24.2.05

IL MATTINO di Napoli su NOI SAREMO TUTTO

LA FACCIA VIOLENTA DELL'AMERICA
di Felice Piemontese



In un’epoca di prodotti omogeneizzati, dominata fino all'ossessione dalle esigenze del mercato, rischia di apparire un «caso» letterario il romanzo di Valerio Evangelisti, Noi saremo tutto (Mondadori, pagg. 430, euro 15,50). Per i temi trattati, per la lunghezza, per la sua (apparente) inattualità. Nessuna sorpresa, del resto. Evangelisti, poco più che cinquantenne, ha una storia letteraria decisamente atipica, essendosi mosso finora, prevalentemente, in un ambito assai poco consideralo, in Italia, quale è quello della letteratura fantastica. Autore di culto per alcune fasce di lettori, dunque, e ignorato da altre, è tradotto moltissimo all'estero, e amato molto in Francia.
Con qualche sconcerto, e magari diffidenza, il lettore vedrà dunque che il romanzo di Evangelisti è ambientato tra scaricatori di porto e sindacalisti più o meno corrotti, negli Stati Uniti, in un arco di tempo assai lungo e in molti luoghi, anche se la città di Seattle è punto di partenza e punto d'arrivo della narrazione, che comincia con i moti operai dell'immediato dopoguerra (prima guerra mondiale) e finisce con le proteste no global del 1999.
Tutto ruota intorno a un personaggio di fantasia, Eddie Florio, che si muove però in un contesto realistico e ampiamente documentario. Origini calabresi, padre anarchico o socialista rivoluzionario, due fratelli comunisti, Eddie sembra avviato a ripercorrere lo stesso itinerario. A poco a poco diventa invece uno dei personaggi più completamente e irrimediabilmente negativi che la narrativa abbia mai proposto: assassino, traditore, spia, prosseneta, pervertito sessuale, corrotto, spergiuro, sempre pronto insomma a ogni bassezza purché gli si diano soldi, potere e la possibilità di sfogare i suoi istinti sadici e perversi. Prima a San Francisco poi a New York la sua ascesa sembra irresistibile, e lo porta a stretto contatto con i mafiosi dell'Anonima Assassini. Questi ultimi, ma anche gli organismi federali, se ne serviranno con la spregiudicatezza del caso fino a quando sarà utile, per poi abbandonarlo al suo destino quando la fase storica di cui è stato a suo modo protagonista non si sarà conclusa.
Non molti sapranno che il comunismo ha goduto in America, per molti anni (tra le due guerre mondiali, e ancora negli anni Cinquanta, fino al maccartismo) di un notevole seguito sia negli ambienti intellettuali e artistici, che in alcune categorie di lavoratori. Tra i portuali, ad esempio, tra i quali si combattè dunque, per conquistare l'egemonia, una battaglia senza esclusione di colpi tra i gruppi influenzati appunto dalle parole d'ordine dell'estrema sinistra e il gangsterismo sindacale diretta espressione di Cosa nostra. Personaggi veri, per la maggior parte, e di fantasia, affollano dunque queste pagine, componendo un quadro d'insieme complesso (in qualche punto con qualche pesantezza di troppo) e drammatico, nel quale destini individuali e collettivi si giocano in scontri di piazza, scioperi, sparatorie, accoltellamenti, ricatti, manovre del potere.
Un quadro nero, nerissimo, nel quale non c'è posto nemmeno per quegli squarci di luce, o di pittoresco, che si ritrovano in film leggendari come Fronte del porto e II padrino. Un libro coraggioso e controcorrente, che non esita ad appropriarsi anche di alcuni stereotipi del feuilleton sociale per piegarli però a un punto di vista del tutto moderno, per uno sguardo ferocemente critico a una realtà, quella americana, che tutti crediamo di conoscere solo perché la sua industria culturale invade ogni giorno le nostre case.

