21.8.05

Evangelisti su Rolling Stone


Dal numero 25, del settembre 2005 (ma già in edicola), Valerio Evangelisti inizia la sua collaborazione con l'edizione italiana del prestigioso mensile Rolling Stone, dedicato alla musica ma non solo.
La rubrica di Evangelisti si intitola Metal Classics, ed è dedicata agli album che hanno fatto la storia dell'heavy metal. Il primo intervento riguarda l'album Chaos A.D. (1993), della band brasiliana dei Sepultura.
Appassionato da sempre di hard rock, Evangelisti è passato dal punk al metallo, che considera suo erede attravaerso la transizione operata dai Motorhead. Del Metal che ama mette in rilievo la continuità col punk attraverso i contenuti ribellistici di alcune band, come appunto i Sepultura, e la funzionalità dei famosi "tre accordi" del punk per sonorità di tipo "gotico" estremamente suggestive.
All'heavy metal Evangelisti ha dedicato un'antologia di racconti molto nota, Metallo urlante, mentre al suo gruppo punk preferito, i Black Flag, ha consacrato il romanzo omonimo.
Il prossimo numero di Rolling Stone ospiterà, nella rubrica Metal Classics, un intervento di Evangelisti sul gruppo texano dei Pantera.

5.8.05

Loredana Lipperini su CHERUDEK edito da La Repubblica



EYMERICH L'INQUISITORE
di Loredana Lipperini (da La Repubblica del 4 agosto 2005)

«Scelsi il personaggio di Eymerich perché mi piaceva il nome, dal suono tagliente come una coltellata. Solo dopo indagai sul personaggio». Fin qui l´autore, Valerio Evangelisti. Ma a chi non conoscesse ancora Nicolas Eymerich e prima di avvicinare Cherudek (in edicola oggi con il giornale) che è la sua avventura più bella, servirà sapere, nell´ordine: che è un inquisitore domenicano realmente esistito, nato a Gerona (Catalogna) nel 1320 e morto nel 1399. Che è il protagonista di otto romanzi di Evangelisti, amati fino al culto da schiere di lettori italiani e francesi. Che è diventato, negli anni, anche fumetto, gioco di ruolo, vino (prodotto in provincia di Piacenza).
Che, infine, è una delle creazioni più potenti della nostra narrativa recente: perché Eymerich l´Inquisitore è il Male assoluto, è idealista assassino e perfido attizzatore di roghi.
Ma mai meschino, mai incoerente: e per questo amato, a dispetto della ferocia di cui dà prova nella certezza di essere la spada di Dio, e di dover annientare libri, idee, esseri umani, nel suo nome.
In poche parole: il magister Nicolas non è un personaggio di bassa lega, ma una creatura letteraria complessa. Come sostiene Evangelisti, «anche se ciò che Eymerich finisce col compiere è senz´altro il male, tuttavia ha un´oscura consapevolezza che ciò che fa è sbagliato; solo la cieca fiducia in una legge che gli è dettata dall´esterno gli consente di superare le remore morali. In sintesi, ciò che io voglio è rendere chiare le ragioni logiche di un crimine, adottando il punto di vista del criminale, ed evidenziando le motivazioni che dà a se stesso». Dunque, Nicolas Eymerich è una metafora impeccabile dei meccanismi del potere. Ma il potere mortale che rappresenta non è innocuo in quanto lontano nei secoli: pur accuratissimi nella ricostruzione storica, i romanzi di cui è protagonista mettono a confronto il crudele domenicano con avvenimenti misteriosi che quasi sempre aprono una o più dimensioni temporali parallele. Il che, di fatto, permette al lettore di capire che si sta parlando del presente.
Cherudek è l´esempio perfetto del meccanismo adottato nell´intero ciclo: qui Eymerich è chiamato ad occuparsi di uno strano esercito di morti che rischia di compromettere la fine della guerra dei Cent´anni. A guidarli, e ad evocarli, sembrano essere eretici di natura assai singolare, che intendono uccidere l´Inquisitore ed eliminare con lui la pia predicatrice Brigida di Svezia. Chiave della vicenda, tre enormi e misteriose campane legate ai Templari. Contemporaneamente: in una cittadina apparentemente dei nostri giorni, oppressa dalla nebbia, solcata da insetti sanguinanti, abitata da uomini e donne che sembrano privi di ogni scintilla vitale (ma vantano una biblioteca teologica fornitissima e soprattutto, in una chiesa dedicata all´enigmatico San Malvasio, tre campane prive di batacchio) giungono tre gesuiti, tre misteriose fanciulle gemelle (ma di razze diverse), una bambina. Contemporaneamente: in un´altra dimensione temporale, che forse è un tempo zero, forse è un non - tempo, forse è addirittura il Purgatorio spiegato con la fisica quantistica, una coscienza sofferente attraversa le due storie e le collega, dando ad entrambe la dimensione del sogno. I tre religiosi che indagano nella cittadina, decifrando mappe ed enigmi, sanno infatti che le anime di abitanti e visitatori sono incatenate nel passato. Ma quale? E cosa è il Cherudek se non un incubo imposto a se stesso e agli altri dallo stesso Eymerich?
Altrove, questo e gli altri romanzi del ciclo sono stati giustamente avvicinati a grandi classici come Lovecraft e Poe. Ma dal momento che l´Italia è, letterariamente parlando, un ben strano paese, ad Eymerich tocca la sorte di personaggio di genere, e ad Evangelisti (vendutissimo, oltre che amato: il che, nel rancoroso micromondo culturale che tuona contro il «realismo thrillerista», è nota di discredito) quella di autore di fantascienza. Sia: ma una fantascienza che conferisce al passato e al futuro ipotetico la stessa caratteristica di mondo alieno in grado di rispecchiare le inquietudini del nostro presente. E con un intento preciso: perché Evangelisti ha sempre sostenuto che la narrativa fantastica «con la sua natura di sogno consapevole, da cui si entra e si esce a volontà, costituisca un buon addestramento a evadere dai sogni imposti ed eterodiretti». La morale? L´inquisitore Eymerich è personaggio fortemente e totalmente politico, in grado di conferire alla letteratura dell´immaginario, marchiata come prodotto di consumo, un segno antagonista raro in molta produzione mainstream.

