Su IL PRIMO AMORE Antonio Moresco commenta IL FANTASMA DI EYMERICH

Ho letto con diversi mesi di ritardo l’ultimo Eymerich di Valerio Evangelisti. Io sono un fedele lettore dei libri di questo scrittore e in particolare della serie dedicata a questo sconcertante personaggio, che è arrivato qui – se non sbaglio – alla sua tredicesima impresa.
Si potrebbe pensare che dopo tanti libri a lui dedicati l’autore abbia inserito il pilota automatico, che se la sia cavata con il solo consumato mestiere. Invece non è così, il suo odioso ma irresistibile eroe non ha perso il suo smalto, la vicenda e l’ambientazione interessano e appassionano ancora e continuano ad avere molto da dire anche rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Gli anni e i mali fisici che il suo autore ha attraversato non hanno evidentemente appannato le sue capacità di costruttore di robuste storie fantastiche e nello stesso tempo maledettamente reali e attuali. Lo sfacelo della Roma del Milletrecento, l’atmosfera marcia e funerea che vi si respirava, il cinico mondo del potere e quello del popolo inferocito, idolatra e ottuso sono tratteggiati con grande efficacia e sapienza e non si dimenticano. Certo, l’autore si sarà sicuramente documentato con l’acribia dello storico, però introdurre via via, far crescere e respirare il quadro generale attraverso i vari passaggi dell’azione e con tanti vividi particolari, tutto questo è bravura del romanziere.
E poi ci sono le irruzioni quantistiche e cosmiche, la comicità, l’ironia feroce e il freddo furore. E ci sono anche le molte apparizioni di Caterina da Siena (uno dei bersagli preferiti dell’autore), che sono sempre irresistibili.