23.2.05

Bresciaoggi su NOI SAREMO TUTTO

DEMONI VESTITI DA GANGSTER CAPACI DI OGNI DELITTO

di Candida Curzi



Ora che il fantasy impazza, Valerio Evangelisti, già autore della fortunata saga di Nicolas Eymerich, in Noi saremo tutto (Mondadori, pp. 430, euro 15,50) abbandona profezie e stregonerie per far indossare ai suoi demoni abiti grigi e cappelli a falde larghe e dalla scenografia di inestricabili foreste si passa alle città portuali degli Stati Uniti, dove, nel trentennio a cavallo della seconda guerra mondiale, la Cosa Nostra americana, allora meglio nota come Anonima Assassini, si faceva le ossa e intrecciava un saldo rapporto con i potentati economici e politici. Eddie Florio, il gangster italoamericano di cui Evangelisti ci narra le vicende, è un cinico capace di ogni tradimento, di ogni delitto, pur di farsi largo sui moli di Seattle, San Francisco, New York, dove la mafia e gli attivisti comunisti si contendevano l'egemonia del movimento sindacale; incapace di alcuna relazione amicale o affettiva, è un pervertito che si procura piacere sessuale solo torturando le sue donne, prostitute, mogli, amanti o la nipote ancora bambina. Un animale feroce, ma astuto e caparbio, che nuota in una società violenta.
Un Eddie Florio esistette veramente, fu, nella realtà come nel romanzo, un sindacalista dell'Ila a Hoboken, arrestato ed imprigionato a seguito dell'inchiesta della commissione Spruille Braden nel 1953. Autentici sono i suoi capi, Albert Anastasia, Costello e Vito Genovese, così come il grande sciopero di San Francisco del 1934, il sen. Joseph McCarthy e le vittime del maccartismo, il sen. Vito Marcantonio, alcuni degli omicidi che nel romanzo costellano la carriera di Eddie Florio. E reali sono stati i violenti scontri tra polizia e dimostranti no global, a Seattle nel 1999, che chiudono, amaramente come si era aperta, la storia di Eddie Florio.
Amplissima la bibliografia da cui Evangelisti ha tratto la conoscenza dei personaggi e degli accadimenti. Noi saremo tutto ha la forza di un grande romanzo, duro, brutale, privo di quell'alone di romanticismo che venava il Godfather di Coppola, piuttosto quasi un sequel letterario delle Gangs of New York di Scorsese.

3.2.05

Filippo La Porta su IL CORPO E IL SANGUE DI EYMERICH

EYMERICH, INQUISITORE DELLA REALTA' IMPURA

di Filippo La Porta (da Avvenimenti, 28 gennaio 2005)


Eretici di tutto il mondo tremate: è tornato Eymerich! Si ristampa ora nella "Piccola biblioteca" Mondadori Il corpo e il sangue di Eymerich di Valerio Evangelisti, (272 pagine, 8,41 euro), secondo romanzo della saga dell'inquisitore dell'Aragona, uno dei pochi personaggi memorabili creati dalla nostra cultura negli ultimi decenni, degno di figurare accanto a Dylan Dog. Partiamo dalla fine: «L'oscurità, la decomposizione e la Morte Rossa regnarono indisturbate su tutto». La visione che presiede al romanzo è livida e apocalittica, ispirata a Bosch e a Bruegel, incapace di contemplare una qualsiasi salvezza. Eppure l'apocalisse di Evangelisti è anche affascinante, carnevalesca, brulicante di vita e di morte (proprio quella scena finale si svolge dentro una festa di carnevale). Attraverso di essa riscopriamo che la Storia umana è il racconto di un idiota pieno di strepito e furore. Però ci appassioniamo ogni volta a questo racconto.
La trama si svolge, come in un romanzo cyberpunk, su due piani temporali distinti, tra il passato recente e un Medioevo che a tratti evoca Brancaleone (tutto quel sangue è a un passo dal comico). Due narrazioni parallele, orchestrate con abilità virtuosistica e tenute insieme dall'orrore (ma anche da una riflessione sul potere); all'inizio ci troviamo dentro una riunione del Ku Klux Klan ad Atlanta -anno 1952 - in cui un biologo nazistoide dagli occhi chiari intende eliminare i neri attraverso il contagio di una malattia mortale che fa esplodere le vene (e si finisce a Cuba e in prossimità dell'assassinio di Kennedy). Poi con un salto brusco veniamo catapultati invece nel XIV secolo: il padre Arnaud de Sancy, priore domenicano, chiama Eymerich per debellare una setta di eretici sanguinosi (i masc), ma anche per far diventare duca di Borgogna il governatore di Castres, in un complicato gioco di interessi dinastici.
La prosa di Evangelisti è funzionale, veloce, con alcune accensioni figurative, come quando per attraversare una piazza rovente d'estate un tale somiglia «a una goccia di caffè che scivola su un piatto bianco». E poi l'autore, evitando l'erudizione pretenziosa alla Eco, ci offre sempre una informazione puntuale su epoche e costumi. In una notevole pagina di "sociologia della religione" si dimostra come la borghesia non condividesse la dottrina catara perché troppo rozza e ascetica (adatta a poveri ed artigiani) e optasse per teorie gnostiche più complicate (che predicavano licenza dei costumi e atti di perversione, ovvero quelle cose che i borghesi invidiavano nei nobili). Il magnetismo del libro sembra emanare specialmente da tutti i dialoghi in cui è presente Eymerich, figura dai lineamenti "scarni e severi" e dal piglio sempre autorevole. L'inquisitore incute timore ai suoi interlocutori, ma anche, oscuramente e "dostoevskianamente", dà loro un senso di protezione. In fondo come giurista è perfino dotato di equilibrio (dovrà redigere un manuale dell'Inquisizione che tra l'altro limita gli arbitri). Nonostante ciò, e proprio in virtù della sua certezza assoluta di incarnare il bene, appare votato a una lotta senza tregua contro ogni eretico.
Evangelisti ci ricorda, attraverso i suoi romanzi che i guai nascono tutti dalla volontà "etica" di purificare il mondo, di emendare l'umanità corrotta, di estirpare una volta per sempre il peccato. Giusto proporsi di combattere il male. Ma solo se accettiamo la natura costitutivamente impura della realtà e l'ambiguità delle nostre stesse pulsioni, potremo farlo senza fanatismo.


