LE LIVRE DE POCHE pubblica il 19 aprile il secondo tomo di Tutto Eymerich. La recensione di TELERAMA

by Eymerich 4. aprile 2017 04:12

Tre ragioni per rileggere la saga dei “Nicolas Eymerich, inquisitore”, di Valerio Evangelisti

di Hubert Prolongeau (da Télérama, 14/12/2016)

Nicolas Eymerich è esistito sul serio. Questo inquisitore del regno d’Aragona del Medioevo è diventato il protagonista di dieci romanzi di successo scritti dall’italiano Valerio Evangelisti, miscele brillanti di storia e fantasy. Riappaiono in tascabile in due volumi, in gennaio e aprile.

Capolavoro del romanzo popolare moderno, la saga dei “Nicolas Eymerich” di Valerio Evangelisti, che fonde romanzo storico e fantasy, era dispersa in Francia tra diversi editori. Ed eccone, in due volumi, presso le edizioni Le Livre de Poche, la prima versione integrale. Perché bisogna precipitarsi a comprarla?

1. Perché Valerio Evangelisti ha rilanciato il romanzo popolare italiano.

Nicolas Eymerich è esistito. Fu inquisitore del regno d’Aragona per più di cinquant’anni, nel XIV secolo, e scrisse un celebre Manuale degli inquisitori. Ed è come personaggio storico che Valerio Evangelisti ha inizialmente incontrato questo feroce difensore della cristianità. Nato nel 1952, il futuro romanziere, ancora studente, si dà allo studio della storia e pubblica numerosi saggi sul Partito socialista rivoluzionario e la lotta di classe in Emilia Romagna.

Quando decide di dedicarsi alla narrativa, vede nel Medioevo l’epoca che permette di dischiudere un immaginario rutilante, e si imbatte nel personaggio di Eymerich. Nicolas Eymerich, inquisitore, il primo volume che pubblica nel 1994, ottiene il Premio Urania, il più noto dei premi popolari italiani. Il successo commerciale è immediato. Con 50 mila copie in media, il ciclo (dieci romanzi in tutto) fa rinascere con sé la fantascienza italiana e conquista un largo pubblico, ben al di là degli appassionati del genere. Capofila generoso, Valerio Evangelisti associa al suo successo tutta una nouvelle vague di autori, lieti di essere trascinati da una tale locomotiva.

2. Perché il matrimonio tra fantasy e storia vi è particolarmente fecondo.

Storico e uomo di cultura, Valerio Evangelisti si rituffa con la sua serie nelle delizie di gioventù: il romanzo horror alla Frankenstein e tutto un lembo del cinema italiano, quello di Mario Bava e di Riccardo Freda. Nascondigli bui, paure, oscurantismo, violenza: la sua grande riuscita è fare vivere un Medioevo in cui i dettagli storici sono veri e in cui tutto un mondo sotterraneo di spiriti, di fantasmi, di terrori prende vita senza cadere nei clichés della heroic fantasy. Ogni libro è costruito su tre racconti differenti, che si svolgono in epoche diverse: passato, presente e futuro.

Eymerich non si contenta di seminare il terrore nel suo tempo, scorrazza anche in quelli altrui, e questo va e vieni permette all’autore di allargare le sua finalità a una denuncia di tutte le dittature: la Romania di Ceausescu è la Spagna di Franco si uniscono ai fuochi del XIV secolo: “Il meccanismo inquisitoriale è antico: possedere il cervello più che il corpo. C’è una permanenza dell’orrore dell’Inquisizione nelle dittature attuali. Ma io non prendo partito: mi interessa di più cogliere un meccanismo che attaccare un individuo”, dichiara l’autore.

Da cui, senz’altro, la sottigliezza del personaggio e la sua evoluzione tranquilla di romanzo in romanzo. Mai Eymerich è una caricatura dispotica, ma sempre un essere umano che l’accanimento a compiere il proprio dovere non mette al riparo dai dubbi, né dal soccombere a umanissime tentazioni. Nicolas Eymerich, inquisitore riesce persino a suggerire una perturbante e astuta idea dell’origine delle divinità. Il grande quotidiano italiano La Repubblica ha pubblicato, nelle sue colonne, il quarto romanzo della serie – un assaggio, giustificato allo stesso tempo dall’arte del racconto, dalla qualità della scrittura e dalla grande audacia di Valerio Evangelisti nel giocare con i generi.

3. Perché il suo destino editoriale in Francia è stato caotico...

Il ciclo Nicolas Eymerich ha avuto in Francia una pubblicazione complicata. I sei primi volumi (Nicolas Eymerich, inquisitore, Le catene di Eymerich, Il corpo e il sangue di Eymerich, Il mistero dell’inquisitore Eymerich, Cherudek e Picatrix: la scala per l’inferno) furono pubblicati da Payot-Rivages, poi ripresi in tascabile da Pocket. Ma la collezione in cui apparivano, diretta dal figlio di Jean-Patrick Manchette, Doug Headline, è cessata, e i quattro tomi successivi (Il castello di Eymerich, Mater Terribilis, La luce d’Orione e Rex Tremendae Maiestatis) sono stati pubblicati da La Volte, senza avere edizione tascabile.

E’ l’editrice Le Livre de Poche che pubblica ora, in due grossi volumi (il primo è appena uscito, il secondo uscirà in aprile), l’assieme dei dieci romanzi, fornendone per la prima volta un’edizione integrale e rivolta al grosso pubblico.

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