3.8.05

Da giovedì 4 agosto CHERUDEK in vendita con La Repubblica



Dal 4 agosto, per una settimana, il romanzo di Valerio Evangelisti Cherudek - forse il più noto del ciclo dell'inquisitore Eymerich - sarà in vendita col quotidiano La Repubblica. Questa la scheda di presentazione di Emanuele Coen apparsa sul supplemento Il Venerdì di Repubblica, intitolata Il viaggio dell'inquisitore nei segreti dell'antimondo:
"Durante la guerra dei Cent'anni, nel 1360, un'armata che sembra uscita dai sepolcri, terribile e spietata, fa scempio di diplomatici inglesi. E mette a repentaglio la firma del trattato di pace tra Francia e Inghilterra. Quando si diffonde la notizia che questi guerrieri sanguinari inneggiano a Gog, colui che secondo l'Apocalisse guiderà le armate dell'Anticristo, Papa Innocenzo VI invia il migliore dei suoi discepoli: Nicolas Eymerich da Gerona, inquisitore generale del regno d'Aragona. L'indagine lo porterà a confrontarsi con il mistero del Cherudek, 'antimondo' dove gli incubi diventano realtà. Cherudek, in edicola giovedì prossimo, è tra i romanzi di maggior successo di Valerio Evangelisti. Lo scrittore bolognese, 53 anni, narra le avventure di un antieroe inquietante, protagonista di una saga a metà tra fantascienza e noir, guidato da fede e intelletto, alle prese con un universo di nebbia, popolato da personaggi dall'identità incerta e regolato da leggi diaboliche e misteriose."

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