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La Transeuropa Edizioni ha pubblicato, nella
collana Inaudita Big (dedicata a testi minori o insoliti di scrittori noti), un
volumetto di Valerio Evangelisti intitolato L’inquisitore e i portatori di
luce. Si tratta di una sceneggiatura cinematografica, tratta dalla graphic
novel di Evangelisti e del disegnatore Francesco Mattioli La furia di Eymerich.
In appendice, un codice permette di scaricare illustrazioni di Mattioli e brani
del gruppo metal degli Aghast Insane dedicati a Eymerich.
Un pezzo conclusivo di Evangelisti tratta dei suoi
rapporti con il cinema. Lo riproduciamo:
Sono il più
sfigato degli scrittori prestati al cinema. Per quanto mi si corteggi, nessuno
dei progetti che mi riguarda va in porto. D’altro lato, non posso lamentarmi
troppo. Ogni anno vendo opzioni sui diritti cinematografici relativi a
qualsiasi cosa che abbia scritto. Sono cifre basse ma, nel loro assieme,
rappresentano un reddito garantito. E vengo continuamente assediato da gente
che mi chiede di buttare giù, per il cinema, testi e trame. Contro queste
lusinghe sono ormai vaccinato. Se si tratta di produttori italiani so già che
non hanno il becco di un quattrino, e che puntano, tramite me, a ottenere
finanziamenti Rai o Mediaset, senza poi realizzare un bel niente.
Questo per un
problema a monte. Il mio personaggio più noto è un prete cattivo. Ciò non
corrisponde esattamente ai desideri delle maggiori reti italiane, assetate di
storie edificanti. Negli anni – e specialmente dopo il successo di tre
sceneggiati radiofonici da me scritti, ognuno in trenta puntate – sono stato
assediato da produttori o aspiranti produttori. Ciascuno di loro aveva in mente
l’attore che avrebbe interpretato Eymerich alla perfezione: Jeremy Irons, Jude
Law, Gigi Proietti (!), Daniel Day-Lewis, Vincent Cassel, ecc. Nessuno aveva
capitali propri, e sempre Rai e Medusa erano i referenti.
Ho finito per
mandarli tutti al diavolo. Le mie avventure dettagliate con il cinema le ho
raccontate in una ventina di puntate sul mensile Nocturno. Chi voglia conoscerle, fino alla drammatica conclusione,
deve procurarsi gli arretrati della rivista.
Sta di fatto
che, lungo il percorso, mi trovai a scrivere la sceneggiatura per un fumetto (La furia di Eymerich, Mondadori, 2003)
illustrato dal disegnatore Francesco Mattioli. Un grosso successo, tradotto in
varie lingue. Simultaneamente scrissi una sceneggiatura cinematografica
ispirata alla medesima trama. Quella che avete tra le mani. So che è piena di
difetti: verbosa, poco dinamica, con scene troppo costose per essere trasposte
in pellicola. Non arriverà mai al cinema. Letta, penso che risulti divertente.
D’altra
parte, io non sono uno sceneggiatore. Sono uno scrittore, e mi va bene così.