Il 26 gennaio in libreria IL SOLE DELL’AVVENIRE vol. 3: NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE. I ringraziamenti

Come già annunciato, il 26 gennaio 2016 uscirà il terzo e ultimo volume de Il Sole dell’Avvenire, per Mondadori Strade Blu. Anticipiamo la pagina finale dei ringraziamenti.

Sono grato, per questo terzo volume, a Federica
Proni da Bagnacavallo (RA), che mi aveva già fatto da consulente per il
dialetto romagnolo, e anche alla sua collega in archeologia Silvia Samorì, da
Modigliana (FO). Non tanto per l’aiuto lessicale (nel romanzo le frasi
dialettali sono rare, e a volte in bolognese), quanto per avermi procurato un testo
di non facile reperimento: Luigi Cesare Bonfante, La guerra nelle mie valli, 2 voll., Tipolitografia Valgimigli,
Faenza, 2006.

Opera singolare, di oltre mille pagine
complessive, scritta nell’arco di più di un trentennio e pubblicata a spese
dell’autore. Vi si narra, attraverso le vicende quotidiane di centinaia di
abitanti di  Tredozio, Modigliana, dei
monti circostanti e di Faenza, di come fu vissuto il secondo conflitto mondiale
nelle zone tra Romagna e Toscana. Ciò attraverso testimonianze dirette, documenti,
memorie scritte. E’ l’unico testo attendibile (e direi inconfutabile) sulle
gesta della banda Corbari.

Uguale gratitudine per l’amico Francesco Mattioli,
che ha registrato e trascritto i ricordi della nonna Mafalda, contadina negli
anni compresi nel romanzo. Vi è descritto, con abbondanza di dettagli, il
lavoro nei campi.

Francesca Valentini, dell’università di Trento, mi
ha fatto avere l’opuscolo, a cura del Comune di Forlì, Le vittime del fascismo in Romagna, 1921-1923, Tipolitografia
Forlivese, 1973, oggi presente solo in alcune biblioteche regionali.

Gli ultimi capitoli del mio romanzo sono
largamente basati sulle memorie della mondina e partigiana Erminia “Ermina”
Mattarelli, raccolte da Michela di Mieri. Inizialmente pubblicate dal circolo Iqbal
Masih di Bologna in un libretto, sono oggi leggibili sul sito www.carmillaonline.com, digitando
Erminia Mattarelli nel motore di ricerca. E’ deceduta e non posso ringraziarla.
Rendo tuttavia un omaggio postumo alla sua dignità e al suo coraggio.

Questo è veramente l’ultimo volume de Il Sole dell’Avvenire. Va considerato, nelle sue tre parti, un unico romanzo. Non ci saranno seguiti che arrivino al presente, come alcuni mi chiedono. La cupezza ha un limite e io, malgrado la foto della quarta di copertina, sono di indole allegra.

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