DAY HOSPITAL: la recensione di MARCO BELPOLITI su LA STAMPA – TTL

IL CORAGGIO DI EVANGELISTI CONTRO LA SCORTESIA DEL MALE (da TTL del 27 aprile 2013)

Una carta da gioco, l’asso, stampigliata a rilievo sulla copertina plastificata, dentro un cuore vero: asso di cuori; meglio, il disegno scientifico di un cuore, replicato nell’aletta, con tanto di legenda: ventricolo, arteria, ecc. Day Hospital, questo il titolo, è la cronaca di una malattia e della sua cura. L’autore, Valerio Evangelisti, celebre scrittore, padre di Nicolas Eymerich, protagonista di un fortunato ciclo narrativo, nel corso del 2010 è stato colpito da un linfoma e costretto a sottoporsi a sedute di chemioterapia che hanno sconvolto la sua vita quotidiana. Un diario, ma anche una riflessione, un racconto e insieme un manuale  d’uso: Evangelisti raccoglie giorno per giorno i dettagli della sua malattia e degli esiti progressivi. Guarito dal linfoma, deve affrontare le conseguenze delle cure, in particolare sull’equilibrio e la motilità. Nel frattempo Evangelisti  mette in cantiere e compone tre libri, mentre  si manifestano gli effetti devastanti della chemio. Ma perché quel cuore in copertina? Forse perché è l’organo pulsante del nostro corpo, la pompa fondamentale? Perché ci vuole cuore per affrontare un male simile, e raccontarlo sulla pagina? Perché è il cuore l’organo che si ferma nel corpo di Vittorio Curtoni, scrittore di fantascienza, scopritore dell’autore, nel 2011? O forse il cuore è collegato all’Inquisitore protagonista di vari romanzi, fumetti, videogiochi?

Rosso è il colore di questo asso-cuore, come il nome e cognome dell’autore (in blu scuro il titolo). Una copertina molto bella che cattura subito l’attenzione sui banchi delle librerie e in vetrina. Evangelisti fa avanzare il suo diario attraverso un doppio movimento: parti di cronaca personale in tondo e riflessioni in corsivo. Espone gli esiti delle cure, racconta il suo ricovero per le chemio in ospedale – Day Hospital -, poi riferisce delle ricerche in Internet sulla prognosi del male; e ancora ricorda la malattia del padre e la morte della madre.

Sotto accusa è, se così si può dire, in un libro che non accusa ma riferisce, la medicina e i suoi custodi, i medici. Esperienze comuni a molte persone di ricoveri provvisori, diagnosi intermittenti, piccole e grande scortesie. Non c’è ansia, o angoscia, nelle pagine di Evangelisti, ma solo una autoscopia continua, attenta, maniacale. Il dettaglio è il vero protagonista del racconto che esce nella collana italiana il cui logo spicca in basso sulla destra della copertina.

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