In libreria dall’8 ottobre il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’

Uscirà in autunno, pubblicato da Mondadori, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849, I guerrieri della libertà. Riportiamo la descrizione del risvolto di copertina:

Pochi lo sanno ma nell’autunno del 1848 gio­vani in ogni parte d’Italia lasciarono lavoro e famiglie e si misero in marcia, destinazione Roma. Andavano a difendere l’insurrezione popolare che da lì a pochi mesi avrebbe vi­sto nascere la Repubblica Romana, crocevia di idee democratiche e diritti civili quasi im­pensabili per la società del tempo.

La quotidianità di quella manciata di mesi fu però molto lontana dalla retorica con cui certa Storiografia oggi li restituisce.

Le strade in cui si batterono Mazzini, Gari­baldi e Mameli erano ingombre di spazza­tura e povertà, e con l’arrivo dei volontari si gonfiarono di grandi afflati e ancor più gra­tuiti assassini. A cavalcare la rivolta ci fu­rono in pari misura eroi e banditi, visiona­ri e faccendieri, gente di pistola, di mano e di coltello ma anche tante persone semplici, sprovveduti idealisti che rischiarono la vita inconsapevoli del ruolo che stavano avendo nella Storia.

Proprio come Folco, immaginario panettie­re che arriva a Roma alla vigilia dei tumul­ti e diventa testimone di ogni più turpe ne­fandezza l’uomo sia capace ma anche di ogni suo più elevato slancio. E così, mentre fuori dalla città tuonano i cannoni della re­staurazione, e il passato cerca di soffocare il presente per disinnescare il futuro, Folco si rende conto che, pur non capendo fino in fondo quel che succede intorno a lui, respi­ra un’aria nuova, la sensazione, mai prova­ta, di fare parte di qualcosa di pulito…

Valerio Evangelisti, autore dell’iconica saga di “Eymerich”, riscopre una pagina es­senziale e colpevolmente dimenticata del­la nostra Storia in un romanzo lontano sia dall’apologetica che da un’inutile demisti­ficazione, il racconto di giorni di sangue e speranze, dove la notte che calò sui sogni di grande cambiamento non poteva già allora nascondere l’avvenire pieno di sole che attendeva oltre l’orizzonte.