1.2.05

Intervista su NOI SAREMO TUTTO a "Tutti i colori del giallo"



Sabato 29 gennaio è andata in onda, nella trasmissione di Radio Rai 2 Tutti i colori del giallo, curata e condotta da Luca Crovi (cui è riferita la caricatura che presentiamo), un'intervista a Valerio Evangelisti sul suo romanzo Noi saremo tutto.
Per tutta la corrente settimana l'intervista potrà essere ascoltata in streaming sul sito della trasmissione. Basta cliccare qui, poi scegliere la data del 29 gennaio.
Evangelisti è convinto che, grazie anche all'intelligenza delle domande, si tratti della migliore intervista da lui rilasciata sul suo romanzo.
Un'altra intervista a Evangelisti, questa volta in lingua francese, è stata registrata da Luca Crovi per la versione del suo programma destinata a alle trasmissioni Rai in lingua estera.
Di Luca Crovi, scrittore e storico della narrativa noir e poliziesca, va segnalata la sceneggiatura della riduzione a fumetti di Arrivederci, amore, ciao, il capolavoro di Massimo Carlotto. E' stata di recente pubblicata dalle Edizioni BD. I disegni sono di Andrea Mutti e Angelo Bussacchini.



In distribuzione il CD PICATRIX-QUAESTIO PRIMA


E' stato finalmente pubblicato e distribuito il CD Picatrix-Quaestio prima, del compositore Luigi Seviroli. Si compone di cinque brani: Quaestio prima, Zohar et Metatron, Lemegeton, The Inquisitor, The Hell.
I primi tre minuti di ogni brano possono essere ascoltati sul sito dell'editore del CD, Juggernath.
Come si nota dai titoli, Luigi Seviroli ha tratto ispirazione da due noti romanzi di Valerio Evangelisti, Picatrix, la scala per l'inferno e Il castello di Eymerich.
Nel libretto è riportato questo breve commento di Evangelisti:
"Del mio romanzo da cui è tratto, l'album coglie e sintetizza le parti più recondite, le sfumature, gli ambienti. Ha dunque la stessa corposità del libro e, al tempo stesso, risulta più sottile e insinuante. Quasi invidio i musicisti, capaci di tale magia."
Per completare il panorama musicale, segnaliamo che in dicembre è andato in scena al Goethe Institut di Roma Tanit is back, dramma musicale di Fabrizio Festa ispirato a Il mistero dell'inquisitore Eymerich, su libretto di Marcello Fois. In novembre era stato rappresentato a Bilbao, nel corso del XXIV Festival BBK.


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