rivista Anarchica è apparso un intervento di Alberto Prunetti intitolato La valigia delle storie, sull'arte del narrare e sui rapporti tra letteratura e storiografia. Un lungo passaggio è dedicato al romanzo di Valerio Evangelisti Il collare di fuoco. Lo riportiamo, avvertendo che l'articolo completo può essere letto nel sito della rivista.

"Torno solo adesso al libro di Evangelisti, da dove volevo partire. Di Evangelisti già mi aveva sorpreso la capacità di coniugare la precisione dell'affresco storico con la tensione narrativa e il colpo di scena. Non dico niente di nuovo: molti lodano Evangelisti per le sue capacità narrative. Ma io vorrei che per un attimo si pensasse alla capacità di Evangelisti di condurre un lavoro di indagine storica. Perché a me Il collare di fuoco sembra proprio questo, un libro di storia. Certo, i perticoni dell'accademia rimarranno inorriditi. Ma come? Un libro di storia con passi truculenti, riferimenti sessuali, descrizioni meticolose di campi di battaglia ricoperti di sangue… Beh, si tengano i loro libri, scritti per vincere una cattedra o un concorso. Io invece ammiro chi della vita fornisce le rappresentazioni più fisiologiche. Del resto, raccontare storie non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. Raccontare è un atto di violenza.

Violenza perché raccontare storie è in parte rubarle, è strapparle al loro contesto. Raccontare storie può servire a soffiare sul fuoco. Può servire a trovare nuovi complici. Può servire a interrogarsi sul presente. Può servire a trovare altre storie ancora. Spesso la gente chiede a chi scrive le storie: “ma dove hai trovato questa storia? In quale archivio posso andare a trovare storie come queste?” In realtà, le storie si trovano spesso per sbaglio. Non so dove Evangelisti abbia trovato le storie che racconta. Ho il sospetto che sia lui stesso un viaggiatore e un lettore instancabile. Viaggiare serve anche a trovare delle storie. Si cerca una cosa, e si finisce per trovare qualcos'altro, una storia inaudita e sorprendente. Per trovare le storie da raccontare, bisogna avere una propria storia da vivere. Allora le storie ci verranno incontro da sole. Dopo ogni viaggio, tornare a casa con una valigia piena zeppa di storie."

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